l'azienda di jesi (ancona)

Diatech lancia il nuovo test per trovare il virus

Il presidente Fabio Biondi: «Identifica il covid, è stato sviluppato da 14 ricercatori»

di Michele Romano

Il presidente Fabio Biondi: «Identifica il covid, è stato sviluppato da 14 ricercatori»


3' di lettura

Si chiama Multi-Savcod ed è in commercio in questi giorni il nuovissimo test polivalente influenza-covid sviluppato da Diatech Pharmacogenetics, leader in Italia nella farmacogenomica, la disciplina che studia la risposta dei farmaci in base al profilo genetico del paziente. Core-business nell’oncologia, con un fortissimo sviluppo negli ultimi mesi nel comparto coronavirus, l’azienda ha sviluppato a marzo un test diagnostico per l'individuazione del coronavirus e ora mette sul mercato un nuovo esame, che identifica il covid e le altre malattie respiratorie che potrebbero confondersi. «Merito di otto mix che intercettano tutti i batteri e i virus responsabili delle malattie respiratorie», spiega Fabio Biondi, presidente e fondatore della società con sede a Jesi, in provincia di Ancona. Con l’arrivo della stagione invernale riprenderanno i casi di influenza, i cui sintomi (febbre, tosse, raffreddore) possono essere confusi con l'infezione da Covid-19: «il test polivalente permetterà, con un solo tampone e in poco tempo, di individuare o escludere la maggior parte delle infezioni, virali o batteriche, che interessano l'apparato respiratorio». È stato interamente progettato e sviluppato dal reparto R&S di Diatech, dove sono impegnati 14 ricercatori, di cui 4 bio-informatici e 10 biologi con Phd ed esperienze di lavoro all'estero. «Non ne troviamo a sufficienza nelle Marche - sottolinea Biondi -: molti dei nostri 57 dipendenti provengono dal nord Italia, siamo uno di quei casi abbastanza rari in cui l'emigrazione lavorativa viaggia da nord a sud». Diatech è nata nel 1996 da un'intuizione di Biondi, che aveva deciso di rinunciare al posto fisso in una società farmaceutica: «Non credevano nei test diagnostici basati sull’utilizzo dell’analisi del dna – ricorda -. Io sì e mi sono dimesso». Biondi si considera «come uno dei primi ad avere creduto in questi test, tanto che all’inizio nemmeno il mercato era del tutto recettivo nei confronti di questa innovazione». E ancora più difficile è stata l'opera di divulgazione all’interno del mondo della sanità, attività che Biondi ha iniziato a svolgere in prima persona: oggi Diatech è leader in Italia e terzo produttore in Europa nella farmacogenetica, in particolare dedicata ai malati oncologici.

Il 2019 si è chiuso con un fatturato di poco meno di 20 milioni di euro, con una marginalità che si mantiene intorno al 30%, valore elevato in un settore così performante come quello biotech. La stima è di crescere nel 2020 a 25 milioni, ma la pandemia c’entra poco, visto che al momento il covid rappresenta solo il 15% del business: «Il core resta nell’oncologia - sottolinea il presidente -, dove sviluppiamo e produciamo kit diagnostici per alcuni tipi di tumore, con i quali è possibile personalizzare i trattamenti chemioterapici e radioterapici, rendendoli più efficaci e riducendone gli effetti collaterali». Un’attività che spinge l’export che a fine anno peserà un quarto del fatturato: i mercati di riferimento per il settore oncologico sono soprattutto Germania, Francia e Turchia; il nuovo test influenza-covid consoliderà il mercato italiano e la presenza in alcuni dei principali poli ospedalieri pubblici e privati di Svizzera, Romania, Ucraina, Turchia, Messico, Giordania e Iraq già clienti della società. La ricerca in casa Diatech non si ferma: a Jesi stanno sviluppando una linea di prodotti per la diagnosi e la terapia per le malattie oncoematologiche e lavorando a un sistema “no wet lab”, capace di utilizzare la realtà aumentata e l’intelligenza artificiale per lo sviluppo di nuove terapie.

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