ServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùin onda dal 17 aprile

«Diavoli», guida minima alla serie Tv di Sky sul lato oscuro della finanza

Realtà e finzione s’intrecciano nell’opera tratta dal romanzo di Guido Maria Brera. Da Lehman al coronavirus. Ribaltando stereotipi: «Il trading è un mondo di monaci guerrieri»

di Francesco Prisco

"Diavoli", thriller internazionale con Borghi, Dempsey, Smutniak

Realtà e finzione s’intrecciano nell’opera tratta dal romanzo di Guido Maria Brera. Da Lehman al coronavirus. Ribaltando stereotipi: «Il trading è un mondo di monaci guerrieri»


3' di lettura

Si parte con una citazione di David Foster Wallace, il santo martire della post-modernità: «Allora, ci sono due giovani pesci che stanno nuotando. Vedono un pesce più anziano che viene dall’altra parte. Il pesce anziano dice: “Buongiorno, ragazzi, oggi è fredda l’acqua, eh?”. E poi nuota via. I due pesci giovani guardano quello anziano che se ne va e a quel punto si guardano completamente spiazzati. Poi fanno: “Ma che c... è l’acqua?”». Intanto un uomo si lancia nel vuoto e si schianta nell’atrio della New York-London Investement Bank.

Tra Lehman e il crack della Grecia
Fuori di metafora: «La nostra acqua si chiama finanza.Noi siamo il pesce che sa dove sta. Questo ci dà un grande vantaggio e una grande responsabilità». Comincia così Diavoli, serie Tv sul lato oscuro della finanza tratta dal romanzo I diavoli di Guido Maria Brera, in onda da venerdì 17 aprile su Sky Atlantic. Dieci puntate dirette da Nick Hurran e Jan Maria Michelini, girate in lingua inglese, ambientate tra Londra e Roma, in bilico tra finzione e realtà: nei primi due episodi si torna al 2008 del crack di Lehman Brothers, si passa attraverso la crisi economica della Grecia (2009), si vedono le manette scattare ai polsi del direttore dell’Fmi Dominique Strauss Kahn (2011).

«Diavoli», la serie Tv Sky sui diavoli della finanza

«Diavoli», la serie Tv Sky sui diavoli della finanza

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Il duello tra Dominic e Massimo
Si assiste al confronto tra il vecchio e il nuovo: da un lato l’americano Dominic Morgan, interpretato da Patrick Dempsey, ceo della New York-London Investement Bank; dall’altro Massimo Ruggero (Alessandro Borghi), italiano originario di Cetara, rampante capo del trading della stessa banca. Un confronto che «ci metterà poco a diventare un vero e proprio duello», sottolinea Luca Bernabei, ad di Lux Vide che, insieme con Sky, Orange Studio e Ocs ha prodotto la serie. «Perché è una specie di civil servant, si muove per fini diversi da quelli che appaiono in superficie, fini in un certo senso politici. E in Massimo allora si spezza qualcosa, quando capisce che Dominic lo sta usando per una causa diversa rispetto a fare i soldi, il motivo per cui quelli come lui vengono assunti».

Il thriller dei «monaci guerrieri»
Diavoli
, oltre a essere un excursus sul mondo della finanza contemporanea, è anche un thriller caratterizzato da ritmo serratissimo e confezione patinata. Di cose ne succedono tante, forse persino troppe. Tutti i personaggi sono quelli che Proust avrebbe chiamato «professionisti della partita a doppia entrata». Infaticabili giocatori d’azzardo, abituati a giocare contemporaneamente su più tavoli. Ecco perché i temi di «tradimento» e «lealtà» tornano costantemente al centro della scena. «Eravamo abituati - sottolinea Brera che ha preso parte al lavoro di sceneggiatura - a un certo racconto del mondo della finanza, tutto lusso e belle donne». Il riferimento principale era ovviamente il Gordon Gekko di Wall Street. «In Diavoli lo sforzo è stato raccontare i nuovi protagonisti di questo mondo, che sono più simili a monaci guerrieri». Shortano le prede più promettenti sentendo l’odore del sangue a miglia di distanza, sfrecciano in Ferrari per King’s Road, ma si struggono di rimorso al pensiero che il proprio rivale possa essersi suicidato per colpa di un’operazione di dossieraggio.

Quelli che mantengono ordine nei momenti di caos
Squali sì, i «diavoli» della serie, eppure «sono quelli che mantengono ordine nei momenti di caos», sottolinea Borghi che si dice affascinato da quanto ha scoperto sulla finanza preparando il film. Ne esce fuori «una storia che acquista un senso ancora più profondo, considerando i giorni che stiamo vivendo con l’emergenza coronavirus», secondo Dempsey. Anzi, il coronavirus entrerà molto presto nella storia: «Siamo già a lavoro sulla seconda stagione - racconta Nils Hartmann, senior director original productions di Sky Italia - e possiamo anticipare che partirà dal racconto del lockdown a Milano, per poi risalire indietro fino ai giorni della Brexit». La prima stagione, intanto, debutta in Italia per essere distribuita all’interno della galassia Nbc Universal Global prima in Germania e poi nel Regno Unito, fino ad arrivare a un totale di 160 territori coperti. Perché i «diavoli» della finanza a quanto pare muovono soldi anche quando approdano sul piccolo schermo.

PER APPROFONDIRE:
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    Francesco PriscoRedattore

    Luogo: Milano

    Lingue parlate: italiano, inglese

    Argomenti: economia della cultura e dell'entertainment, musica, libri, cinema, cultura, società

    Premi: Premio Giornalistico State Street 2018 - Categoria: Innovation

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