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Didi cede a Pechino: piano di quotazione a Hong Kong per lasciare Wall Street

A novembre l’Autorità di vigilanza tecnologica della Repubblica popolare aveva chiesto ai vertici della società un piano per il delisting dalle borse Usa

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1' di lettura

La società cinese Didi Global – la più grande azienda al mondo di servizi di trasporto passeggeri – sta pianificando di procedere con una quotazione a Hong Kong poco prima di intraprendere un delisting da New York. Lo riporta l’agenzia di stampa Reuters, che cita fonti vicine alla società.

Verso doppia quotazione a Hong Kong

Didi mira a completare una doppia quotazione primaria a Hong Kong nei prossimi tre mesi. Il programma è stato intrapreso sotto la pressione esercitata da Pechino per il delisting da New York entro giugno 2022, ha affermato una delle fonti.

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A novembre il diktat di Pechino

Lo scorso 26 novembre infatti l'Autorità di vigilanza tecnologica della Repubblica popolare aveva chiesto ai vertici della big tech di elaborare un piano per il delisting dalle borse statunitensi: una richiesta senza precedenti che aveva riaccende i timori circa la stretta del controllo di Pechino sulla sua gigantesca industria tecnologica. Timori che ora trovano conferma nella notizia sull’imminente delisting della società e del contestuale approdo alla borsa di Hong Kong.

Scontro Usa-Cina per la cybersicurezza

L'autorità di vigilanza vuole che la direzione porti la società fuori dalla Borsa di New York a causa delle preoccupazioni sulla perdita di dati sensibili. La Cyberspace Administration of China, l'agenzia responsabile della sicurezza dei dati nel paese.

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