astronomia per tutti

Dieci anni di vita del Sole in un’ora: il video della Nasa spopola in rete

Ruota vorticosamente e muta continuamente colore: il video ci mostra la trasformazione della nostra stella

di Leopoldo Benacchio

Il timelapse del Sole: dieci anni in un video

Ruota vorticosamente e muta continuamente colore: il video ci mostra la trasformazione della nostra stella


3' di lettura

Per il nuovo mese che inizia arriva un bel regalo da parte di Nasa, l'Agenzia spaziale americana, che ha rilasciato un video impressionante sulla vita del Sole negli ultimi dieci anni, estremamente utile agli scienziati e incredibilmente ipnotico per noi, grazie anche alla colonna sonora. Il video è già stato scaricato quasi tre milioni di volte.

Mai momento poteva essere più opportuno dato che siamo entrati in luglio, il mese del sole splendente e del conseguente caldo, e negli ultimi giorni avremo, come ogni anno, il solleone, sinonimo di giornate torride, che ha a che fare con il cielo, campo di gioco del Sole stesso: entra infatti nella zona delimitata dalla costellazione del Leone.

Il timelapse del Sole: dieci anni in un video

Il suo disco, la cui vista non possiamo sostenere, domina la parte illuminata della giornata, che i nostri nonni chiamavano giustamente dì e non giorno come usa oggi, ci sembra comunque sempre eguale, a parte l'azione dell'atmosfera, che ce lo fa apparire rosso specie al tramonto quando l'aria è più ricca di polvere, o più o meno debole a seconda della stagione.

Tutte cose che sappiamo e che abbiamo provato, ma in realtà la nostra stella di riferimento, indispensabile per la vita sulla Terra, ha una attività continua e mutevole che la caratterizza, fortunatamente entro certi limiti. Il Sole è una stella tranquilla, un tipo molto comune nella nostra galassia, che non fa colpi di testa, non sbuffa miliardi di tonnellate di gas incandescente verso l'esterno che potrebbero incenerirci in un attimo, e soprattutto non esplode, come pure fanno tanti tipi di stelle.

Altro punto che non sempre viene capito è che le stelle che vediamo in cielo coi moderni telescopi sono miliardi e miliardi - si stima almeno 400 nella sola nostra Galassia e di galassie ne conosciamo qualche miliardo almeno -, ma il Sole è l'unica che possiamo studiare con grande dettaglio, visto che è la più vicina e praticamente l'unica di cui possiamo osservare con cura notevole la superfice anche nei dettagli, sta infatti a soli 150 milioni di chilometri.

Ma veniamo al video: 61 minuti di immagini prese dal satellite Nasa SDO, Solar Dynamics Observatory, in cui vediamo il Sole ruotare vorticosamente su sé stesso e cambiare continuamente di aspetto negli ultimi dieci anni. È infatti una decade giusta che questo splendido satellite-osservatorio astronomico sorveglia senza mai interrompersi la superfice della nostra stella. Il filmato è il condensato di 425 milioni di immagini, prese una ogni 0.75 secondi, che sono state immagazzinate a terra in 20 milioni di gigabytes.

L'opera dei tecnici Nasa è stata veramente notevole: in 61 minuti di filmato hanno condensato l'attività di questi dieci anni, mettendo un'immagine composta per ogni giorno che hanno compresso in un solo secondo del filmato. Vediamo perfettamente, dall'inizio alla fine, come l'attività turbolenta alla superfice, con piccole e grandi eruzioni di materiale gassoso a migliaia di gradi, abbia ceduto il passo piano piano, a partire dal 2014, alla fase di Sole quieto che stiamo vivendo oggi. Secondo qualche astronomo inizia ad essere troppo quieta e troppo lunga rispetto al passato, ma il nostro Sole di passato ne ha tanto, almeno cinque miliardi di anni rispetto alla scienza moderna.

Difficile azzardare previsioni in avanti, ma anche all'indietro. Comunque, un ciclo di attività, da minima a massima a di nuovo minima, di undici anni è noto da tempo.La musica di accompagnamento è stata composta appositamente da Lars Lehonard, musicista tedesco che compone parecchio su temi legati alla natura e al cielo, brani che si possono sentire sui social o sul suo sito personale.

Giusto un'ultima cosa: quando avrà esaurito parecchio del suo carburante nucleare, che ha al suo interno - sostanzialmente idrogeno ed elio -, il Sole inizierà a espandersi, per sopperire in questo modo alla mancanza di energia. Prima Mercurio e Venere, poi Terra, Marte e Giove verranno inglobati, diciamo così, entro la stella Sole e per noi sarà finita.

Non servirà quindi emigrare su Marte, come pensano Agenzie spaziali e miliardari visionari come Elon Musk, ma bisognerà andare molto molto più in là se si vuole salvare la pelle dell'umanità. Non ci riguarda comunque, avverrà fra quattro miliardi di anni almeno. Abbiamo tempo per pensarci.

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