pmi ad alto potenziale

Dieci aziende Elite pronte a rafforzarsi grazie all’Export Bond

di Daniela Russo


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3' di lettura

C’è chi guarda alla Cina, chi punta al Nord America, chi valuta acquisizioni nel Vecchio Continente. Storie diverse quelle delle dieci aziende appartenenti al programma Elite di Borsa Italiana che partecipano all’Export Bond Programme promosso da gruppo Cassa Depositi e Prestiti (Cdp) e Banca Finint. Accomunate dalla volontà di cresce all’estero. La prima emissione è da 50 milioni di euro, per un valore complessivo del programma pari a 500 milioni di euro. I principali investitori sono Cdp e Banca del Mezzogiorno – Mediocredito Centrale che hanno sottoscritto rispettivamente il 50% e il 40% della prima emissione del programma. Sace è garante dell’operazione. Tasso fisso e durata pari a 8 anni e 6 mesi: le principali caratteristiche del prestito obbligazionario.

Gli obiettivi di Svas Biosana
«Questa misura – commenta Andrea Efficace, direttore finanziario di Svas Biosana – risponde alle esigenze del nostro piano strategico e ci permette di affrontare alcuni investimenti contando su un arco temporale lungo. In particolare, puntiamo a rafforzare le attività delle controllate sui mercati esteri e a finalizzare le acquisizioni in corso di valutazione sia in Paesi dell’Est Europa che in quelli del Nord». Il fatturato di gruppo 2018 di Svas Biosana, azienda che produce dispositivi medici e soluzioni per infusione, è pari a 93 milioni di euro, con una quota di ricavi provenienti dall’estero del 35 per cento. «Strumenti come l’Export Bond – aggiunge Efficace – rappresentano un canale alternativo concreto al mondo bancario per accedere a finanziamenti finalizzati».

Le ambizioni cinesi di Giglio Group
Punta alla crescita sul mercato cinese Giglio Group, quotata dal 2018 sul Mta. «Abbiamo deciso di partecipare all'Export Bond Programme per accelerare l’ingresso delle nostre attività legate all’e-commerce in Cina – spiega Alessandro Giglio, presidente Giglio Group –. Nel Paese siamo già presenti nell’area media ma da un paio di anni lavoriamo al debutto della piattaforma dedicata al mercato digitale, stringendo rapporti di distribuzione in esclusiva con marchi come Trussardi, Stefano Ricci e Bric’s». Nata nel 2003 come azienda del comparto media, Giglio Group attraversa una fase di trasformazione che, con la quotazione del 2015 su Aim Italia, l’ha portata ad affermarsi quale riferimento internazionale per l'e-commerce per il settore moda italiano. Fornisce servizi online per oltre 70 marchi lifestyle, cuore a Milano e sedi da New York a Shanghai. Nel 2018 il valore del transato e-commerce cresce del 48% a 75,7 milioni, rispetto ai 51,1 milioni di euro del 2017, i ricavi consolidati sono a 39 milioni di euro (+27% sul 2017). «Per il nostro settore – aggiunge Alessandro Giglio – la Cina rappresenta l’isola del tesoro, è un Paese che ama il made in Italy di qualità. I principali mercati di riferimento si confermano gli Stati Uniti e l’Europa, i Paesi dell’Est in particolare. Cresce l’interesse verso Sudamerica e India».

Fratelli Polli aumenta fatturato e occupati
L’Export Bond piace anche a Fratelli Polli, l’azienda di conserve alimentari che ha aperto il 2019 con un’acquisizione: quella di Valbona. Un’operazione che porta la società a registrare incrementi importanti sia in termini di fatturato (dagli oltre 82 milioni del 2018 ai 110 previsti entro la fine del 2019, con obiettivo 130 milioni di euro al 2021) sia in termini di occupati (dai 200 del 2018 a oltre 300 nel 2019). «Fratelli Polli – spiega Marco Fraccaroli, amministratore delegato della società – è fortemente orientata all'export, circa il 60% del nostro fatturato proviene dai mercati fuori confine e abbiamo filiali nei principali Paesi europei. Con l’Export Bond ci proponiamo di rafforzare la nostra presenza in Europa e guardare Oltreoceano. Il Food traina le esportazioni italiane grazie alla capacità di tradursi in un elemento che incarna il nostro stile di vita. Pagano, inoltre, l’originalità e la qualità delle produzioni».

Ica punta al Nord America
Con 122 milioni di fatturato, oltre 600 dipendenti e una radicata presenza in Europa (Spagna, Germania e Polonia) e Oriente (Cina e India, con una joint-venture), Industria Chimica Adriatica (Ica) sceglie l’Export Bond per entrare nel mercato nordamericano. «Per chi si occupa di vernici per il legno è un territorio fondamentale – spiega il direttore finanziario del gruppo Luciano Cesari -. Abbiamo di recente acquisito un nostro distributore in Canada ma l’obiettivo è quello di rafforzare la presenza diretta in tutta la regione, Canada e Usa. Stiamo già valutando possibili obiettivi. La presenza di attori come Sace e Cdp rappresenta per noi una garanzia importante».

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