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Dieci grafici essenziali per capire in che direzione vanno i mercati

di Andrea Franceschi


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    4' di lettura

    Se il 2018 è stato un anno da dimenticare per i mercati finanziari (quasi tutte le principali classi di investimento hanno registrato performance negative) il 2019, al giro di boa del primo semestre si conferma un’annata estremamente positiva: bond, azioni, mercati emergenti, materie prime stanno facendo registrare performance notevoli. Ecco 10 grafici essenziali per fotografare quanto successo in questa prima parte dell’anno e provare a capire in che direzione si muoveranno gli indici nei prossimi mesi.

    1) Il mercato azionario corre
    Da inizio anno l’indice delle Borse mondiali Msci World ha registrato un rialzo di oltre il 15% ed è a un passo da rivedere i massimi storici di gennaio 2018. Un trend in netta controtendenza rispetto a quanto visto nella seconda metà del 2018 quanto l’indice è arrivato a perdere quasi il 20% dai massimi ai minimi. Il rialzo dei mercati azionari è stato generalizzato. Da Wall Street, tornata sui massimi storici grazie all’exploit del settore tecnologico (l’indice NASDAQ COMP ha guadagnato il 22%) all’Europa (+16% lo STOXX 50), passando per la Cina (+27% l’indice Csi300) e i mercati emergenti (+10% l’indice Msci Emerging), praticamente tutte le aree del globo sono state interessate da questa ondata di rialzi.

    PER SAPERNE DI PIU’: Quotazioni e indici delle principali Borse mondiali

    L'INDICE DELLE BORSE MONDIALI

    Performance dell'indice Msci World, dati in percentuale. (Fonte: S&P Market Intelligence)

    2) Ma l’economia frena
    Eppure questa fiammata del mercato azionario non riflette un’economia particolarmente brillante. Da tempo infatti si registrano segnali di rallentamento della congiuntura: il Fmi prevede che il tasso di crescita dell’economia mondiale passi dal +3,6% del 2018 al +3,3% di quest’anno. L’economia cinese risente della stretta regolamentare sul settore finanziario e delle tensioni con gli Usa sui dazi, l’Europa soffre la frenata del comparto auto alle prese con i nuovi standard sulle emissioni mentre negli Usa l’economia è reduce da un ciclo di crescita che dura da oltre 10 anni e ci si chiede quando arriverà la fisiologica recessione.

    PIL MONDIALE, STIME DI CRESCITA

    Variazione percentuale attesa del Pil globale (Fonte: Bloomberg)

    3) Calano le aspettative di inflazione
    Sono in calo anche le aspettative di inflazione. Gli indici che le misurano sono di recente scesi ai minimi storici nell’area euro e viaggiano sui livelli del 2016 negli Stati Uniti. Questo calo ha riportato ai massimi livelli l’allerta sui rischi di una spirale deflazionistica per le principali economie sviluppate. In deflazione i prezzi tendono a ridursi e ciò ha effetti molto negativi sull’economia perché tende a condizionare la predisposizione al consumo e all’investimento.

      EUROZONA, INFLAZIONE ATTESA

      EUR 5y5y inflation swap forward, dati in percentuale. (Fonte: Bloomberg)

      4) La svolta Fed sui tassi
      Se le Borse sono salite nonostante un quadro macroeconomico non proprio favorevole è perché, proprio alla luce di questi segnali, le banche centrali sono tornate a promettere stimoli monetari. Il cambio di rotta più radicale è stato quello messo in atto dalla Fed. Fino a novembre dello scorso anno la banca centrale Usa aveva messo in conto per quest’anno due rialzi dei tassi di interesse nell’ambito del suo piano di normalizzazione. Oggi il mercato sconta con una probabilità del 76% un taglio di 0,25 punti del costo del denaro, attualmente al 2,5%, al prossimo direttivo di luglio. Nuove sforbiciate sono previste nei mesi a venire.

      LE PREVISIONI SUI TASSI FED

      Stime sul costo del denaro Usa nei prossimi anni, dati in percentuale trimestrali. (Fonte: Bloomberg)

      5) Corsa ai bond
      Anche il presidente della Bce Mario Draghi ha dato il suo contributo. I mercati hanno reagito alle sue recenti dichiarazioni pronunciate a Sintra, in Portogallo, in cui Draghi ha aperto alla possibilità di ulteriori tagli del costo del denaro e, se l’inflazione dovesse restare bassa, anche a un possibile rilancio del piano di Quantitative easing. A queste parole i rendimenti dei principali titoli di Stato dell’Eurozona (Italia esclusa) hanno aggiornato nuovi minimi storici. A partire dal Bund tedesco sceso fino a -0,33% sulla scadenza decennale.

      RENDIMENTO DEL BUND A 10 ANNI

      L'andamento del tasso negli ultimi 5 anni, dati in percentuale. (Fonte: S&P Market Intelligence )

      6) I titoli a tassi negativi
      Questo rally dei titoli di Stato ha innescato un rapido aumento del controvalore dei bond con rendimento negativo. Oggi ci sono quasi 13mila miliardi di dollari di titoli che, a scadenza, ripagano l’investitore con una cifra inferiore al capitale iniziale.

      I TITOLI A TASSI NEGATIVI

      Controvalore dei bond a rendimento negativo, dati in milioni di dollari. (Fonte: Bloomberg)

      7) La maxi-rotazione da azioni a bond
      Nonostante sia sempre più difficile scovare rendimenti sul mercato dei bond i capitali continuano a defluire copiosi dai fondi azionari (138,4 miliardi di dollari di riscatti netti da inizio anno) per riversarsi sui fondi obbligazionari (223 miliardi flussi netti) e monetari (137). Un segnale che gli investitori, in questa fase, puntano soprattutto a preservare il patrimonio più che andare a caccia di guadagni.

      LEGGI ANCHE: Perché i mercati premiano i bond a scapito delle azioni

      FLUSSI NEI FONDI DI INVESTIMENTO

      Saldo netto da inizio anno per classe di investimento , dati in miliardi di dollari (Fonte: BofA Merrill Lynch, Epfr Global)

      8) Il rally dell’oro
      Un altro segnale della forte avversione al rischio che si registra in questa fase sui mercati è rappresentato dalla performance del bene rifugio per eccellenza: l’oro. Il prezzo del metallo giallo da inizio anno è salito fino al 10% arrivando a toccare i massimi dal 2013. Una fiammata frutto in parte dei timori sulla congiuntura globale per via della guerra commerciale tra Usa e Cina e in parte della scommessa sul taglio dei tassi Fed.

      LEGGI ANCHE: Torna la corsa ai beni rifugio: oro ai massimi da 6 anni

      IL RALLY DELL'ORO

      Performance da inizio anno del prezzo dell'oro, dati in percentuale. (Fonte: S&P Market Intelligence)

      9) Il rischio-Italia
      La generale compressione dei rendimenti del mercato obbligazionario e la scommessa su nuovi stimoli da parte di Fed e Bce hanno contribuito notevolmente ad abbassare la tensione sui BTp. Nonostante il rischio politico resti elevato e il Paese continui ad essere un osservato speciale da parte di Commissione europea e mercati per via del debito rendimenti e spread sono scesi molto in questi mesi. Il tasso del BTp decennale è recentemente sceso sotto la soglia psicologica del 2% mentre lo spread viaggia sui minimi da settembre.

      Andamento dello spread Btp / Bund

      10) Piazza Affari maglia nera in Europa
      Nonostante il calo dello spread abbia favorito la risalita delle quotazioni delle banche la Borsa di Milano resta lontana da rivedere i livelli toccati prima della speculazione sul rischio Italia legata all’agenda di politica economica del Governo. Rispetto ai livelli di maggio 2018 (il mese in cui lo spread ha iniziato a salire) il Ftse Mib resta sotto del 12,4% mentre l’indice Stoxx 600 europeo risulta di poco invariato nello stesso lasso di tempo.

      PIAZZA AFFARI E L’EUROPA

      Indici Ftse Mib e Stoxx Europe 600 a confronto da maggio 2018 a oggi. Dati in percentuale. (Fonte: S&P Market Intelligence)

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