Il caso

Dieci laboratori per lo sviluppo delle tecnologie di frontiera

Il caso. I Leonardo Labs

di Chiara Bussi

Ricercatori al lavoro nei Leonardo Labs, i dieci laboratori che anticipano e sviluppano le tecnologie del futuro

3' di lettura

C’è quello dedicato allo sviluppo di tecnologie e piattaforme ad ala rotante di ultima generazione per migliorare la sicurezza e la flessibilità operativa dei velivoli. O quello in cui vengono sviluppate soluzioni basate sull’Intelligenza Artificiale per l’assistenza avanzata al pilota in scenari operativi complessi. O ancora quello che lavora su tecnologie avanzate in grado di combinare dati satellitari con altri dati, per monitorare le infrastrutture critiche o gestire eventi naturali ed emergenze sanitarie.

Sono i Leonardo Labs, dieci laboratori interconnessi di ricerca applicata in prossimità dei principali siti industriali del gruppo, dal Nord al Sud del Paese: Torino, Genova, Cascina Costa (Varese), Roma, Grottaglie (Taranto) e Pomigliano d’Arco (Napoli) oltre a quello statunitense di Cypress in California.L’obiettivo? Facilitare il trasferimento tecnologico a beneficio di tutte le aree di business del gruppo.

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Qui giovani ricercatori e dottorandi lavorano insieme a esperti delle divisioni di Leonardo per anticipare le tecnologie del futuro e rendere la frontiera dell’innovazione senza più a portata di mano. Ogni laboratorio è dedicato ad una specifica area applicativa e vede al suo interno diversi filoni di ricerca come i big data, il calcolo ad alte prestazioni e la simulazione, l’intelligenza artificiale e i sistemi autonomi, le tecnologie quantistiche, la mobilità elettrica, i materiali e le strutture. Gli ambiti tecnologici sono definiti all’interno del “Masterplan 2030 per l’Innovazione”, uno dei pilastri su cui si fonda il piano strategico Be Tomorrow – Leonardo 2030.

«Il nostro gruppo - spiega Alessandro Massa, responsabile dei Leonardo Labs - ha da sempre un’attenzione particolare alla ricerca destinando nel 2020 circa 1,6 miliardi di euro, oltre il 12% dei ricavi. Sentivamo però l’esigenza di concentrarci anche su tematiche di lungo periodo e di portarle avanti in modo trasversale a tutte le divisioni». I laboratori hanno scaldato i motori lo scorso gennaio e l’attività procede senza sosta: «I primi prototipi - sottolinea - sono già pronti ad essere testati e presto arriveranno in produzione».

La rete dei Labs comprende anche quattro laboratori congiunti, tre realizzati con l’Istituto italiano di tecnologia di Genova e uno in collaborazione con l’azienda chimica belga Solvay a Grottaglie (Taranto) e presso l’Msac, il Material Science Application Center a Bruxelles. «I laboratori congiunti - spiega Massa - ci consentono di mettere a fattor comune infrastrutture di ricerca e ricercatori per massimizzare e amplificare i risultati». A Genova il focus è sul calcolo ad alte prestazioni e sui sistemi robotici per uso industriale sfruttando le potenzialità del supercalcolatore davinci-1. Questi sistemi permettono di elaborare in tempo reale un numero molto elevato di operazioni che un computer tradizionale svolgerebbe in giorni, mesi o anni. «Si svilupperanno - dice Massa - nuovi modelli numerici e nuovi codici di calcolo che consentiranno di realizzare robot per le linee produttive in grado di interagire con l’uomo e tra loro o robot quadrupedi e bipedi che potranno ad esempio intervenire in caso di disastri naturali o, in futuro, nello spazio». Il laboratorio congiunto con Solvay è invece dedicato alla ricerca sui nuovi materiali a matrice termoplastica che consentono, tra l’altro, una diminuzione del peso che rende gli aeromobili più efficienti con minore consumo di carburante.

Al momento i ricercatori impegnati nei Labs sono 60 ma entro il 2023 il loro numero supererà i 200. «Molti di loro - dice Massa - sono cervelli in fuga che siamo riusciti ad attirare nuovamente nel nostro Paese. I Lab alimentano un flusso di talenti a beneficio anche del territorio, tanto da diventare un vero e proprio fertilizzatore». Ad amplificare gli effetti è il network con 14 atenei e numerosi centri di ricerca nazionali, con le Pmi, le start up, i distretti aerospaziali e le istituzioni locali per creare punti di aggregazione della ricerca. «L’aggiornamento continuo di tecnologie e competenze - aggiunge - è essenziale per la competitività del nostro Paese ».

Presto potrebbe aumentare anche il numero di laboratori con un occhio di riguardo alla cybersicurezza. «Stiamo ricevendo - conclude Massa - molte richieste sul fronte delle applicazioni per il monitoraggio cyber e sulla comunicazione resiliente e di sicurezza. I prossimi laboratori potrebbero focalizzarsi proprio su queste due tematiche».

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