LA TRANSIZIONE

Diesel addio, ecco le strategie delle case per il futuro dei motori

di Corrado Canali


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2' di lettura

La notizia secondo la quale il Gruppo Fca potrebbe bandire i motori diesel per le sue auto passeggeri entro il 2022, mantenendo l'opzione per i veicoli commerciali. Le ragioni sono il crollo della domanda e l'aumento dei costi per rendere la tecnologia in linea con gli standard delle emissioni.
Se però anche un grande Gruppo automobilistico decide di bandire il diesel significa che saremmo ormai prossimi ad una vera rivoluzione nel settore dell'auto. Il condizionale è d'obbligo visto che una comunicazione ufficiale da parte del Gruppo Fca dovrebbe arrivare soltanto nel corso della presentazione del piano industriale previsto per il 1 giugno prossimo.

Fca diventa così l'ultimo costruttore in ordine tempo a prendere le distanze dal diesel.

Toyota ha, infatti, annunciato lo scorso anno che potrebbe non lanciare un altro modello con motore diesel e che in ogni caso non commercializza più da quest'anno in Italia modelli con motore a gasolio, una scelta spiegato con l'intenzione di puntare tutto sull'ibrido.

Anche Porsche che come è noto l'anno prossimo commercializzerà la sua prima vettura elettrica la Mission E, proprio di recente, ha annunciato che eliminerà presto la tecnologia a gasolio dalle sue linea produttive.

Tra i primi brand a dare addio al diesel è stata però Volvo che ha annunciato la svolta netta a favore di modelli solo elettrificati per la propria futura gamma. Un altro costruttore giapponese, Suzuki, nell'alzare i “veli” l'anno scorso sulla nuova Swift aveva annunciato che non sarà più offerta con una variante diesel.

Fra i colossi delle quattro ruote che stanno mettendo in soffitta il diesel ci sono anche altri europei.

È il caso della tedesca Mercedes che non ha riproposto per la nuova Smart una variante diesel preferendo puntare sull'elettrico.

Analogamente i francesi di Renault hanno imboccato la stessa strada con la Twingo, la “gemella” della Smart, risultato di un progetto comune avviato fra i due brand.

Renault, tuttavia, secondo alcune insistenti indiscrezioni potrebbe progettare di non mettere sul mercato varianti a gasolio anche per altri due modelli alla base delle sue vendite complessiva e cioè la Clio e la Megane.

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