L'AUTO CHE CAMBIA

Diesel addio, ecco tutte le alternative per scegliere senza sbagliare

di Massimo Mambretti

(Afp)

4' di lettura

La strada è ancora lunga ma le ipotesi, sempre più destinate a diventare realtà, di vietare la circolazione delle auto a gasolio nei centri urbani anche in Italia sta ispirando molti automobilisti a prendere in considerazione vetture con sistemi di propulsione differenti. Ecco verso quali alternative ci si può orientare

Benzina alla riscossa per chi non fa tanta strada
Verso chi non percorre più di 15/20mila i chilometri ogni anno l'auto a benzina torna ad avere un certo fascino. È esercitato dal costo d'acquisto inferiore, dalle minori spese di manutenzione che richiedono rispetto a una a gasolio e, infine, dall'ormai ridotta differenza di prezzo tra un litro di gasolio e uno di benzina. A tutto ciò s'aggiungono le migliorie legate all'efficienza dei motori a benzina. Sono dovute, soprattutto alla riduzione delle cilindrate abbinata all'impiego di sistemi sovralimentazione elettrificati o con turbo a geometria variabile cheaiutano a limitare i consumi e le emissioni.

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Gpl o Metano per tenere a bada i costi
Orientarsi verso un'auto bifuel, a prescindere che sia alimentata a Gpl o Metano, porta subito in dote la possibilità di circolare anche con i blocchi del traffico. Tuttavia, il vero vantaggio di questi tipi di alimentazione è legato al minore costo del pieno. In media il Gpl costa 0,68 euro al litro, il metano 0,99 euro al chilo. Quest'ultimo equivale a 1,56 litri di benzina. Per quanto riguarda un'auto a Gpl il fatto che offra percorrenze medie inferiori a una a benzina può essere, in parte controbilanciato, dall'ormai estesa rete di distribuzione che è sconfinata anche sulle autostrade. Quest'ultima è ancora a macchia di leopardo per quello che concerne il Metano, pertanto per avvantaggiarsi del vantaggio economico le auto a Metano bisogna sapere in che aree ci si muove. Inoltre, non va scordato che in media costano un po' di più di quelle a Gpl, richiedono una maggiore manutenzione e che garantiscono autonomie inferiori. Sia le bi-fuel a Gpl sia quelle a Metano sono ormai offerte e garantite direttamente da molte case.

Mild-hybrid, tecnolgia “furba” in espansione
Queste ibride sfruttano il motore elettrico, in genere un sistema di avviamento che fa anche il generatore di corrente e che sfrutta una rete a 48V, solo per lenire gli sforzi di quello termico e, quindi, ridurre i consumi in alcune situazioni d'impiego. Per esempio, gli spunti da fermo o le decise variazioni di velocità. Tuttavia, non permettono mai di viaggiare a emissioni zero. In compenso, come le altre ibride godono in alcune Regioni dell'esenzione del bollo per alcuni anni o in alcuni città del pagamento, del parcheggio nelle strisce blu. Infine, anch'esse possono circolare durante i blocchi del traffico, in virtù dell'omologazione ibrido riportata sul libretto: foglio 2, punto P.3.

Ibride pure vantaggiose solo in città
Utilizzando sistemi propulsivi nei quali l'unità elettrica che affianca quella a benzina è alimentata da batterie che si auto-ricaricano, tramite l'energia recuperata nelle decelerazioni e nelle frenate, garantiscono la possibilità di muoversi a costi ed emissioni zero solo in città. Dopo un breve apprendistato, specie nei momenti in cui maggiormente si manifestano situazioni stop & go, non è difficile muoversi a lungo solo elettricamente. Le ibride in media costano un po' di più delle auto a benzina, tuttavia offrono in molte parti d'Italia vantaggi come l'esenzione del bollo o la possibilità di non pagare la sosta nelle “righe blu”. Inoltre, possono circolare anche in aree interessate da limitazioni o blocco del traffico.

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Ibride plug-in, non sono solo cittadine
Le auto plug-in, quindi ibride con batterie che non sono ricaricate solo dal motore termico o dal recupero d'energia ma che si possono rifornire dalla rete elettrica, hanno un'indole versatile. Infatti, partendo con le batterie belle cariche assicurano, in media, la possibilità di non sfruttare il motore termico per una cinquantina di chilometri e, quindi, di risparmiare molto. A patto, però, di sfruttare principalmente questa possibilità in città. Inoltre, permettono di disinserire la modalità elettrica, per conservare quando contengono le batterie per un uso successivo, o di attivare la ricarica delle batterie da parte del motore termico a velocità stabilizzate quando si va fuori città, dove i tipici vantaggi dell'ibridizzazione non possono manifestarsi.

Elettriche in piena evoluzione
L'offerta sta crescendo e crescerà ancora più nei prossimi anni. Al momento, però, queste vetture a impatto ambientale prossimo allo zero sono tutte piuttosto costose in rapporto ai settori in cui si collocano. Inoltre, suscitano ancora l'ansia da autonomia e da ricarica. E se la prima viene contrastata da motori elettrici sempre più efficienti e dall'incremento della capacità delle batterie, la seconda rimane legata alle infrastrutture tanto in termini di disponibilità di punti di ricarica pubblici quanto di efficienza della rete elettrica, che in molte parti d'Italia non è in grado di fornire costantemente i kWh promessi. Una problematica che, ovviamente, si può riflettere sui tempi di ricarica definiti dai costruttori.

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