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Diesel Usa penalizza la holding di Renzo Rosso. Ricavi giù del 3,2%

di Giulia Crivelli


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3' di lettura

Non è mai un buon segnale quando i dati di bilancio di un’azienda arrivano all’improvviso, senza essere preannunciati o anticipati da dichiarazioni dei vertici. Certo, una società come Otb, non essendo quotata, non ha obblighi particolari, ma fa effetto ricevere soltanto una nota ufficiale.

I numeri parlano da soli e sanno essere freddi, specie quando riservano sorprese non piacevoli. È il caso dei risultati finanziari della holding Otb di Renzo Rosso, che possiede i marchi Diesel, Maison Margiela, Marni, Viktor&Rolf e Paula Cademartori e, attraverso le aziende Staff International e Brave Kid, produce in licenza altri marchi, come DSquared2, e linee di abbigliamento junior. Il fatturato consolidato 2018 di Otb (acronimo che originariamente stava per Only the Brave, “soltanto i coraggiosi”, oggi abbandonato forse per una scelta di maggiore sobrietà) è calato del 3,2% a 1,439 miliardi.

Il gruppo creato da Rosso intorno al marchio Diesel resta uno dei pochissimi della moda italiana a superare il miliardo di fatturato, ma sta attraversando un momento di transizione non facile. Nel 2017 il fatturato era passato da 1,58 miliardi del 2016 a poco meno di 1,52, cifra stabile rispetto al 2015. Sono quindi tre anni che Otb non riesce ad aumentare i ricavi, nonostante alcune recenti acquisizioni, come quella del marchio di borse e calzature Paula Cademartori. Le parole dell’amministratore delegato di Otb Ubaldo Minelli, riportate nella scarna nota diffusa ieri, non sciolgono del tutto i dubbi sull’andamento della holding: «Il 2018 è stato volutamente un anno di reset, con interventi mirati a creare gli adeguati presupposti per uno sviluppo sostenibile del business».

La volontà di guardare oltre l’esercizio 2018 è confermata dai numeri sugli investimenti: nei prossimi tre anni il piano industriale prevede uno stanziamento di 200 milioni e nel solo 2019 saranno aperti 180 negozi. Un dato interessante, in controtendenza rispetto alla corsa verso l’e-commerce: del resto Renzo Rosso è sempre stato un anticipatore di tendenze, oltre che un pioniere, nel denim e non solo. Può darsi quindi che abbia intuito (si veda anche Moda24 del 12 aprile) che i consumatori più giovani, la Gen Z (i nati dopo il 2000), stanno sviluppando un sano distacco da social media e attività online “solitarie”, come gli acquisti sui siti. Preferiscono lo shopping “vecchio stile”, nei negozi fisici.

Nella nota si legge che Otb potrebbe considerare delle acquisizioni: i rumor su un interesse per Roberto Cavalli – che da pochi giorni ha chiesto il concordato – si rincorrono dal dicembre 2018 e sono stati rilanciati di recente (si veda Il Sole 24 Ore del 19 febbraio), non confermati però dal quartier generale di Breganze (Vicenza). Il risultato netto 2018 è stato negativo per 26 milioni e l’ebitda è calato di 11 milioni a 41,5, ma la posizione finanziaria netta è migliorata del 32%, passando dagli 84 milioni del 2017 ai 111 del 31 dicembre 2018.

A pesare sui conti è stata Diesel, che assorbe ancora circa il 60% del fatturato di Otb. Hanno sofferto in particolare Europa e Stati Uniti: la Diesel Usa ha chiesto il Chapter 11, una sorta di “concordato volontario” previsto dalla legge fallimentare americana e che permette alle aziende di riorganizzarsi in base a un progetto di turn around. Nel caso di Diesel, significa chiusura di punti vendita non performanti, restyling dei negozi e apertura di pop up, una strategia che sta funzionando molto bene nell’alta gamma. Lvmh, primo gruppo del lusso al mondo, ha appena annunciato che nel 2019 potrebbe aprirne cento per i diversi marchi del portafoglio, contro gli 80 inaugurati nel 2018.

Tornando a Otb, come molte società italiane, c’è il nodo del passaggio generazionale: Renzo Rosso, classe 1955, ha da tempo aperto l’azienda a manager esterni, ma resta presidente. Dei 7 figli, hanno un ruolo apicale solo Stefano (ceo di Diesel Usa) e Andrea (direttore creativo delle licenze di Diesel). Un passaggio decisivo potrebbe essere la quotazione, che per ora sembra però esclusa.

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