La sentenza

Dieselgate: Volkswagen deve risarcire i clienti danneggiati

Gli acquirenti hanno diritto a chiedere la restituzione, sia pure parziale, del prezzo pagato per l’autovettura con centralina «truccata»

di R.Es.

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(AFP)

Gli acquirenti hanno diritto a chiedere la restituzione, sia pure parziale, del prezzo pagato per l’autovettura con centralina «truccata»


2' di lettura

Il dieselgate investe di nuovo Volkswagen in uno dei momenti peggiori dell’automotive, con le vendite d’auto crollate a causa della crisi innescata dalla pandemia di Covid-19. Secondo la Corte federale tedesca di Karlsruhe, i clienti che hanno acquistato una vettura a motore diesel con la centralina per le emissioni “truccata” hanno diritto a un rimborso parziale del prezzo d’acquisto. Una decisione che potrebbe adesso aprire la strada ad altre cause. Il titolo del primo costruttore di automobili mondiale non ha subito ripercussioni.

Sentenza che apre la strada ad altre richieste
La decisione è stata presa dalla Corte federale di giustizia tedesca. Il caso era quello di un acquirente di un’auto del marchio Vw che chiedeva il rimborso di quanto pagato per la sua vettura e che si era visto riconoscere un rimborso parziale, tenuto conto dell’usura dell’auto. La Corte federale a inizio maggio aveva aperto alla possibilità di un risarcimento danni in questi casi, visto che il fatto di aver comprato un’auto con centralina truccata può essere considerato un danno in sé. Con la sentenza di lunedì 25 maggio è stata confermata quella impostazione e il gruppo Vw è stato condannato a pagare il risarcimento (anche se parziale), aprendo la strada ad altre procedure di questo tipo da parte di migliaia di acquirenti.

In lista d’attesa 60mila acquirenti. La sentenza pemette ai proprietari di restituire al produttore i propri veicoli in cambio di una somma che tenga conto dell’intervenuta usura dell’auto e servirà come precedente nelle corti civili dove sono pendenti circa 60mila cause di questo tipo. Vw ha invece già trovato intese extragiudiziali con circa 235mila clienti tedeschi per un ammontare di 750 milioni di euro.

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Aiuti di Stato all’industria in crisi?
Lo scandalo delle emissioni truccate di ossido di azoto, risalente al 2015, è finora costato al Volkswagen oltre 30 miliardi di euro in danni e multe irrogate dalle autorità, soprattutto negli Stati Uniti dove per la prima volta venne scoperto il software che permetteva di abbassare le emissioni nocive durante i controlli delle autorità ambientali. Negli Usa alle automobili coinvolte è stato imposto un divieto di circolazione gettando così le basi per le richieste di risarcimento. Le autorità europee, invece, non hanno emesso alcun divieto ma hanno obbligato la casa produttrice ad aggiornare il software di controllo e assicurarsi che i filtri antiparticolato venissero intallati.

Con la profonda crisi economica causata dalle misure di chiusura delle attività per ragioni sanitarie, si è acceso, in Germania come nel resto dell’Europa, il dibattito sulla concessione di aiuti di Stato all’industria dell’auto, tra i settori più pesantemente colpiti. Le richieste di risarcimento degli automobilisti aggiungeranno pressioni su un settore già in grande difficoltà.

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