Accordo militare Italia-Slovenia

Difesa, firma di governo sull’export: Guerini lancia il nuovo modello

La Slovenia acquisirà dall’Italia un aeromobile ad ala fissa C27J Spartan dell’Aeronautica militare. E’ la prima intesa Gtg (government to government), altre in arrivo

di Marco Ludovico

(ANSA)

3' di lettura

C’è voluto tempo, almeno quattro governi, la volontà di infrangere abitudini, resistenze e rigidità burocratiche. Ma ora il ministro della Difesa Lorenzo Guerini, con il supporto del Segretariato generale - direzione nazionale degli armamenti, guidato da Luciano Portolano, ha fatto decollare il Gtg (government to government): fuori dal gergo, l’export dell’industria militare nazionale garantito dalla firma di governo. Si comincia proprio con un aeromobile ad ala fissa C27J Spartan dell’Aeronautica militare, acquistato dalla Slovenia. Ma non è finita qui.

Una conquista strategica

Il Gtg non è solo questione di addetti ai lavori. Può essere un processo determinante per lo sviluppo nazionale delle esportazioni militari e high tech. Contratti miliardari e relative ricadute. Con tanto di conseguenze nei rapporti di forza internazionali. Se ne discute in Italia da quando il presidente del Consiglio era Paolo Gentiloni. La norma alla fine è entrata nella legge di bilancio per il 2020. Poi però andava resa operativa. Lorenzo Guerini spiega come sia «uno strumento essenziale per il rilancio e la crescita della nostra industria, ma anche nella forza delle relazioni tra governi». L’intesa appena firmata con la Slovenia, del resto, è un segnale operativo in attuazione della direttiva sulla politica industriale emanata dallo stesso Guerini a luglio scorso.

Loading...

I prossimi passi

L’intenzione del ministro, possiamo dire del governo presieduto da Mario Draghi, è di andare avanti a testa bassa. In cantiere c’è già un’intesa con l’Austria per un contratto di fornitura elicotteri di nostra produzione. È atteso per le prossime settimane. Ma l’idea di fondo è estendere al più presto possibile il Gtg italiano, innanzitutto ai 27 Paesi dell’Unione europea. Il Segretariato generale della Difesa è a pieni giri sul dossier. Dobbiamo, del resto, recuperare terreno. Lo strumento è già in dotazione non solo a Usa, Gran Bretagna, Francia, Germania, ma perfino in Svezia e Spagna. In audizione due anni fa in commissione Difesa a Montecitorio l’allora consigliere militare di palazzo Chigi, Carlo Massagli, stimò una perdita teorica per mancati contratti, non conclusi in assenza di Gtg in Italia, pari a 1,5 miliardi di commesse l’anno.

A Roma il Nato Industry Forum 2021

ln questa settimana si sta svolgendo nella capitale il Nato industry forum-Nif con il Segretario generale Jens Stoltenberg. In vetrina per i rappresentanti militari dell’Alleanza ci sono i campioni dell’industria nazionale: tra gli altri, Aiad, Aerea, Leonardo, Iveco-Oto Melara, Elettronica, Telespazio, Amazon Web Services Emea, Thales Alenia Space, Beretta, Mbda e Fincantieri, che di recente ha presentato i conti dei primi nove mesi 2021, +28% di ricavi arrivati a 4,5 miliardi. All’avvio il generale Portolano ha sottolineano come «la capacità per l’Alleanza di creare innovazione anche nello strumento militare è di certo sinomino di vantaggio strategico. Sono state identificate con chiarezza le tecnologie emergenti e dirompenti. L’innovazione tecnologica è volano di sviluppo ma anche mira di dominio. E gran parte delle tecnologie sono duali». La Nato ha messo in campo un fondo per l’innovazione tecnologica e il “Defence innovation accelerator for the North Atlantic”.

Lo sviluppo delle piccole e medie imprese

Il segretetario generale della Difesa nota come dato finale sia la «crescita del comparto industriale, delle piccole e medie imprese, del mondo accademico e della ricerca, con l’obiettivo di razionalizzare le risorse». Così diventa decisivo condividere «la necessità di sviluppare nuove cooperazioni tra gli alleati ma anche - sottolinea Portolano - con attori sovranazionali: come la ricerca di sinergie con l’Unione europea nell’ambito della Nato-Eu Joint Declaration». Rilancia Guerini: «Il mio Paese è in grado di svolgere un ruolo di ponte tra l’Europa e gli Usa per generare collaborazioni più ampie e trasversali, a beneficio della crescita complessiva del sistema industriale su cui oggi Nato e Ue possono e devono fare affidamento». Una direzione «ben chiara» rimarca il ministro. Il solco è tracciato. L’attesa, ora, è sui risultati.

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti