Benessere

Digital ageing, come contrastare i danni della tecnologia digitale

L’uso continuativo di smartphone e pc provoca rughe e danni alla pelle, ma anche cambiamenti posturali che coinvolgono collo, schiena, spina dorsale e il pollice

di Monica Melotti

3' di lettura

La tecnologia digitale ci ha semplificato la vita, soprattutto in tempo di pandemia ci ha permesso di continuare a lavorare e di mantenere i nostri contatti sociali. Ma come ogni cosa c'è un rovescio della medaglia, l'eccessivo utilizzo dei device incide anche a livello estetico, sia sulla pelle che nella postura, tanto che è stato coniato un termine specifico per questo disturbo: digital ageing. «Le sue manifestazioni sono diverse, disidratazione della pelle, rughe su viso e collo, stanchezza, insonnia - spiega Marco Iera, specialista in chirurgia plastica, ricostruttiva ed estetica all'Istituto Clinico Brera di Milano -. Non solo danni alla pelle, ma anche cambiamenti posturali che coinvolgono il collo, la schiena, la spina dorsale e addirittura la modifica del pollice dovuto al continuo uso degli smartphone e mouse».

Digital ageing, come contrastarlo

Digital ageing, come contrastarlo

Photogallery12 foto

Visualizza

I danni della luce blu

Non solo raggi Uv e polveri sottili, ma la pelle deve fare i conti anche un altro tipo di inquinamento ambientale, la luce blu, la High Energy Visible (Hev), emessa dagli schermi dei nostri device. Uno studio commissionato dalla società Accel ha evidenziato che ognuno di noi trascorre in media 6 ore al giorno davanti a schermi con luci Led, per un tempo complessivo calcolato in 3 mesi consecutivi l'anno. Per non parlare dei Millennials, che controllano i propri telefoni con una media di 150 volte al giorno.

Loading...

«La pelle esposta in modo continuativo alla luce blu subisce un danneggiamento cutaneo – continua Iera – le onde elettromagnetiche emesse dagli schermi aumentano la temperatura dei tessuti, favorendo il surriscaldamento e di conseguenza l'evaporazione dell'acqua. Questa sovraesposizione porta a rughe precoci, cedimenti cutanei, macule e iperpigmentazioni, dato che la luce penetra in profondità nel derma colpendo collagene ed elastina, aumentando lo stress ossidativo e interferendo con la rigenerazione cellulare. Si è anche scoperto che la luce blu rallenta il rilascio di melatonina più di qualsiasi altra fonte luminosa, interferendo sulla sincronizzazione del ritmo circadiano delle cellule cutanee e sul loro processo di riparazione notturno. Che fare? Intervallare un'ora di esposizione alla luce blu con una pausa di almeno 5-10 minuti. Durante la giornata tenere occhi e pelle lontani dalle radiazioni elettromagnetiche per almeno per 6 ore. Bere molta acqua per evitare la disidratazione».

Il collo da tablet

In dieci anni siamo passati da usare il cellulare 18 minuti al giorno a un minimo di 3 ore. Durante la pandemia anche lo shopping è stato spostato online, gli allenamenti sportivi, i film, gli spettacoli teatrali ed i concerti, le partite. Tutto questo crea dei problemi anche alla postura «Tra i vari disturbi, uno piuttosto frequente riguarda la postura che si assume davanti ai device – continua lo specialista –. Il collo è compromesso da posizioni sbagliate, si tratta del cosiddetto di “tech neck” o “collo da tablet”, che oltre a causare sintomi quali fastidio e dolore intenso produce anche la comparsa delle antiestetiche “collane di Venere”. Le rughe sul collo, infatti, sono sempre più frequenti in ragazze giovani proprio a causa dell'uso smodato della tecnologia. L'errata postura durante l'utilizzo di smartphone o tablet porta a inclinare la testa in avanti e a fissare la vista più in basso rispetto alla linea dello sguardo sullo schermo e con il tempo la pelle del collo si segna in modo inesorabile. Un altro problema è la “gobba da smartphone”, per non ingobbirsi bisogna cambiare spesso posizione e, se sono contratti i muscoli di testa e collo, occorre muoverli tirando indietro le spalle. Può essere utile indossare un reggispalle posturale. Infine c'è il pollice ad artiglio, viene ai ragazzini, velocissimi a scrivere i messaggi, ma a lungo andare anchilosati nelle articolazioni delle mani».

Il detox medico-estetico

Contrastare il digital aging è possibile, oltre alle semplici azioni quotidiane, per rallentare l'invecchiamento cutaneo ci si può sottoporre a delle sedute di biorivitalizzazione, infiltrazioni con ago a livelli del derma superficiale di sostanze bio-stimolanti,come l'acido ialuronico puro, sali minerali e vitamine (A, B3, B5 B6, B12, C, E), allo scopo di favorire la sintesi del collagene garantendo al viso un aspetto fresco e levigato. Sul fronte cosmetico è importante applicare, durante il giorno, su viso e collo creme o sieri ricchi di vitamina C dal forte potere antiossidante, anti-pollution e photo-aging; vitamina A che rinforza la pelle e la tonifica e vitamina E per combattere lo stress ossidativo. Perfetti i cosmetici che oltre a proteggere dai raggi Uv, agiscano anche contro le radiazioni della luce blu. Alla sera applicare delle formule riparatrici e lenitive, soprattutto per il contorno occhi e il collo, che sono le zone più esposte al digital aging.

Riproduzione riservata ©

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti