Genova

Digital tree cresce aziende per l’intelligenza artificiale

Nello smart building trova casa Maia, la prima academy Microsoft per l'Ai

di Raoul de Forcade

Nello smart building trova casa Maia, la prima academy Microsoft per l'Ai


2' di lettura

Contribuire, insieme a realtà più grandi, come Iit, Leonardo e università, a fare di Genova un centro di eccellenza nel campo dell’intelligenza artificiale (Ai). È l’obiettivo che si pone Digital tree, incubatore genovese di startup, specializzato appunto nell’Ai, che trova spazio in un edificio del Comune, concesso per 15 anni a privati: le società Mixura e Softjam. Le quali vi hanno realizzato uno smart building dove viene ospitata, tra l’altro, Maia, la prima Microsoft academy in Italia focalizzata sull’Ai e volta a creare profili di data scientist (esperti in grado di analizzare big data), da inserire nelle aziende.

Digital tree, ricorda Marco Bressani, al vertice di Mixura nonché amministratore del building (di cui è uno dei fondatori), ha avviato l’attività dall’aprile 2018; da allora «ha incubato 16 startup e altre quattro stanno per iniziare il loro percorso. Covid-19 permettendo, abbiamo l’ambizione di incubare 10 nuove startup ogni anno. Di queste, come è nella natura di tali società, alcune resteranno per più tempo, altre moriranno, altre andranno in accelerazione, proseguendo la loro vita in altri contesti».

Per quanto riguarda i data scientist, l’accademia ha finora formato 75 persone. Altre 25 saranno pronte nella prima metà del prossimo anno. «Maia – sottolinea Bressani - ha una durata di cinque mesi e prevede 25 studenti per ogni edizione. La prima è stata nel 2018, la seconda nel 2019, la terza a cavallo tra 2019 e 2020. L’edizione che partirà a settembre certificherà i suoi data scientist verosimilmente a inizio 2021. Abbiamo, peraltro, intenzione di condensare il programma e passare a edizioni da poco più di tre mesi, con l’ambizione di arrivare a tre l’anno. Oggi un data scientist, che proviene di solito da facoltà come matematica, statistica ed economia, ottiene un salario medio, d’ingresso al lavoro, da 90mila dollari l'anno».

Un’ulteriore area di interesse dell’incubatore, afferma Bressani, «sono i percorsi di open innovation. Se un’azienda vuole valutare un suo data set, può rivolgersi a noi, che facciamo da contractor e, con i soldi dell’azienda, paghiamo i nostri studenti di Maia e gli startupper perché si occupino di quel lavoro. Del resto, sosteniamo gratuitamente le nostre startup: quando e se vengono finanziate ci pagano. Se muoiono no. Ma i loro ideatori possono continuare a collaborare con Digital tree». Ed è appunto l’incubatore che, con periodici investor day, si occupa di far incontrare le startup (che dopo tre mesi di pre-incubazione vengono portate a strutturarsi in forma giuridica) con potenziali investitori, ai quali sottopongono le loro richieste di finanziamento.

Il building Digital tree, realizzato su quattro piani con un intervento di riassetto del sito originale che ha richiesto un investimento di oltre un milione di euro, è un edificio smart, guidato da un’intelligenza artificiale. Le macchine che lo governano possono, ad esempio, chiarisce Bressani, spegnere o accendere automaticamente le luci e alzare o diminuire il riscaldamento, a seconda delle esigenze di risparmio energetico o di chi lo abita.

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti
Loading...