LIFE SCIENCES

Digitale e biotech investire in innovazione è una questione vitale

di Sergio Dompé


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Sergio Dompé è il Vicepresidente di Assolombarda con delega alle Life Sciences

3' di lettura

Le imprese italiane continueranno ad essere competitive se sapranno investire in innovazione. Nelle Life Sciences l’innovazione avviene principalmente nell’alveo delle biotecnologie e del digitale inteso nel senso più ampio possibile. Ed è in questa direzione che dovremmo concentrare i nostri sforzi come sistema, in un’ottica di lungo periodo.

I dati macroeconomici registrano l’attuale competitività del comparto delle Life Sciences italiano sia sul piano industriale sia su quello della ricerca e della produzione scientifica. Infatti, l’export è in crescita sia nel settore farmaceutico sia in quello dei dispositivi medici (+4,7%) e, inoltre, sul piano della ricerca in ambito medico-scientifico l’Italia si posiziona ai primi posti per pubblicazioni e citazioni in diverse aree tra cui, ad esempio, l’oncologia, l’endocrinologia, l’ematologia, l’immunologia, la cardiologia e la medicina cardiovascolare.

L’ottima posizione non deve però far abbassare la guardia. Sia le imprese sia il comparto ricerca pubblica devono continuare a investire e aumentare la capacità di generare nuova conoscenza e innovazione tecnologica. Bisogna rimanere competitivi e bisogna farlo adesso. Se si guarda al contesto italiano, l’aspetto di maggior preoccupazione riguarda il ritardo che il nostro Paese ha nel livello di spesa pro-capite in R&D - 393 euro a livello nazionale e 490 euro a livello di Regione Lombardia - di molto inferiore a tutti i Paesi più evoluti. Basta fermarsi ai nostri vicini francesi e tedeschi con una spesa pro-capite in R&D rispettivamente di 749 e di 1.200 euro, per capire l'importanza del problema.

Da questo discende anche la minor capacità di competere per le risorse provenienti da programmi di finanziamento e partnership internazionali, cioè i progetti maggiormente finanziati e di respiro internazionale. L’Italia, ad esempio, è al quarto posto per partecipazione assoluta al programma Horizon Europe 2020 e occupa la quinta posizione per finanziamenti ricevuti (3,3 miliardi di euro), dietro Germania, Regno Unito, Francia e Spagna. Un risultato che stride con l’elevato livello dei nostri centri di ricerca e con il valore del comparto industriale delle Life Sciences, che rappresenta il 10% del PIL nazionale, occupa oltre 347mila addetti specializzati e genera un valore della produzione, in continua crescita, pari a 207 miliardi di euro.

A questo proposito è auspicabile che il nostro Paese sia in grado di fare delle scelte lungimiranti puntando sulle eccellenze del Paese, per far sì che l’intero sistema ne possa beneficiare. Probabilmente andrebbe rivisto il nostro modello di finanziamento di università e centri di ricerca, con parametri che tengano conto anche dell’effettiva capacità di generare valore in termini di attrazione di cervelli, generazione di conoscenza e innovazione e capacità di attingere risorse dai progetti competitivi internazionali.

    In questa direzione va il progetto Life Sciences Hub di Assolombarda, che persegue l’obiettivo di favorire l’accesso dei nostri centri di ricerca e delle nostre imprese attive sul territorio lombardo e nazionale a programmi europei per l’innovazione. L’Innovative Medicines Initiative (IMI) rappresenta, in questo contesto, il più grande partenariato pubblico-privato dedicato alle Life Sciences attivo in Europa, promosso dalla Commissione Europea e dalla Federazione europea delle industrie e delle associazioni farmaceutiche, con fondi competitivi dedicati ad ambiti di ricerca quali l’oncologia, i vaccini, le malattie neurodegenerative e le malattie rare.

    Nella logica di favorire l’attrazione di nuove risorse sul nostro territorio, Assolombarda ha organizzato il primo Workshop “Innovative Medicines Initiative 2020”, durante il quale mondo dell’impresa e della ricerca hanno avuto modo di confrontarsi con IMI e con le Associazioni Europee che guideranno lo sviluppo della Partnership nei prossimi anni, per creare una piattaforma univoca per tutto il mondo delle Life Sciences.

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