TECNOLOGIA

Digitale, l’avanzata di cloud e IoT

La gestione dell’emergenza sanitaria ha sostenuto il business dei comparti più innovativi previsto un calo del 2% nel 2020 grazie al recupero del secondo semestre. La crescita torna nel 2021 e 2022

di Andrea Biondi

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Il cablaggio in un territorio di montagna. La connessione di tutto il territorio con banda larga o ultralarga è prevista nel 2025

La gestione dell’emergenza sanitaria ha sostenuto il business dei comparti più innovativi previsto un calo del 2% nel 2020 grazie al recupero del secondo semestre. La crescita torna nel 2021 e 2022


2' di lettura

Smartworking, scuola a distanza, acquisti online, dematerializzazione dei processi, eventi in streaming, remotizzazione dei processi produttivi. Inevitabile passare da qui, da questi punti, per tracciare la traiettoria della “nuova normalità” che emergenza sanitaria da coronavirus e conseguente distanziamento sociale ci hanno consegnato in quest’anno del cigno nero Covid-19.

«I prossimi due anni saranno decisivi», ha spiegato Marco Gay, presidente di Anitec-Assinform, l’associazione di Confindustria che raggruppa le principali aziende dell’Ict, durante la presentazione delle ultime rilevazioni sul digitale in Italia e sulle previsioni di mercato al 2022, realizzate con NetConsulting cube. Lo saranno, decisivi, «per far sì che la crisi pandemica venga ricordata anche per aver impresso una forte accelerazione al processo di digitalizzazione del nostro Paese».

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Finora così è stato, anche a leggere i risultati dello studio di Anitec-Assinform che lato offerta ha misurato performance e prospettive del mercato. Nel primo semestre del 2020 e quindi nel pieno della prima ondata pandemica, il mercato digitale in Italia ha limitato il calo al 2,9% rispetto al primo semestre del 2019. Andrà anche meglio per l’intero 2020 che, secondo lo scenario più probabile e grazie al relativo recupero nella seconda metà dell’anno, è atteso chiudere in calo per non più del 2%, a 70,5 miliardi di euro.

Tutto questo traspare in un quadro generale in cui i “Digital Enabler” – le tecnologie traversali a tutti i settori d’offerta – sono stati trainanti. Tutti quelli di maggior peso sono stimati in crescita: il mobile business del 4,4% a 4.326 milioni; l’Internet delle cose (IoT) del 3,5% a 3.625 milioni; il cloud del 16% a 3.284 milioni; la cybersecurity del 9% a 1.239 milioni; le tecnologie big data dell’8,7% a 1.152 milioni; le piattaforme per il web del 5,8% a 507 milioni. In miglioramento anche quelli emergenti come wearable (+3,1%); intelligenza artificiale (+14%) e blockchain (+18,2%).

Fra tutte queste tecnologie emerge un comune denominatore che sta nell’aver contribuito, in misura più o meno importante, a gestire le criticità dell’emergenza sanitaria. Si pensi ad esempio al cloud computing: ambito che sta conquistando sempre di più l’attenzione di aziende che, ad esempio, hanno accelerato l’adozione di strumenti di produttività e collaborazione basati sul cloud per consentire ai dipendenti di lavorare in remoto. Altri esempi sono quelli dell’Intelligenza artificiale – con progetti volti al contenimento della circolazione della popolazione, o alla previsione dell’evoluzione dei dati, o ancora alla lotta alle fake news – e dei big data. A questi ambiti di “successo”, nei prossimi due anni si aggiungerà l’Internet delle cose che è il comparto di Anitec-Assinform che più ha sofferto la crisi indotta dalla pandemia. Ma tornerà a crescere sia sulla la spinta del Piano Transizione 4.0 sia di altre misure inseribili.

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