ITS e imprese

Digitale pugliese, un mercato da tre miliardi in cerca di personale

di Vincenzo Rutigliano

2' di lettura

L’Ict pugliese meglio del trend nazionale di crescita che, per i prossimi due anni, a livello nazionale, dovrebbe attestarsi tra il 5 e l’8%. Dopo il calo del 2,4% registrato nel 2020, il mercato del digitale pugliese - in valore appena sotto i 3 miliardi - sta recuperando posizioni. Il trend non fa distinzioni per dimensioni tra le imprese del comparto, tutte ben piantate anche nella crisi e con epicentro Bari. È qui che il gruppo milanese Fincons (servizi di application management e system building), incrementerà ancora il fatturato 2021, del 10%, da 178 a 197 milioni, grazie anche agli investimenti da 22 milioni di euro, complici gli incentivi regionali, destinati al Future Gateway, il nuovo building , nei pressi dell’aeroporto, destinato ad ospitare anche start-up locali, innovazione, spazi per la ricerca. La Open Work, pmi barese che si occupa di sistemi di automazione di processo su cloud, chiuderà il 2021 con un fatturato a 1,8 milioni di euro, +10% sul 2020. Nell’altro polo digitale della regione, a Lecce, il gruppo Links di Giancarlo Negro (32 milioni di fatturato consolidato e 560 addetti) sta completando l’acquisizione di un’azienda pugliese di Iot e di un’altra milanese che si occupa di bancario e finanziario. Fincons, Open Work, Links sono esempi, insieme a tanti altri, di un comparto in ripresa, ma con “il freno a mano tirato”, quello della carenza di laureati in discipline informatiche, di sistemisti di nuova generazione. La fame di competenze digitali è ormai strutturale e l’Ict pugliese - in tutto 3.200 aziende, di cui 1.000 nel segmento informatica, quest’ultimo con 7.500 addetti, tutti altamente scolarizzati e professionalizzati, e fatturato vicino ai 650 milioni - lo denuncia da tempo. Per esempio la Links con 50 assunzioni effettuate sulle 100 programmate quest’anno. «Il paradosso -spiega Salvatore Latronico che guida il distretto pugliese dell’Informatica - è che le aziende stanno assumendo, ma non quanto sarebbe necessario, perchè non si trovano più risorse umane, laureati in discipline informatiche». Ogni anno, secondo i dati dell’Osservatorio IT dello stesso distretto, le 5 università pugliesi laureano circa 550 studenti tutti assorbiti, contro un fabbisogno totale annuo di questi profili – tra laureati e diplomati - stimato in alcune migliaia. Per questo si pensa ad una terza leva: una scuola digitale regionale, in grado di convertire professionalità di altri settori in esubero.

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