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Digitale terrestre, scatta lo «switch off»: da oggi solo canali in HD

Il passaggio al nuovo standard, determinato dalla necessità di liberare la banda 700 Mhz per far spazio alla rete 5G, consentirà di godere di una qualità delle immagini superiore e di ricevere più canali. Ma solo con tv e decoder compatibili

Digitale terrestre, scatta lo “switch off”. Cosa sapere per non rimanere con la Tv al buio

2' di lettura

Il giorno dello «switch off» sul digitale terrestre è arrivato. A partire da mercoledì 21 dicembre saranno interrotte le trasmissioni dei canali di Rai, Mediaset e altri broadcaster a bassa qualità basati sulla tecnologia MPEG-2, per consentire il passaggio al nuovo standard in alta qualità DVB-T2. Da ora in poi gli utenti potranno usufruire di canali in HD e di nuovi servizi, ma solo utilizzando televisori o decoder compatibili.

Qualità delle immagini superiore

Il passaggio al nuovo standard del digitale terrestre, determinato dalla necessità di liberare la banda 700 Mhz, molto utilizzata in Italia, soprattutto dalle tv locali, per far spazio alla rete 5G per gli operatori di telefonia, consentirà di godere di una qualità delle immagini molto superiore all’attuale, di ricevere più canali e di usufruire di nuovi servizi.

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La campagna del ministero

Il 4 dicembre è partita la nuova campagna di comunicazione del Ministero delle Imprese e del Made in Italy. «Per visualizzare correttamente i programmi potrebbe essere necessario effettuare la risintonizzazione dei propri apparati - si spiega -; qualora, anche dopo aver effettuato la risintonizzazione, persistessero problemi di ricezione o i canali non fossero per nulla visibili, sarà necessario sostituire la propria TV o il proprio decoder con un apparato compatibile con l’HD».

I broadcaster dal canto loro - ricorda Confindustria Radio Tv - hanno avviato proprie campagne di comunicazione per informare la popolazione della data di completa dismissione dell’MPEG-2, fra cui i cosiddetti “sottopancia” informativi sui programmi trasmessi ancora con questa tecnologia. Come CRTV aveva anticipato in un proprio comunicato ad ottobre, i broadcaster avevano deciso di fissare una data comune per indirizzare la comunicazione al pubblico, in particolare verso le fasce di popolazione più deboli e i bonus ancora disponibili (decoder a domicilio a casa per pensionati a basso reddito) e a beneficio delle altre imprese di sistema coinvolte nel processo (come i produttori di apparati e rivenditori).

Piattaforma per bonus tv non più attiva

Dal 12 novembre, con l’esaurimento dei fondi, la piattaforma messa a disposizione dall’Agenzia delle Entrate per ricevere l’autorizzazione al rilascio dei bonus tv e decoder non è più attiva. Il Ministero aveva intenzione di rifinanziare per un altro anno la misura, ma sembra che l’agevolazione non sarà rinnovata.

Ancora attivo il bonus decoder a domicilio

Resta, invece, ancora attivo il Bonus Decoder a Domicilio che prevede la fornitura, in collaborazione con Poste Italiane, di un decoder a casa ai cittadini di età pari o superiore ai 70 anni, con un trattamento pensionistico non superiore a 20.000 euro annui e che siano titolari di abbonamento al servizio di radiodiffusione.

Dai dati rilasciati dal Mise relativi ad una ricerca della Fondazione Ugo Bordoni, in collaborazione con Swg, sulla diffusione degli apparati tv in Italia, emerge che a giugno 2022 erano oltre 30 milioni i televisori (su un totale di circa 47 milioni) in grado di ricevere il DVB-T2. E le previsioni per fine anno sono che circa 22 milioni di famiglie residenti in Italia (su 26 milioni) avranno in casa una tv di ultima generazione. Si può inoltre ragionevolmente stimare che siano oltre dieci milioni i televisori 4K già presenti nelle case.

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