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Digitalizzazione e semplificazione le chiavi per la ripartenza del «made in Italy»

dalle infrastrutture all’IoT, dal ripensamento delle città alla sanità connessa, la tecnologia diventa fondamentale per il business

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dalle infrastrutture all’IoT, dal ripensamento delle città alla sanità connessa, la tecnologia diventa fondamentale per il business


8' di lettura

Mettere a sistema le diverse realtà protagoniste dell'innovazione digitale, integrando le diverse visioni legate al mondo dell'innovazione e della tecnologia e indagare le ricadute della trasformazione digitale sul sistema

del business, in un mondo in cui nulla sarà più come prima. È questo l’obiettivo del Business Tech Forum, l'iniziativa, nata dalla collaborazione tra Core, società specializzata nell'attività di relazioni pubbliche e istituzionali, Sg Company e il Sole 24 Ore che si è svolto il 25 e 26 maggio in diretta web in occasione della Milan Digital Week. .

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Il Business Tech Forum, che vede il contributo del Politecnico di Milano, il patrocinio di Confagricoltura e la collaborazione di Oracle, si è aperto con una tavola rotonda istituzionale, moderata dal direttore del Sole 24 Ore Fabio Tamburini, dedicata al ruolo giocato dal business dell'innovazione sulle imprese italiane per la ripartenza, a cui sono intervenuti il viceministro dello Sviluppo economico Stefano Buffagni, il presidente di Confagricoltura Massimiliano Giansanti, l'ad e direttore generale di Open Fiber Elisabetta Ripa, il country manager di Oracle Italia Fabio Spoletini e il direttore di Enel Italia Carlo Tamburi.

«Le settimane che abbiamo vissuto durante il lockdown sono state cosi intense che nulla sarà come prima. Come si declinerà questa affermazione e che cosa cambierà nella vita di tutti noi e in quella delle aziende? Perseguire la strada giusta per fare le scelte giuste comporterà uno sforzo per cercare di vedere non soltanto gli alberi che ci circondano ma anche l'insieme della foresta - ha sottolineato il Direttore del Sole 24 Ore Fabio Tamburini -. È per questo che abbiamo organizzato eventi come quello di oggi per cercare di cumulare delle riflessioni che ci permettano poi di imboccare la strada migliore per uscire da una situazione non facile e paragonabile alla crisi del '29. Stiamo vivendo una fase straordinariamente difficile che ha ben pochi precedenti nella storia dell'umanità».

«Come ripartire al di là dei contenuti del decreto? Senza il settore privato e le imprese è impossibile sostenere l'intera struttura pubblica, il welfare state, e tutta la sanità. Nel contempo il lockdown ha portato alla luce una serie di limiti infrastrutturali che abbiamo già posto al centro dei dibattiti politici senza però mai addentrarci. L'Europa ha un gap di 500 miliardi di investimenti in meno rispetto ad America e Cina non solo per la banda ultra larga ma anche per il cloud e il 5G - ha dichiarato il viceministro dello Sviluppo economico Stefano Buffagni -. È molto complicato attuare una modernizzazione delle infrastrutture digitali perché ci si scontra con problemi culturali e burocratici. Credo che la pandemia abbia imposto al Paese la necessità di capire che o si riparte ciascuno facendo la sua parte oppure continueremo soltanto a lamentarci».

Buffagni ha poi detto, parlando del Decreto Genova: «Quando è stato approvato il decreto Genova, il governo è stato deriso. Ora, a distanza di due anni, il nuovo ponte è su ed è stato frutto del lavoro di tutti: le autorizzazioni amministrative arrivavano il giorno dopo in cui venivano richieste; tutti gli enti pubblici hanno lavorato senza polemica. La responsabilità alla ripartenza è di tutti cosi come la lotta per la sburocratizzazione. Oltre alle norme serve anche un enorme lavoro di progettazione e produttività. Io mi impegno a fare in modo che questo paese riparta».

L'ad e direttore generale di Open Fiber Elisabetta Ripa, intervenendo alla tavola rotonda di apertura del Business Tech Forum ha evidenziato che «in queste settimane le reti hanno retto e supportato picchi anche del 100% per quel che concerne il traffico in download. Quello che ci ha insegnato questa situazione è l'importanza di investire in maniera preventiva per farci trovare pronti sia in ambito privato che professionale che pubblico e che l'Italia ha bisogno di accelerare le infrastrutture in fibra. L'introduzione dell'autocertificazione permetterebbe di evitare le lungaggini cui andremmo incontro per ottenere i circa 80mila permessi di cui avremmo bisogno».

Ripa ha quindi aggiunto: «Oper Fiber ha iniziato i lavori nel 2018 e in poco più di due anni è riuscita a coprire circa 8 mln di unità immobiliari quindi un terzo del paese. Lo ha fatto velocemente nelle aree metropolitane. Nell'ambito delle concessioni, dove operiamo come soggetto pubblico, tutto diventa estremamente lento a causa ad esempio del non ottenimento delle autorizzazioni da parte delle soprintendenze o da un ente di bonifica. Ciò ci costringe a ricominciare daccapo. Il primo modello, privato, ha dimostrato di poter accelerare mentre l'altro va incontro a più difficoltà e abbiamo bisogno del supporto di tutti gli enti che devono autorizzare la realizzazione di una infrastruttura. Il mio sogno è la semplificazione».

«Abbiamo sdoganato la necessità della tecnologia per poter crescere. Adesso dobbiamo parlare di ripresa economica. Questa pandemia però ci ha riportato al basic dei valori della nostra Italia dando un ruolo alla tecnologia in quelli che sono i nostri cavalli di battaglia del made in Italy e capire come incentivarlo per renderlo moderno. Abbiamo poi anche affrontato il tema su come digitalizzare le nostre aziende al di là delle loro dimensioni», ha dichiarato il country manager di Oracle Italia Fabio Spoletini, sottolineando che «durante il lockdown abbiamo capito l'importanza dell'e-commerce e della gestione dei dati».

Il direttore di Enel Italia Carlo Tamburi ha dichiarato: «La digitalizzazione delle reti può dare una grande spinta alla ripartenza dopo questa emergenza che si è protratta molto a lungo e che ha lasciato dei segni sullo stile di vita e sull'economia del Paese. Quello che noi abbiamo fatto in questi due mesi è stato soprattutto di continuare a mantenere un servizio essenziale del sistema. Abbiamo riscontrato ovviamente un calo dei consumi da parte delle imprese e un parallelo incremento dei consumi delle famiglie. Non c'è dubbio che il Paese ha tenuto dal punto di vista del servizio elettrico, che abbiamo garantito mantenendo la sicurezza dei nostri dipendenti, che sono circa trentamila: metà hanno lavorato da remoto e metà a turni di due settimane. In Europa e in particolare in Italia il contesto del settore dell'energia è in transizione verso il rinnovabile. La sostenibilità e la decarbonizzazione sono i due must del periodo storico ma proprio perché questi obbiettivi, fissati al 2030, possano realizzarsi c'è bisogno di una serie di condizioni, pertanto abbiamo suggerito al Governo una serie di iniziative: la semplificazione degli iter autorizzativi, che può portare ad una accelerazione di tutti gli investimenti, soprattutto per la digitalizzazione: ci siamo resi conto tutti che si può lavorare da remoto per la maggior parte del nostro lavoro e certamente questo è stato favorito dalla tenuta della connettività. Un terzo aspetto fondamentale è che, per rispettare questi obiettivi, la riduzione di quantità di energia consumata passi attraverso l'efficientamento dei consumi e le soluzioni smart che possono essere adottate dalle famiglie, dalle imprese e dalla PA. Innovazione, sostenibilità e digitalizzazione sono gli elementi dai quali non si può prescindere».

«Per molti la crisi dell'economia che stiamo vivendo è paragonabile a quella del ‘29. Se pensiamo ad un secolo fa, l'Italia era fondata sull'economia agricola e l'industrializzazione era agli arbori. Oggi, dopo cento anni, ci accorgiamo con la crisi del coronavirus che il comparto dell'agroalimentare è il primo dell'economia nazionale in termini di costruzione del prodotto interno lordo. Questo deve farci riflettere perché, seppur il settore sia mutato nel corso di cento anni, ha saputo mantenere una sua prevalenza economica nell'attività dello Stato - ha sottolineato il presidente di Confagricoltura Massimiliano Giansanti -. A questo si aggiunge che l'emergenza coronavirus ha totalmente stravolto le abitudini dei cittadini. Si va al supermercato molto di meno rispetto a qualche mese fa. Si consuma in maniera diversa privilegiando alcuni prodotti rispetto ad altri. Oggi grazie al digitale riusciamo anche a ritardare gli effetti del cambiamento climatico. Si riescono a programmare meglio le produzioni, e riusciamo anche a dare un volto a tutto ciò che viene prodotto. La block chain permette alle imprese di tracciare tutto quello che si fa. Le prossime sfide a livello europeo sono legate alla green new deal e c'è un progetto legato a questo che parte dal campo fino alla tavola, in cui verranno messe risorse economiche rilevanti. Noi italiani dobbiamo arrivare a quelle scadenze con una visione e con una strategia su quello che deve essere il valore dell'agroalimentare nel futuro. Sarà necessario avere una agenda digitale per l'agroindustria che sempre più necessita di tecnologie».

Nel corso della prima giornata del Business Tech forum sono stati affrontati quattro filoni: la nuova identità delle città post pandemia, le infrastrutture digitali chiave per lo sviluppo economico, sociale e culturale del Paese, le tecnologie cruciali per permettere alle aziende di affrontare la fase 2 e le sfide del futuro, l'efficienza dell'intero sistema agroalimentare.

Della nuova identità delle città, di transizione urbana, sostenibilità energetica, ambientale e sociale si è parlato con Massimo Bruno, Responsabile Affari istituzionali ENEL Italia, Mario Occhiuto, Sindaco di Cosenza e Presidente Fondazione Patrimonio Comune di Anci, Andrea Battistoni, Vicepresidente della Cabina di regia “Benessere Italia” presso la Presidenza del Consiglio, e Eugenio Morello, Professore associato di Urbanistica Politecnico di Milano.

Un ruolo essenziale per affrontare la fase 2 sarà giocato dai dati: la pandemia li ha messi al centro del dibattito mostrando l'importanza della loro condivisione a livello globale. Il punto chiave è però costituito dalla capacità di analizzarli e processarli, così da poter offrire informazioni di utilità per guidare le scelte a livello pubblico e privato. Sul ruolo dei big data e sui passaggi necessari affinché le aziende italiane possano diventare data driven si sono confrontati Lanfranco Brasca, Innovation & Solution Engineering - Technology Director di Oracle, Sergio Gimelli, Innovation & Solution Engineering - Applications Director di Oracle, Massimiliano Pogliani, CEO di illycaffè, e Nicola Gatti, Professore associato, Codirettore dell'Osservatorio Artificial intelligence del Politecnico di Milano.

Collegato all'uso dei dati, anche l'IoT riveste un ruolo di primo piano per le imprese: di oggetti intelligenti al servizio delle imprese hanno discusso Alessandro Magnino, Responsabile Marketing Grandi Aziende e Pubblica Amministrazione di Vodafone Business Italia, Emiliano Colangeli, CIO di Elior, Roberto Candela, CEO di Prysmian Electronics, e Antonio Capone, Professore ordinario di Elettronica, Informazione e Bioingegneria Politecnico di Milano.

L'emergenza pandemica ha messo in luce come, tra le infrastrutture digitali chiave per lo sviluppo del nostro paese, ci sia la diffusione della fibra: portarla nelle zone remote del Paese significa favorire il progresso, mentre l'alfabetizzazione digitale rimarrà una priorità per le imprese e le comunità sociali: su questo tema si sono confrontati Elisabetta Ripa, Amministratore Delegato e Direttore Generale di Open Fiber, Roberto Revelant, Sindaco di Gemona, Marco Bellezza, Amministratore Delegato di Infratel, e Giacomo Verticale, Dipartimento di Elettronica, Informazione e Bioingegneria Politecnico di Milano.

I pilastri dell'agritech sono stati al centro del confronto che ha coinvolto Matteo Lasagna, Vicepresidente di Confagricoltura, Giuseppe L'Abbate, Sottosegretario alle Politiche Agricole, Paolo Menesatti, Direttore del Centro di ricerca di Ingegneria e Trasformazioni Agroalimentari, Marcello Donatelli, Direttore del Centro ricerca Agricoltura e Ambiente, e Filippo Renga, Direttore Osservatorio Smart AgriFood, Politecnico di Milano e Università di Brescia.

Nel secondo giorno i lavori del Business Tech Forum zi sono concentrati sull'innovazione nel sistema di reti sanitarie, messe sotto stress dalla Pandemia, che ne ha messo in luce carenze e sbilanciamenti da tempo denunciati. In questo contesto, un ruolo fondamentale lo hanno avuto le tecnologie relative alla sanità connessa, elemento fondamentale per la prevenzione, l'accesso al sistema sanitario attraverso la pre-diagnosi, la cura e il follow up. Cosi come tecnologia, app e piattaforme hanno favorito anche l'inclusione sociale e un approccio più efficace alla disabilità.

Il lavoro di ricerca del Business Tech Forum confluirà in un ebook digitale del Sole 24 Ore che sarà allegato alla copia digitale del quotidiano.
Sponsor del Business Tech Forum sono Enel, Gilead, Open Fiber, Vodafone Business, Neopharmed Gentili e Novartis.

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