strategie post covid

Digitalizzazione e sostenibilità, sfida ma non intralcio per la ripresa

Al seminario online organizzato a Pitti Immagine con Unicredit il confronto sui ritardi delle imprese italiane e sul rischio di livellamento dei prezzi sul web

di Silvia Pieraccini

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(AdobeStock)

Al seminario online organizzato a Pitti Immagine con Unicredit il confronto sui ritardi delle imprese italiane e sul rischio di livellamento dei prezzi sul web


3' di lettura

Digitalizzazione e sostenibilità sono – senza ombra di dubbio - i trend di sviluppo più forti che le aziende italiane della moda si trovano ad affrontare in questa difficile fase di emergenza sanitaria, segnata dai cambiamenti degli stili di vita (basta pensare allo smart working) e della domanda dei consumatori (che comprano sempre più online).
Ma lo sviluppo della digitalizzazione e l'attenzione alla sostenibilità sono anche i terreni che, paradossalmente, rischiano di penalizzare le aziende italiane nell'immediato futuro, cioè proprio quando sarebbe necessario agganciare la ripresa dopo la grande crisi-Covid.

Il canale digitale rischia di livellare i prezzi

Lo ha spiegato Roberta Benaglia, amministratore delegato del fondo italiano Style Capital (ex Dgpa) che ha in portafoglio il 55,9% del marchio forte_forte, il 32% di Msgm e una partecipazione nel brand californiano Re/Done, al seminario online organizzato il 10 novembre da Pitti Immagine con Unicredit. «Le aziende italiane sono indietro sulla digitalizzazione, non pensano in digitale come le aziende americane e ora fanno fatica a recuperare un gap tecnologico che è anche un gap culturale, un'abitudine a confrontarsi con mercati vicini», ha sottolineato Benaglia.

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Ma non è tutto. «Chi fa made in Italy è abituato a puntare sul prodotto e sulla qualità – ha aggiunto la manager - mentre il canale digitale rende più difficile far arrivare la qualità al cliente finale e tende ad abbassare il prezzo medio di consumo». Il potere del web sembra funzionare di più sui prodotti accattivanti, insomma, piuttosto che su quelli ad alto valore aggiunto. E questo potrebbe avere effetti (svantaggiosi) anche sul mercato asiatico, il più importante al mondo per il lusso e l'unico che oggi è in forte ripresa dopo la fase-Covid, investito da un'euforia d'acquisto senza precedenti. «I mercati asiatici sono meno pronti ad apprezzare la sostenibilità – ha spiegato Benaglia portando ad esempio il caso del “suo” marchio Re/Done che produce denim di lusso riutilizzando vecchi jeans - e per adesso guardano a valori più tradizionali, ai prodotti fashion accattivanti. Anche se – ha aggiunto – l'Asia è talmente veloce che il concetto potrebbe cambiare in fretta».

La moda traina l’industria creativa

Alle potenzialità del made in Italy crede Matteo Lunelli, presidente di Altagamma, che vede all'orizzonte un «nuovo Umanesimo costellato da prodotti di qualità, duraturi, espressione dell'industria culturale creativa italiana trainata dalla moda». Il seminario di Pitti Immagine ha cercato di fare il punto sui nuovi consumatori e modelli di consumo. «La sostenibilità è un'opportunità per far ripartire la moda – ha detto l'ad di Pitti Immagine, Raffaello Napoleone – un settore dinamico che ha sempre reagito alle crisi meglio di altri». La digitalizzazione, secondo Napoleone, avrà bisogno di tempo per raggiungere piena funzionalità, «come stiamo vedendo noi con la piattaforma Pitti Connect», ma ha declinazioni come la realtà virtuale, il cloud, la blockchain per tracciare i prodotti, l'innovazione dei materiali, che potranno aiutare le aziende nel rilancio.

Le strategie delle aziende

Un'indagine fatta nelle settimane scorse da Nomisma intervistando un campione di aziende italiane della moda, presentata durante il seminario, ha messo in luce come le strategie programmate per affrontare i prossimi 12/18 mesi e rispondere ai cambiamenti generati dal Covid siano nell'ordine: la riduzione dei costi fissi (47%), la digitalizzazione dei canali di vendita e fornitura (42%), l'innovazione di prodotto (26%) e l'ampliamento della gamma di prodotti e servizi offerti (24%).

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