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Digitalizzazione, migliora la situazione dei Comuni italiani

Sono 41 le città che hanno raggiunto un buon risultato. Erano 16 nel 2021

di Raoul de Forcade

(NicoElNino - stock.adobe.com)

2' di lettura

Migliora il livello di digitalizzazione dei Comuni italiani, iniziato nella fase di pandemia e ora spinto dal Pnrr. Sono, infatti, 41 le città capoluogo che, nel 2022, hanno raggiunto un livello “buono” di maturità digitale, 25 in più rispetto alle 16 dello scorso anno. Sul totale, 10 ottengono il punteggio più elevato in tutti gli ambiti analizzati: si tratta di Bologna, Brescia, Firenze, Genova, Lodi, Milano, Modena, Padova, Pisa e Roma capitale.

Il dato emerge emerge dall’Indagine sulla maturità digitale dei Comuni capoluogo, realizzata da Fpa (gruppo Digital360), per Deda Next (già Dedagroup public services), realtà impegnata ad accompagnare la trasformazione digitale della pubblica amministrazione e delle aziende di pubblico servizio. La ricerca sarà presentata oggi al Forum Pa 2022, nel corso del convegno Pa digitale 2026: la maturità digitale dei Comuni rispetto agli obiettivi del Pnrr. L’indagine analizza il grado di maturità digitale dei 110 comuni italiani capoluogo sulla base di tre dimensioni: Digital public services, ossia il livello di disponibilità online di 20 tra i principali servizi al cittadino e alle imprese; Digital Pa, cioè l’integrazione dei Comuni con le principali piattaforme abilitanti individuate dal Piano triennale per l’informatica pubblica (Spid, Cie, PagoPa, AppIo); Digital Openness, che misura il grado di apertura delle amministrazioni comunali in termini di numerosità e interoperabilità degli open data e il livello di comunicazione con i cittadini attraverso i canali social.

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Sono, dunque, 41 le città con buon livello di maturità digitale e, si legge nel report, rispetto al 2021, si riduce il numero di Comuni collocati nelle fasce inferiori: quelli in fascia medio-alta passano da 50 a 42, quelli in medio-bassa da 36 a 25, quelli a livello più basso da 8 a 2. I miglioramenti si riflettono «anche in una mitigazione delle differenze tradizionalmente legate a fattori strutturali quali collocazione geografica e dimensione dell’ente. Anche se, a livello generale, questi fattori hanno ancora un loro peso. Nella fascia medio-bassa si registra ancora una prevalenza di città appartenenti al Mezzogiorno (15 su 25) e di realtà di piccole dimensioni (14 su 25), ma queste differenze si attenuano». Tra le 41, infatti, pur con una prevalenza di realtà settentrionali, figurano anche sette città del centro Italia e altrettante del Sud. «I risultati dall’indagine - afferma Gianni Dominici, direttore generale di Fpa - rappresentano un ottimo punto di partenza per il processo di digitalizzazione delle città delineato dal Pnrr, che richiederà alle amministrazioni comunali un deciso cambio di passo».

Ma, avverte Fabio Meloni, ceo di Deda Next, «il successo della transizione digitale spinta dal Pnrr dipende molto dalla capacità degli enti comunali di approcciare l’opportunità che si è creata. È fondamentale dotarsi di una strategia complessiva dell’amministrazione digitale».

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