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DigiTouch, sulla buona strada per i target del piano industriale

di Valeria Novellini


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3' di lettura

Per il 2018 si era prefissata di conseguire ricavi complessivi fra 33 e 35 milioni e un ebitda (al lordo dei costi non ricorrenti) di 5 – 5,5 milioni. Ed è sulla buona strada per farlo DigiTouch, una delle aziende più attive in Italia nel comparto del digital marketing e in particolare nel mar-tech (strategie di comunicazione digitale a supporto delle vendite). Settore interessante dato che secondo le rilevazioni FCP-Assointernet il mercato italiano della pubblicità on-line nel 2018 è salito del 4,3% (+1,7% nel 2017), ma soprattutto le attività di web marketing più mirate, quali ad esempio il native advertising (contenuti pubblicitari web che si integrano nel contesto in cui sono inseriti) hanno registrato un balzo del 65%.

Ricavi totali primo semestre +14,9%

Nel primo semestre 2018 DigiTouch ha conseguito ricavi totali (inclusi i costi capitalizzati) pari a 15,5 milioni, in aumento del 14,9% rispetto ai 13,5 milioni dello stesso periodo del 2017. L’ebitda rettificato degli oneri non ricorrenti è aumentato del 4,8% a 2,1 milioni, l’ebit è passato da un sostanziale break-even a 0,6 milioni e si è passati da una perdita netta di circa 0,3 milioni a un utile netto del medesimo ammontare. Ciò per effetto dell’assenza, nel 2018, degli accantonamenti per passività potenziali per 345.000 euro che avevano interessato il primo semestre 2017. Oltre alla crescita organica, va sottolineato che a inizio novembre è entrata nel gruppo Purple Ocean, azienda attiva nel settore delle soluzioni per l’e-commerce che nel 2017 aveva conseguito ricavi pari a circa 1,1 milioni e un ebitda di 162.000 euro. Il corrispettivo per l’acquisizione del 51% è stato pari a 590.000 euro di cui 489.200 corrisposti in denaro e 100.800 in azioni proprie; anche a tale scopo nel corso del 2018 DigiTouch aveva posto in essere un programma di buy-back che si è concluso lo scorso 27 novembre con l’acquisto di complessive 76.000 azioni per un controvalore di circa 0,1 milioni.

Nonostante le acquisizioni il livello del debito è contenuto

Questi esborsi si aggiungono all’indebitamento finanziario netto al 30 giugno 2018, che era comunque molto contenuto e pari a circa 469.000 euro, dando luogo a un rapporto debt/equity pari a 0,03 volte; e se non fosse stato distribuito un monte dividendi per l’esercizio 2017 pari a 556.000 euro (peraltro DigiTouch, a differenza di molte aziende dell’Aim Italia, ha un flottante elevato e attualmente superiore al 40%), il saldo di cassa a fine giugno 2018 sarebbe stato positivo. A fine 2018 è stata quasi interamente ceduta la partecipazione di minoranza ancora posseduta nella concessionaria Mediamob Srl; l’incasso dell’operazione non è stato reso noto, ma non dovrebbe essere rilevante.
Per l’ulteriore sviluppo del gruppo e per raggiungere gli obiettivi del piano industriale 2018 – 2020 (che a fine periodo prevede ricavi complessivi pari a 51,8 – 53,3 milioni e un ebitda compreso fra 8 e 9,5 milioni, nonché una liquidità netta di almeno 6 milioni), DigiTouch punta sull’ulteriore espansione del portafoglio clienti e del cross-selling dei prodotti e servizi offerti sui clienti esistenti. Non saranno trascurati gli investimenti in tecnologia (circa 1 milione all’anno), e naturalmente non è esclusa un’ulteriore crescita per linee esterne. Il gruppo potrà poi contare anche sulle partnership strategiche siglate con Assofranchising e con la francese Sopra Steria, colosso europeo della trasformazione digitale che per il 2018 ha indicato ricavi in crescita organica di almeno il 4,5% rispetto ai 3,8 miliardi del 2017.

Nuovi progetti di comunicazione nei settori energia, pulizia casa e sport

Fra i più recenti progetti di comunicazione digitale curati da DigiTouch vi sono quelli con Gelsia, multiutility brianzola attiva nella fornitura di gas metano ed energia elettrica, con il gruppo tedesco Freudenberg (marchi Vileda, Wettex, Marigold, Gimi e Framar nel settore della pulizia casa) e Legea, storico brand italiano di abbigliamento sportivo con sede a Pompei e che dalla stagione 2019/2020 è sponsor tecnico dell'Associazione Italiana Arbitri. Tra l'altro DigiTouch cura anche la comunicazione integrata della catena di 20 negozi di articoli sportivi DF Sport Specialist, nata dall’esperienza della Longoni Sport.
E chissà che qualche iniziativa comune non possa nascere anche con la startup insurtech Yolo (acronimo che sta per “You only live once”), co-fondata nel 2017 da Simone Ranucci Brandimarte, presidente di DigiTouch. Recentemente Intesa Sanpaolo ha investito (tramite Neva Finventures) ben 5 milioni in Yolo, come capofila di un gruppo di investitori formato anche da Barcamper Ventures (Primomiglio Sgr), Miro Ventures e Net Insurance (anch'essa come DigiTouch negoziata all’Aim Italia), la cui quota di partecipazione è stata di 1,2 milioni.

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