crisi di governo

Dimissioni di Natale, non solo Fioramonti: nel 2012 il caso del governo Monti

Il professore della Bocconi il 21 dicembre 2012 rassegnò le dimissioni chiudendo poco più di 13 mesi di governo dei 'tecnici',

di Andrea Gagliardi

Fioramonti si dimette: chiedeva tasse di scopo per finanziare la scuola

2' di lettura

Non c'è solo il caso delle dimissioni di Natale del ministro dell'Istruzione Lorenzo Fioramonti. Un precedente illustre e di peso maggiore a ridosso delle feste natalizie è quello del governo Monti. Il professore della Bocconi il 21 dicembre 2012 rassegnò le dimissioni chiudendo poco più di 13 mesi di governo dei 'tecnici', nato il 18 novembre del 2011 con una larghissima fiducia. Una decisione presa dopo il ritiro dell'appoggio politico all'esecutivo da parte del partito di Berlusconi.

Le dimissioni natalizie di Monti
Come aveva annunciato l'8 dicembre, dopo che il Pdl gli aveva voltato le spalle alla Camera, il premier ha aspetto il sì definitivo alla legge di stabilità e subito dopo è salito al Quirinale per dimettersi. Napolitano, come da copione, prese atto delle dimissioni e invitò il governo a restare in carica per gli affari correnti. Dopo un giro di consultazioni-lampo dei capigruppo parlamentari il capo dello Stato il 22 dicembre decretò la fine della legislatura, con elezioni fissate il 24 febbraio.

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La carriera politica di Monti
Il 28 dicembre 2012, dopo aver inizialmente dichiarato di non volersi candidare, Monti presentò la sua candidatura in vista delle elezioni politiche alla guida della coalizione centrista Con Monti per l'Italia, che comprendeva Unione di Centro, Futuro e Libertà per l'Italia e la lista Scelta Civica, da lui stesso fondata e presieduta. Nel 2015, in seguito a continui dissidi con i vertici del partito, abbandonò Scelta Civica ed il gruppo parlamentare al Senato, passando così al Gruppo Misto dove siede tuttora.

Le intenzioni di Fioramonti
Anche l'intenzione dell'ex docente di Economia politica all'Università di Pretoria in Sudafrica, “pescato” proprio da Luigi Di Maio prima delle elezioni del 2018 e poi viceministro all'Istruzione durante il Conte I, è quella di continuare a fare politica. L’obiettivo sarebbe quello di costituire un gruppo autonomo a sostegno del premier con i delusi dal Movimento, embrione di un nuovo soggetto politico di stampo ambientalista.

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