e-commerce

«Dimmi che gusti hai, ti darò il tuo guardaroba»: così Bantoa rivoluziona lo shopping online con i big brand

La start up veneta che nel 2015 ha lanciato una piattaforma digitale per creare oufit adatti a ogni occasione, oggi è partner di mrchi Armani, Guess, Gucci. E si prepara a sbarcare in Europa e negli Stati U

di Natascia ronchetti

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La start up veneta che nel 2015 ha lanciato una piattaforma digitale per creare oufit adatti a ogni occasione, oggi è partner di mrchi Armani, Guess, Gucci. E si prepara a sbarcare in Europa e negli Stati U


2' di lettura

È stato pensato come un incrocio tra un magazine di moda, un portale di e-commerce e un social network. Dove gli utenti registrati – per l'88% donne, tra i 25 e i 60 anni - possono non solo fare acquisti ma anche suggerire outfit ad altri utenti. Per ogni stile e per ogni occasione ma anche per ogni tasca, dal low cost al lusso. È nata così Bantoa, l'azienda veneta (ha sede a Verona) che sta rivoluzionando il modo stesso di fare shopping online.

Espansione all’estero

Oggi è partner delle imprese che dispongono di un portale e-commerce. Da Giorgio Armani a Guess, da Gucci a Calzedonia, per arrivare a Yoox Net-A-Porter e a Zara. E dopo aver conquistato l'Italia si prepara ad espandersi in Europa e oltreoceano. «Siamo già presenti in Spagna, Francia, Germania e Polonia, mercati dove vogliamo consolidarci» dice Francesco Calzà, amministratore delegato di Bantoa, che ha fondato insieme a Manuel Ferrigno . «Il prossimo passo – prosegue Calzà – sarà quello di sbarcare nel Regno Unito e di fare i primi test di mercato negli Usa: adesso siamo alla ricerca di nuovi investitori per svilupparci a livello internazionale».

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Da 100mila a 1,6 milioni di utenti

Bantoa, fondata nel 2015, è il frutto di una intuizione: Calzà e Ferrigno, entrambi sviluppatori abituati a muoversi nel mondo digitale, volevano aiutare le persone a individuare non solo l'abito giusto ma anche gli accostamenti migliori. Una idea che si è realizzata in una mansarda con due scrivanie a diposizione. E che poi nel 2016 ha trovato l'affiancamento giusto per lo sviluppo in Graffiti Venture, incubatore di imprese del Trentino che ha accompagnato i due fondatori nel lancio della piattaforma e nell'individuazione di investitori: il primo round si è concluso con la raccolta di 300mila euro. Allora gli utenti registrati erano poco più di 100mila, oggi sono 1,6 milioni, dei quali 1,2 in Italia e 400mila negli altri Paesi europei dove Bantoa ha fatto il proprio ingresso e sui quali si prepara a investire. All'inizio la collaborazione è partita con Amazon, Zalando, Bonprix. Poi sono arrivati i grandi brand.

Cinquemila proposte al giorno

La piattaforma funziona come un aggregatore, una vetrina che però non si limita a proporre abiti e accessori per uomo, donna e bambino. Riproduce online l'esperienza dello shopping in un centro commerciale, attraverso il contributo degli stessi utenti, che si divertono a creare outfit e a proporli, sulla base delle preferenze espresse da altri clienti. Tutto spaziando tra 3 milioni di prodotti, che comprendono anche scarpe e borse. «Ad ogni utente che si registra vengono fatte alcune domande che servono a capire i suoi gusti e le sue preferenze – spiega Calzà -. Poi un algoritmo fa il resto, individuando quali sono gli abbinamenti più adatti, anche utilizzando gli abiti che si hanno già nell'armadio». Si va così dallo stile bon ton a quello rocker, da quello più adeguato a una cerimonia a quello più adatto a un ambiente di lavoro. È così che ogni giorno vengono create quasi 5mila nuove proposte. Con la crisi epidemica, che ha fatto notevolmente aumentare l'e-commerce, è arrivato anche il boom. E quest'anno l'azienda veneta, che nel 2021 inaugurerà una sede anche a Milano, chiuderà il bilancio con vendite per 5 milioni di euro.

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