Le richieste

Dimore storiche, malghe e ville: la rincorsa ai vantaggi fiscali

Coldiretti chiede l'estensione del provvedimento ai 673 alpeggi dell'Altipiano di Asiago. Appello dell'Ordine dei geologi per una nuova classificazione sismica: 162 comuni esclusi dagli sconti

di Valeria Zanetti

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Coldiretti regionale ha chiesto l'estensione del provvedimento alle 673 malghe che custodiscono l'architettura rurale del paesaggio montano dall'Altipiano di Asiago alla Lessinia, fino alle Prealpi Trevigiane e alle Dolomiti

Coldiretti chiede l'estensione del provvedimento ai 673 alpeggi dell'Altipiano di Asiago. Appello dell'Ordine dei geologi per una nuova classificazione sismica: 162 comuni esclusi dagli sconti


3' di lettura

La corsa ai vantaggi fiscali è iniziata al varo del decreto Rilancio, in maggio. L’agevolazione per interventi di efficientamento energetico, anche fotovoltaico e di adeguamento antisismico con bonus fino al 110% delle spese sostenute tra 1° luglio e 31 dicembre dell’anno prossimo si è presentata subito come la grande occasione per riqualificare il parco immobiliare, rilanciando l’edilizia veneta, che non si è mai completamente ripresa dalla precedente crisi.

Coldiretti regionale ha chiesto l’estensione del provvedimento alle 673 malghe che custodiscono l’architettura rurale del paesaggio montano dall’Altipiano di Asiago alla Lessinia, fino alle Prealpi Trevigiane e alle Dolomiti. L’Associazione dimore storiche del Veneto e Friuli Venezia Giulia ha scritto ai governatori, Luca Zaia e Massimiliano Fedriga, invocando contributi per i parchi e accesso all’Ecobonus al 110% per gli edifici. «L’86% delle oltre 4mila ville venete presenti nelle due regioni è costituito da dimore private - si legge nel documento – e rappresenta un catalizzatore per il turismo. Tuttavia, quest’anno, a causa del lockdown hanno perso visitatori e quindi incassi».

L’Ordine dei geologi del Veneto, le Federazioni degli ordini degli ingegneri e degli architetti sono tornate all’attacco in Regione, ripresentando l’istanza già segnalata in occasione dell’entrata in vigore del sismabonus e chiedendo la riclassificazione sismica dei Comuni, a basso rischio dalla zona 4 alla 3, per consentire ai proprietari di immobili di tutto il territorio di accedere ai benefici previsti dal decreto. Attualmente, infatti, 162 Comuni su 563 sono parzialmente esclusi dai vantaggi fiscali: 72 solo nel Padovano, 35 nel Rodigino, 28 nel Veronese. «Siamo stati ascoltati in audizione dalla commissione urbanistica del Consiglio veneto, impegnata a valutare misure di semplificazione», spiega il presidente della Federazione degli ingegneri, Pasqualino Boschetto. «La nostra proposta darebbe una spinta importante al comparto edile molto danneggiato dall’emergenza coronavirus di questi mesi. Si garantirebbe l’accesso ai contributi sismabonus, superbonus 110% per il risparmio energetico, cessione del credito per le ristrutturazioni al 50%, ecobonus al 65% e bonus facciate», prosegue. «Questa semplice modifica porterebbe un grande vantaggio ai proprietari», insiste la presidente dell’Ordine dei geologi veneti, Tatiana Bartolomei. Entro fine anno la Regione probabilmente includerà la proposta nell’ambito della riclassificazione sismica richiesta anche da decreto nazionale.

Le associazioni di categoria hanno cercato di capire come far funzionare il meccanismo della cessione dei crediti. Cna promuove il testo ma è contraria allo sconto in fattura, che graverebbe sulle imprese, già in difficoltà quest’anno a causa del blocco delle attività imposto dall’emergenza sanitaria. Secondo Agostino Bonomo, presidente di Confartigianato Veneto, «il provvedimento è rilevante e va ad incrementare del 70,2% i 3,3 miliardi di euro all’anno (2020-2022) di plafond fiscali per sismabonus ed ecobonus, ma gli investimenti generati sono pari al 18% del calo post Covid riscontrato nelle costruzioni e previsto per quest’anno (-12 miliardi di euro) sulla base delle stime della Commissione europea», segnala. «La misura, unita ai correttivi apportati in sede di conversione del decreto, aiuterà l’edilizia veneta ma occorrono ancora limature perché, ad esempio, il credito d’imposta non utilizzato nell’anno di competenza, andrà perso», rileva.

Gli ingegneri si soffermano sulla durata dell’Ecobonus. «Siamo di fronte ad un provvedimento innovativo che stiamo ancora studiando dal punto di vista tecnico, ma che presenta una scadenza troppo ravvicinata. Serviva da subito riconoscere un’efficacia almeno triennale. Con i tempi previsti ora non si movimenteranno riqualificazioni di grande rilievo e non si calamiterà l’interesse degli investitori internazionali», puntualizza Boschetto.

Intanto Confindustria Vicenza mette a segno un successo. «Sono state finalmente accolte – fa presente Luciano Vescovi, presidente degli industriali vicentini - osservazioni e richieste proposte dalla nostra associazione e portate sui tavoli governativi da Ance». La nuova interpretazione della normativa che regola i bonus, infatti, permette anche alle società immobiliari e alle imprese di costruzione, di poter utilizzare i benefici per le operazioni di efficientamento energetico e riqualificazione antisismica, a prescindere che gli edifici siano considerati strumentali, merce o patrimoniali.

«La modifica dell’orientamento si applica anche alle controversie pendenti, che dovranno quindi essere riesaminate», conclude.

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