editorialefalchi & colombe

Dio salvi la Bank of England

di Donato Masciandaro

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(Bloomberg)


3' di lettura

Dio salvi la Banca d’Inghilterra. La vicenda Brexit è l’ennesima dimostrazione che quando in un Paese è all’opera una classe politica incompetente e miope occorre sperare che almeno ci sia una banca centrale indipendente. Di fronte a un evento epocale, occorre partire da un’analisi dei costi e benefici economici che sia credibile e indipendente. La Vecchia signora sta provando a informare i cittadini britannici che Brexit è economicamente una scelta alla Tafazzi. I politici a favore dell’uscita attaccano la Banca con modi in cui l’aggressività dei toni è inversamente proporzionale alla robustezza dei contenuti. Niente di nuovo sotto il sole.

La saga Brexit sta offrendo in questi giorni ennesimi capitoli, e altri ne seguiranno nelle prossime settimane. Riassumiamo i fatti. Il 23 giugno 2016 il governo conservatore consulta i suoi cittadini riguardo alla volontà di ridurre grado di apertura dell’economia britannica. Il 51,9% degli elettori si esprimono a favore di una riduzione. Dopo un terremoto politico, diviene subito evidente che il nuovo governo conservatore in carica – nonché l’opposizione laburista – non hanno la minima idea di cosa fare.

Di fronte a un fatto epocale – il cui significato non è solo economico – occorre però partire da un’analisi dei costi e dei benefici economici. Prima del referendum, la stragrande maggioranza delle analisi empiriche aveva dato sempre e solo lo stesso risultato: qualunque fosse stato l’orizzonte temporale considerato, ridurre l’apertura dell’economia avrebbe causato danni. Dopo il referendum - e fino a oggi – il governo non ha reso pubblica alcuna analisi ufficiale.

Ci ha pensato la Banca d’Inghilterra. Come ogni banca centrale indipendente, la Vecchia signora ha un mandato da rispettare: nel suo caso, tutelare la stabilità monetaria e finanziaria. Per farlo, deve assumere un orizzonte di medio periodo. Un tale orizzonte spesso i politici non possono averlo, per ragioni opportunistiche – elezioni alle porte, di partito o nazionali, o europee – o ideologiche, tipo “Prima l’Inghilterra”, o “Il socialismo è più importante dell’Europa”. Ma la banca centrale deve avere uno sguardo lungo e deve disegnare scenari che siano anche scientificamente robusti. Quindi una banca centrale deve essere lungimirante e competente. Anche la competenza in materia non è un punto forte della attuale classe politica britannica; colpiva un articolo del più importante settimanale economico del mondo che descriveva la vicenda Brexit come una «competizione tra incompetenze».

Quindi la Vecchia signora ha proposto una analisi, con scenari in cui l’opzione Brexit può svolgersi in modo più o meno ordinato, in un orizzonte temporale di cinque anni. Brexit è analizzato come un evento raro, che produce effetti sia dal lato dell’offerta che da quello della domanda di beni e servizi. Se l’evento è raro, il fattore dominante è l’incertezza; fattore che diviene vieppiù decisivo se le (non) scelte della classe politica aumentano l’instabilità del quadro in cui imprese e famiglie devono prendere decisioni. La direzione delle conseguenze macroeconomiche è univoca: riduzione della crescita economica, dell’occupazione, della produttività, svalutazione della sterlina, aumento dell’inflazione. Aggiungiamo che sono anche risultati ampiamente anticipabili e scontati: non è per caso che sui mercati finanziari il giorno dei risultati del referendum la caduta della sterlina raggiunge livelli non toccati dal 1985.

La Vecchia signora ha anche sottolineato che la dimensione dei danni economici della Brexit dipenderà da quanto ordinata sarà l’uscita, con cadute della crescita e dell’occupazione fino all’8%, e aumenti dell’inflazione fino al 7 per cento. Va aggiunto che in tali scenari, che mettono a rischio sia la stabilità monetaria che quella finanziaria, la Vecchia signora non potrebbe rimanere inerte, con innalzamento dei tassi da un lato e inasprimento dei coefficienti di liquidità e di capitale dall’altro. I costi della tutela della stabilità andrebbero comunque imputati a chi avesse deciso di intraprendere la strada Brexit.

Nessuna meraviglia allora che da tempo la Vecchia signora sia nel mirino dei Brexiter, a cui non fa difetto né l’incompetenza né l’opportunismo. A Lucignolo il Grillo parlante non è mai piaciuto. Dio salvi il Grillo parlante.

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