Parigi

Dior riscopre l’artista Anna Paparatti

La scenografia della sfilata della collezione Primavera-Estate 2022 di Dior è stata creata con le opere dell’autrice calabrese, proseguendo così una tradizione degli ultimi anni di collaborazione tra la maison francese e le italiane

di Nicola Zanella

Ritratto fotografico di Anna Paparatti da giovane presumibilmente nel suo studio

3' di lettura

Dior, il 28 settembre, in occasione della sfilata a Parigi per la collezione Primavera-Estate 2022 si lega nuovamente con l’arte contemporanea, come anticipato da un video pubblicato sull'account Instagram di Maria Grazie Chiuri , direttrice creativa della maison francese.
L’artista a finire sulla ribalta sarà Anna Paparatti, nata a Reggio Calabria nel 1936 ed oggi praticamente sconosciuta al mercato dell’arte, storica compagna del gallerista Fabio Sargentini (Galleria L’attico), è stata una della grandi animatrici della scena culturale romana dagli anni ’60, l’età d’oro della Pop Art italiana, a cui i suoi dipinti almeno in parte sono riconducibili.

La riscoperta

La storia artistica della Paparatti è stata improvvisamente rianimata ques’estate quando ha inaugurato la mostra “Il Grande Gioco” allo spazio Eddart, a cura di Alessio de’ Navasques, a cui va dato il merito di questa riscoperta. In mostra alcuni dipinti con soggetti ludici e con prezzi dai 15.000 ai 20.000 euro di cui molti venduti i giorni successivi all’opening. In mostra anche 16 “mandala” al prezzo di 800 euro l'uno. Prezzi probabilmente attuali fino alla fine della sfilata.

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Anna Paparatti, Il gioco del Nonsense, 1964, 40x40 cm, Crediti fotografici: Eddart

Chiuri e l’arte

Da quando nel 2016, Maria Grazia Chiuri, è direttrice artistica di Dior l’arte contemporanea è stata spesso protagonista nelle sue sfilate, e molte sono le artiste che ne hanno curato il setting. Tomaso Binga (nome d’arte di Bianca Pucciarelli in Menna, Salerno 1931), opere dai 20.000 per i piccoli disegni ai 150.000 euro per le grandi installazioni (Galleria Tiziana di Caro) è stata la protagonista della sfilata Autunno-Inverno del 2019-2020, cavalcando in qualche modo l’ondata femminista che ha interessato il mondo della moda negli ultimi anni.

Il messaggio femminista continua 2021 alla sfilata Dior a Versailles dove sotto la curatela di Paola Ugolini, l’artista siciliana Silvia Giambrone (1981) mette in scena un’installazione fatta da specchi di cera del peso di 400kg l’uno, permettendo la realizzazione di un progetto impossibile senza i budget monstre di Dior. Prezzi dai 5.000 ai 45.000 euro per l'artista rappresentata dalla Galleria Marcolini.

Budget faraonico anche per le installazioni luminose di Marinella Senatore che hanno invaso piazza Duomo di Lecce per presentare la sfilata “Cruise 2021” nell' estate 2020 e diventate subito icone mediatiche. L'artista rappresentata da Mazzoleni raggiunge quotazioni fino ai 200.000 euro appunto per le grandi installazioni.

L’invito al live streaming della sfilata di Dior del 28 settembre con un’opera di Anna Paparatti

L'impatto sul mercato di Dior è stato ampiamente approfondito da un articolo pubblicato da Arteconomy24 lo scorso aprile (leggi sopra), il vero dilemma ora sta nel capire se la creazione del setting per una sfilata può essere definita una committenza culturale oppure è una semplice appropriazione a fini di comunicazione? Probabilmente entrambe le cose, come reciproci sono i vantaggi per ambo le parti: l'artista e la casa di moda.

Moda e Arte corrono da sempre parallele, contaminandosi a vicenda, uno degli apici è stato raggiunto nel 1965 quando Yves Saint Laurent ha presentato il Mondrian Dress, un abito ispirato appunto ai dipinti del celebre pittore astratto olandese. Ma solo negli ultimi anni, l'arte è diventata uno strumento per la comunicazione di massa, diventando davvero Pop, con buona pace di Andy Wharol.

Influencer e musei

A certificare l'entrata dell'arte nella cultura nazionalpopolare c'hanno pensato due tra le influencer più seguite nel nostro paese: Chiara Ferragni con la sua incursione alle Gallerie degli Uffizi di Firenze e annesso selfie di fronte “La nascita di Venere” del Botticelli, e l'Estetista Cinica (nome sotto cui si cela Cristina Fogazzi) con la sua visita alla mostra di Damien Hirst “Archaeology Now” alla Galleria Borghese di Roma, provocando la querelle più divertente dell'estate tra lei e il giornalista Michele Masneri. Entrambe le visite hanno scatenato sonore polemiche, riassumibili con il titolo: “Lo scandaloso incontro tra l'effimero e l'eterno”

Constatate le tendenze più attuali del sodalizio tra arte e moda e delle sue ripercussioni sulla cultura di massa non ci rimane che aspettare la sfilata di Dior e scoprire così il lavoro della sua nuova musa: Anna Paparatti, augurandole che il successo ritrovato non duri solo una stagione.

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