l’analisi del voto amministrativo

Direzione Pd, scontro sulle alleanze. Renzi: no a parlare di coalizione per mesi

(LaPresse)

4' di lettura

Lo ius soli è un principio di civiltà, su cui «dobbiamo andare avanti». Nel suo intervento alla direzione Pd il segretario Matteo Renzi ha sottolineato che «la prossima campagna elettorale durerà 10 mesi e il Pd dovrà farla sui contenuti». Renzi ha parlato anche dello stato di salute dell'economia italiana. «Come va l'Italia in questa fase? I segnali di timida ripresa si sono evidenziati». E l'Italia, ha detto, « vede segnali di ripresa ancora però non omogenei sul territorio. Mancano ancora i dati delle riforme strutturali».

Il confronto con minoranza e franceschiniani
Ma, dopo la batosta rimediata dal Pd alle ultime Amministrative, l’attesa era tutta per il “chiarimento interno” tra il segretario e le varie anime del partito, in primis i franceschiniani e la minoranza, critici con la linea di Renzi che esclude alleanze a sinistra. Ma, dopo la batosta rimediata dal Pd alle ultime Amministrative, l’attesa era tutta per il “chiarimento interno” tra il segretario e le varie anime del partito, in primi i franceschiniani, critici con la linea di Renzi che esclude alleanze a sinistra.Il chiarimento c’è stato, ma è servito solo a ribadire le distanze con la minoranza, al punto chea fine giornata nè l’area che fa capo ad Andrea Orlando nè quella di Michele Emiliano parteciperanno al voto finale sulla relazione del segretario, che invece registra il voto favorevole dell’area Franceschini.

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Renzi: a Genova sconfitti anche con coalizione ampia
Il segretario ha difeso la sua leadership («In due milioni hanno votato alle primarie», e «io rispondo a loro, non ai capicorrente» ) e ha ricordato che a Genova il Pd è uscito sconfitto nonostante facesse parte di una ampia coalizione di centrosinistra. In contrasto con l'analisi prevalente tra i suoi sull'esito delle amministrative, Renzi ha poi ricordato che a Genova il Pd ha perso con una coalizione «larga, ampia» mentre ha vinto a Padova «dove si era perso nel 2014 quando ci fu, invece, il successo alle europee».

Franceschini: bene proposte ma serve anche parlare di alleanze
Nel suo intervento, il ministro dei Beni culturali si è definito «uno dei 350 residuati bellici che pensa che si debba parlare del tema delle alleanze». Poi ha illustrato la sua lettura del voto amministrativo, antitetica a quella del segretario dem . «Chi ha detto che abbiamo perso le amministrative perché non c'erano le coalizioni? Non io. Il problema è opposto, che non abbiamo vinto neanche avendo le coalizioni. A Padova abbiamo vinto ma il Pd ha preso il 13%: siamo un po' lontani dal poter vincere da soli. Servono le proposte, serve la forza leader, serve l'azione di governo, serve l'organizzazione, ma servono gli altri, servono le alleanze», ha concluso il ministro. Franceschini non ha quindi nascosto il suo dissenso, sollecitando una riflessione sulle alleanze. Senza tornare indietro ai tempi dell’Unione, nel 2006-2008, con ben 11 gruppi parlamentari a sostegno di Prodi nel 2006-2008, ma il tema alleanze, ha insistito il ministro, «dobbiamo porcelo. È difficile che uno schieramento da solo abbia la maggioranza e ancora più difficile che un partito da solo possa avere il 51% dei seggi sia alla Camera che al Senato».

Renzi: no a discussioni infinite su coalizione
In sede di replica, a fine pomeriggio, Renzi ha evitato di inasprire i toni del confronto con i dissidenti (oltre a Franceschini, il Guardasigilli Andrea Orlando e il Governatore della Puglia Emiliano), ma si è detto indisponibile ad occupare i prossimi mesi in discussioni interne sulle possibili coalizioni a sinistra in vista delle Politiche 2018, «Credo - ha detto il leader Pd - che gli argomenti che affronteremo nei prossimi mesi saranno diversi dal 50% della discussione fatta qua dentro. Il veto sul fiscal compact è più importante dell'analisi sulle amministrative». Quando all’ipotesi - avanzata da Orlando - di considerare Giuliano Pisapia un possibile alleato del Pd, Renzi ha replicato di comprendere il dsiderio del ministro della Giustizia di «aiutare Pisapia, ma io voglio aiutare il Pd. Vogliamo fare campagna elettorale per il Pd o parlare degli altri? Orlando dice ”non chiedeteci di rinunciare alle nostre idee”, ma io dico non chiedetelo anche a noi che abbiamo vinto».

Renzi: rapporto con FI? Non esiste, basta ironie
Chiudendo il confronto - a porte chiuse, senza diretta streaming, per la prima volta da molti anni a questa parte - il segretario ha poi chiesto agli oppositori interni di smetterla di «ironizzare sul rapporto con Forza Italia» perché «è una cosa che semplicemente non esiste». L'accordo sulla legge elettorale e la riforma costituzionale, ha aggiunto, «l'abbiamo scritto insieme perché non si fa una legge elettorale contro Berlusconi o contro Grillo, sarebbe un errore. Dopodiché se la legge elettorale fatta insieme viene affossata bisogna darsi una risposta».

Mettere veto a fiscal compact nei Trattati
Renzi ha parlato anche del Fiscal compact. «Nella prossima legislatura l'Italia dovrà chiarirsi con i partner europei: serve un approccio diverso sul deficit e va posto il veto sul fiscal compact nei Trattati». Secondo quanto si nto si apprende, Renzi avrebbe aggiunto che «abbiamo vinto la battaglia sulla flessibilità perchè in Europa, dopo le europee, abbiamo messo un diktat».

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