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Diritto all’equo compenso per tutti i professionisti

(© Zoonar/Robert Knesch)

Uno dei ritocchi piu' attesi al Decreto fiscale prevede l'estensione ai liberi professionisti di tutte le categorie (non solamente gli avvocati, come previsto inizialmente), anche se non appartenenti ad un ordine, del diritto ad un riconoscimento economico “proporzionato” alle prestazioni e al lavoro svolto e tenendo conto dei parametri previsti dai regolamenti delle singole professioni. Inoltre, la norma rende nulle le clausole contrattuali considerate vessatorie per il professionista. La novità, prevista da un emendamento proposto dal relatore Silvio Lai (Pd) è valida sia per i clienti privati, sia quando il committente è la Pubblica amministrazione. La Pa sarà tenuta ad applicare il principio nei suoi rapporti con i professionisti: stop quindi alle prestazioni al “massimo ribasso” e ad incarichi pubblici banditi per la (simbolica) cifra di un euro. Lunga la lista delle associazioni professionali che plaudono all'emendamento: dal Comitato libere associazioni professionali, al Comitato Unitario Professioni (Cup), all'Ordine dei commercialisti e alla Rete delle professioni tecniche (Rtp) Positivo anche il riscontro di Cassa Geometri, Inarcassa, Associazione nazionale forense (Anf), e del Consiglio nazionale forense.

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