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Diritto d’autore: finisce la guerra tra Siae e Soundreef. Ecco cosa cambia

di Francesco Prisco


Diritto d'autore, appello di Mogol e Morricone a Europarlamentari

2' di lettura

Alle 17.30 del 10 aprile 2019 si è chiusa una piccola, grande guerra. Quella che, nel particolarissimo campo del diritto d’autore, da ormai cinque anni contrapponeva Siae da una parte, Soundreef e Lea dall’altra, ossia la collecting privata fondata da Davide D’Atri e l’associazione a essa collegata. Intervenuta la liberalizzazione del mercato, le parti hanno sottoscritto un accordo con l’obiettivo di «definire tutte le controversie in essere tra le parti» e «prevenire l’insorgerne di ulteriori». Un’intesa che «mira, fermo restando il rapporto di concorrenza tra le parti, a garantire il buon funzionamento del mercato nell’interesse innanzitutto dei titolari dei diritti d'autore nonché degli utilizzatori».

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Rinuncia alle cause pendenti
Siae, Soundreef e Lea, si legge nel testo dell’accordo, rinunceranno a tutte le cause pendenti. Un particolare tutt’altro che irrilevante se consideriamo il fatto che proprio le liti insorte in questi anni avevano creato non poca confusione tra gli utilizzatori, quando si trattava di avere a che fare con repertori di artisti passati a Soundreef. L’intesa comporta l’affermazione di una serie di principi, tra cui la definitiva intervenuta liberalizzazione del mercato, sebbene nei limiti dettati dal Decreto legislativo 35/2017. Siae riconosce la legittimità di Lea a raccogliere diritti d’autore per conto di Soundreef Ltd e i suoi iscritti diretti e riconosce, inoltre, che gli utilizzatori di musica italiani dovranno perfezionare una licenza integrativa a quella di Siae anche con Lea (anche per conto di Soundreef Ltd) nel caso l’utilizzatore suonasse repertorio di quest’ultima. Il pagamento della licenza Siae, dunque, non è più esaustivo rispetto all’utilizzo di musica. In base all’accordo, poi, si riconosce che ciascun ente di intermediazione del diritto d’autore amministrerà esclusivamente la quota parte dei diritti a esso affidato in gestione dal titolare dei diritti con esclusione. E che il rilascio di licenze cosiddette «blanket» è prassi del settore ed è necessario al suo corretto funzionamento anche nell’interesse degli autori.

In arrivo le regole operative
I tre soggetti si impegnano infine a concordare «entro i prossimi dieci giorni» una serie di regole operative per «garantire che gli utilizzatori siano posti in condizione di perfezionare in maniera agevole tutti i contratti di licenza necessari all’utilizzazione dei diritti rappresentati dalle diverse società». Ed entro il 30 giugno 2019 si impegnano infine a modificare Statuti, regolamenti e modulistica con le novità previste dall’accordo. Un piccolo, grande passaggio epocale, anche a considerare il clamore mediatico che in questi anni ha suscitato il confronto tra le parti, quando Soundreef ha cominciato a strappare alla Società italiana autori ed editori artisti dal repertorio riccho come Fedez, J-Ax, Enrico Ruggeri e Gigi D’Alessio.

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