ARTISTI

Diritto d’autore gestito non più solo alla Siae

di Francesco Prisco


Olycom

2' di lettura

In ritardo di circa undici mesi rispetto alla scadenza del termine imposto da Bruxelles (10 aprile 2016), l’Italia recepisce la direttiva Barnier, la 2014/26 con cui la Commissione europea ha inteso modernizzare la gestione collettiva del diritto d’autore per assicurare competizione tra le società di collecting dei Paesi Ue.

Ieri infatti il Consiglio dei ministri, su proposta del ministro dei Beni culturali Dario Franceschini, ha approvato in via definitiva il decreto legislativo di recepimento, ponendo fine a un dibattito che dalle aule parlamentari si è spesso spostato sui media, col braccio di ferro tra Siae e Soundreef, startup italiana con sede legale a Londra che ha messo in squadra Fedez e Gigi D’Alessio. Resta, nell’impostazione finale, l’esclusiva Siae che continuerà a essere l’unica collecting operante su territorio italiano, ma gli autori potranno iscriversi alle società degli altri Stati Ue. Secondo il testo, «l’adesione agli organismi di gestione dovrà basarsi su criteri oggettivi, trasparenti e non discriminatori; gli stessi dovranno avere un organo assembleare investito delle principali decisioni riguardanti l’organismo; gli amministratori dovranno attuare una sana e prudente gestione; i proventi dei diritti d’autore dovranno essere contabilmente separati da quelli derivanti da investimenti». Inoltre, il provvedimento interviene sulle regole che governano le relazioni tra i titolari dei diritti d’autore, gli organismi di collecting e gli utilizzatori dei contenuti, prevedendo «un’adeguata informativa agli autori sugli utili spettanti e sulle spese di gestione, introducendo regole di trasparenza con l’obbligo di una relazione annuale e regolando la distribuzione degli importi dei diritti entro nove mesi dalla chiusura dell’anno finanziario in cui sono stati riscossi».

Il decreto disciplina poi le regole per la concessione da parte degli organismi di collecting di licenze valide in più Stati per le opere musicali diffuse online, «con l’intento di favorire lo sviluppo di piattaforme digitali europee capaci di ottenere più agevolmente licenze in diversi paesi e di semplificare a tutto vantaggio degli autori la raccolta dei diritti per le piattaforme online».

Sono inoltre previste forme di riduzione o esenzione nella corresponsione dei diritti d’autore per particolari eventi, come gli spettacoli con meno di cento spettatori o per la rappresentazione di opere di esordienti under 35. A vigilare sulle disposizioni del Dlgs sarà l’Agcom. Il mercato del diritto d’autore che passa attraverso il collecting in Italia sfiora gli 800 milioni e insiste su settori – musica leggera, lirica, drammaturgia, editoria, arti figurative e cinema – che presi insieme muovono intorno ai 7,7 miliardi.

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti