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Diritto d’autore, Tar: legittimo regolamento Agcom

di Enrico Bronzo

(AFP)

3' di lettura

È legittimo il regolamento con il quale Agcom ha disciplinato la tutela del diritto d'autore sulle reti di comunicazione elettronica, al fine di offrire agli autori di opere digitali una protezione dalla violazione dei loro diritti su internet. L'ha deciso il Tar del Lazio con due sentenze con le quali ha respinto i ricorsi proposti da Altroconsumo, Assoprovider, Confcommercio, Movimento difesa del cittadino, Assintel, Associazione nazionale imprese Ict, Anso, Femi e Open Media coalition.

Le principali previsioni del Regolamento sono: il titolare del diritto d'autore che ritenga che la sua opera digitale sia stata resa disponibile in internet in -violazione della legge può presentare richiesta ad Agcom, chiedendone la rimozione; avviato il procedimento istruttorio, questo si può concludere con l'archiviazione, oppure, se ritenuta esistente la violazione, con un provvedimento che può consistere nella rimozione delle opere, ovvero nella disabilitazione dell'accesso alle stesse, oppure ancora della disabilitazione dell'accesso al sito.

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I ricorrenti hanno sostenuto la carenza di potere dell'Autorità nell'adozione del regolamento, ma il Tar ha ritenuto che, a una lettura sistematica delle disposizioni normative del settore, si «conferma la sussistenza dei poteri regolamentari esercitati da Agcom nonché di quello di vigilanza, da esercitarsi anche con l'imposizione di misure volte a porre termine alle violazioni della disciplina sul diritto d'autore, attraverso rimedi che si pongono in concorrenza, e non in sostituzione, di quelli già attribuiti all'Autorità giudiziaria».

La conclusione è che «il potere regolamentare di Agcom è stato validamente esercitato e la disciplina delle modalità di esercizio delle funzioni di vigilanza dell'Autorità non presenta potenziali profili di incostituzionalità». Sulla contestazione che il potere di emanare provvedimenti inibitori sarebbe conferito alla sola autorità giudiziaria, per il Tar le censure sono infondate in quanto le direttive di settore «non riguardano la disciplina giuridica del commercio elettronico, che radica la vigilanza dell'Agcom sugli intermediari (anche) a tutela del diritto d'autore online». La censura infine della ritenuta ampiezza e genericità dei poteri attribuiti dal regolamento all'Agcom per il Tar è infondata in quanto l'Autorità «nell'applicazione del regolamento sarà comunque tenuta al rispetto dei criteri di gradualità, di proporzionalità e di adeguatezza», previsti dalla legge.

Le reazioni - Confindustria digitale
«Accogliamo con soddisfazione la decisione del Tar del Lazio che conferma la legittimità del regolamento Agcom a tutela del diritto d'autore, che è nato anche al contributo da parte dell'industria digitale - è quanto ha affermato il presidente di Confindustria Digitale Elio Catania -. D’altro canto in questi tre anni di attuazione – continua Catania – è emersa la validità del regolamento come strumento di contrasto della pirateria on line, consentendo interventi efficaci senza invadere la privacy degli utenti e censurare la libertà di espressione delle persone».

«A questo punto – aggiunge il presidente di Confindustria digitale – ritengo che il regolamento possa essere proposto dall'Italia all'Ue come modello di riferimento nel dibattito sulla ridefinizione della disciplina europea a tutela del copyright, che dovrà anche necessariamente essere rafforzato con l'introduzione di misure, cosiddette follow the money, atte a rintracciare i flussi economici derivanti dalla fruizione illecita dei contenuti digitali».

Le reazioni - Assotelecomunicazioni-Asstel
«La decisione del Tar del Lazio valorizza non solo l’intenso lavoro svolto in questi anni dall'Autorità, ma anche l’impegno degli operatori di telecomunicazioni che hanno collaborato pienamente all’attuazione del regolamento stesso» - è quanto afferma il presidente di Assotelecomunicazioni - Asstel Dina Ravera.

«Auspichiamo che le linee-guida diventino uno strumento di riferimento in tutte le sedi di giudizio»

«In questi tre anni di applicazione – continua il presidente di Asstel - il regolamento ha dimostrato di riuscire a mantenere il corretto equilibrio tra i diversi interessi in gioco e, in virtù del coinvolgimento dell'Autorità di offrire le adeguate garanzie sul giudizio dell'illecito e della sua gravità. In particolare, grazie al Comitato previsto da Agcom - aggiunge - è stato possibile sviluppare un importante lavoro tecnico sulle modalità per adempiere agli ordini di inibizione dell'accesso ai siti i cui contenuti sono giudicati illeciti dall'Autorità. A questo proposito sono state emanate le “linee-guida in materia di ottemperanza da parte dei prestatori di servizi agli ordini dell'Autorità in materia di diritto d'autore”, che auspichiamo diventino uno strumento di riferimento in tutte le sedi di giudizio».

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