Primo mercato dell’arte

Diritto di seguito, il vademecum è pronto

di Marilena Pirrelli

Fabrizio Orsi, direttore finanziario Galleria Continua

4' di lettura

Il vademecum sull'applicazione del Diritto di seguito (Dds) sul primo mercato dell'arte è cosa fatta dopo un confronto durato anni tra gli operatori del mercato, Siae e Mibac . Prossima settimana verrà pubblicato: “Siamo arrivati realmente alla fine dell'annoso dilemma inerente al versamento o meno del Dds da parte delle gallerie che operano nel mercato primario (prime vendite)” spiega Fabrizio Orsi, direttore finanziario di Galleria Continua . “Il lavoro è stato lungo ed intenso (circa sei anni), ma finalmente Siae ha recepito ed avallato le nostre indicazioni. Devo essere sincero, il tutto è stato molto macchinoso, vista la complessità del tema, non riguardante solamente aspetti giuridici, ma anche e per lo più tematiche meramente fiscali. Il tutto ha coinvolto vari attori tra cui me in prima persona (Galleria Continua) e l'amico Pietro Vallone ( Galleria Massimo de Carlo ) oltre, ovviamente, all'indispensabile impegno e contributo dell'avvocato Silvia Stabile, membro del FocusTeam dello studio BonelliErede, e di Mauro Stefanini, presidente dell' Associazione Nazionale Gallerie d'Arte Moderna e Contemporanea (ANGAMC) .

L'unione fa la forza?
Il risultato finale non è merito di una singola persona ma frutto della forza e della sinergia di un gruppo, unito e competente nel cercare di fare chiarezza su di un tema così delicato e sensibile quale quello del Dds. Dopo anni di trattative e incontri costruttivi, grazie anche al prezioso impegno dell'attuale nuova direttrice della sezione OLAF di Roma, Valeria Foresi che, appena investita della carica, ha preso personalmente a cuore tutta la questione, facendone un punto di principio quello di arrivare alla conclusione dell'annosa questione in tempi brevi (entro un anno dalla sua nomina).

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Qual è il risultato?
Finalmente ad oggi, gli sforzi compiuti da ambo le parti, i tavoli di trattative e le varie discussioni sul tema, hanno portato all'adozione da parte di Siae di linee guida e di un vademecum per le gallerie con riguardo alla corretta applicazione della normativa sul diritto di seguito.
Attualmente, rispetto al passato, tutti gli uffici territoriali Siae ed i loro responsabili, sono stati edotti tramite specifici corsi di aggiornamento, sulle nuove normative e controlli da effettuare per verificare la corretta applicazione del Dds.

Cosa verificheranno i verificatori Siae?
I controlli che saranno eseguiti dai verificatori Siae saranno mirati alla corretta tenuta della documentazione necessaria per comprovare che le gallerie non operano sul mercato secondario, meramente commerciale tramite compra/vendita di opere d'arte, ma operano nel mercato primario, tramite accordi diretti con gli artisti. Tra le casistiche riportate, le gallerie dovranno avere contratti “scritti” con gli artisti (alternativamente tra mandati a vendere con o senza rappresentanza, contratti di commissione oppure contratti estimatori) e dovranno conservare in modo diligente le opportune documentazioni al fine di escludere l'operatività della presunzione di cessione ed acquisto (come da DPR 441 del 1997). Per vincere tali presunzioni, le gallerie dovranno dimostrare di aver ricevuto le opere in base ad un titolo non traslativo della proprietà e che le transazioni tra acquirente e venditore e tra professionista e venditore avvengano con corrette e documentate modalità operative, sia in termini contrattuali, sia come date di incasso e conseguente fatturazione.

Su quale valore deve essere calcolato il Dds?
Deve essere versato non sul totale della fattura, ma sul valore della base imponibile, in parole povere il calcolo non deve comprendere il valore dell'Iva.

Puoi portare un esempio ?
Come spiegato tale calcolo trova fondamento sulla base imponibile della vendita realizzata da parte della galleria e l'Iva non deve essere considerata. Quindi ipotizzando una vendita al cliente finale pari ad 15.000 euro +Iva= totale fattura 18.300 euro, al fine del versamento, dovrà essere presa come per il calcolo la sola base imponibile cioè 15.000 euro.

E nel caso del regime del margine?
Nel caso del regime del margine l'Iva viene applicata al solo utile realizzato dal professionista, cioè alla differenza (e quindi il margine) tra il prezzo di vendita e il prezzo di acquisto. In questo caso, nella fattura di vendita emessa dalla galleria verso il cliente finale, non sarà indicato l'ammontare dell'imposta separatamente dal corrispettivo, poiché la stessa fattura dovrà riportare la dicitura ai fini Iva “regime del margine – oggetti d'arte”. Riprendendo la casistica precedente, cioè la vendita di un'opera a 15.000 euro + Iva, anche in questo caso il Dds dovrà essere dovuto sul valore imponibile e quindi su 15.000 euro.
(Es. di calcolo Iva: prezzo di acquisto 10.000 euro, prezzo di vendita 15.000 +Iva = prezzo finale 16.100 Iva compresa – l'Iva pari a 1.100 euro viene calcolata sul margine quindi su 5.000 euro).

I galleristi quali documenti dovranno predisporre per le verifiche?
Predisporre l'adeguata documentazione, significa semplicemente che le gallerie dovranno tenere e conservare scrupolosamente i seguenti documenti: i contratti, i documenti di presa in carico delle opere (ddt, cmr, registro c/terzi, ecc), fattura di vendita ai clienti finali in data antecedente alla fattura emessa dall'artista nei confronti della galleria, pagamento tracciabile effettuato verso l'artista in data successiva alla vendita realizzata dalla galleria.

Soddisfatti del risultato?
Personalmente sono molto fiero e soddisfatto del lavoro svolto fino ad oggi poiché non solo abbiamo ottenuto delle linee guida definitive, ma anche perché ho avuto personalmente modo di confrontarmi in Siae con persone altamente qualificate e pronte ad un dialogo costruttivo nella risoluzione della questione. La direttrice Foresi è stata da me “tempestata” telefonicamente centinaia di volte, ma si è sempre resa disponibile e cordiale nell'ascoltarmi. Anche ora ci siamo sentiti telefonicamente e mi ha comunicato che la pubblicazione online sul sito Siae del nuovo vademecum è realmente questione di ore. Oltre alla pubblicazione online, Siae invierà tramite mail a tutte le gallerie italiane, una comunicazione avvertendole della pubblicazione del vademecum sul loro sito, finalmente tutto è chiaro! Il mercato dell'arte attendeva da anni linee guida nitide e definitive relative al comportamento da tenere, così da poter, infine, operare con chiarezza e con la piena certezza del diritto. Ora le abbiamo!!!

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