La campagna vaccinale

Disaccordo dei genitori al vaccino? I minori chiedono la pronuncia del giudice

Due i casi segnalati in Toscana, in uno i genitori non sono sposati, nell’altro sono in corso di separazione

di Annarita D'Ambrosio

(IMAGOECONOMICA)

3' di lettura

Liti familiari in aumento. L’avvocato Gianni Baldini, presidente dell’Associazione degli avvocati matrimonialisti della Toscana è stato il primo a lanciare l’allarme. Sempre più di frequente capita che i figli minori si vogliano vaccinare e i genitori non siano d’accordo. Vari i motivi, non necessariamente l’ostilità alla vaccinazione tout court, magari anche solo la constatazione del fatto di sottoporre i figli ad un vaccino per un virus per loro molto meno rischioso di quanto non lo sia per gli adulti. C’è però il tema proprio della tutela della collettività, a questo punto, da considerare.

L’iter che il minore deve compiere

Fatto sta mettiamoci dalla parte del minore: genitori uno d’accordo e l’altro no e allora come fare? La scelta di vaccinare un minore deve avere il consenso di entrambi i genitori.
In tutte le ipotesi di contrasto non sanabile quindi è necessario un ricorso al tribunale per i minorenni o al tribunale ordinario.

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L’avvocato Baldini ha segnalato in Toscana già due casi, uno a Firenze, l’altro ad Arezzo, i genitori in uno dei casi sono in corso di separazione appunto, nell’altro non sono sposati. Si è rivolto perciò alla scuola, che ha contattato l’avvocato Baldini un 17enne fiorentino, determinatissimo a sottoporsi alla vaccinazione. Cosa deve fare? Il minorenne non può conferire mandato al legale. Dunque il liceo o un'altra istituzione sarà chiamato ad attivare il servizio sociale territoriale per avviare un ricorso innanzi al tribunale competente.

L’audizione del minore

Analogamente la procedura potrebbe essere attivata rivolgendosi al Garante dell'infanzia e dell'adolescenza. Altrimenti c'è un'altra strada: rivolgersi all'Ufficio interventi civili della procura minorile che, in un verbale di ascolto, mette nero su bianco la volontà del minore consentendo di chiedere l'apertura di un procedimento presso il tribunale per i minorenni che, a sua volta, nominerà un curatore speciale che sosterrà l'istanza del minore contro i genitori.

L'orientamento della giurisprudenza in punto di vaccinazione (obbligatorie o non), in base a tre sentenze del 2017, va nel senso che se c'è un concreto pericolo per la vita o la salute del minore il giudice potrà “sospendere” momentaneamente la capacità del genitore contrario al vaccino. Non sembra però il caso del Covid, che, come detto, per fortuna, sui minori sembra portare conseguenze meno gravi.

I minori prossimi ai 18 anni e i diritti acquisiti dopo i 12

Molte pronunce di legittimità poi nel nostro ordinamento hanno dato peso alla volontà dei cosiddetti grandi minori, i ragazzi prossimi alla maggiore età, proprio come il ragazzo fiorentino. La legislazione tutela e riconosce diritti ai minori, anche prima di quell’età: esiste un generale diritto di ascolto del minore ad esempio dopo i 12 anni in tutte le questioni e le procedure che lo riguardano, previsto dagli articoli 315-bis e 336-bis Codice civile.Al compimento dei 14 anni gli è ammesso riconoscere il figlio naturale (dietro autorizzazione del giudice, articolo 250 Codice civile). La persona di 16 anni deve acconsentire nelle decisioni in ambito familiare, può contrarre matrimonio (dietro autorizzazione del tribunale), e può chiedere il divorzio con la nomina di un curatore speciale ad hoc.

La pronuncia più recente

E per i vaccini anti covid-19 dunque? L’ultima pronuncia è quella del Tribunale di Trento che col decreto del 20 luglio 2020 ha deciso proprio rispetto alla vaccinazione Covid di un minore: i genitori erano d’accordo alla somministrazione, ma non concordavano sulla tempistica con la madre che preferiva aspettare. I giudici precisano che il conflitto generatosi «è fonte di plurimi fattori di pregiudizio per il minore. In primo luogo, in assenza della copertura vaccinale, vi è una maggiore esposizione al rischio di contrarre una malattia; in secondo luogo l'omessa vaccinazione si ripercuote negativamente sul percorso sociale-educativo del minore limitando la possibilità di accesso alle strutture formative; in terzo luogo l'esposizione quotidiana del minore al conflitto genitoriale ne pregiudica la crescita». Proprio quest'ultimo fattore, cioè quello connesso all'esposizione conflittuale, ha indotto il Tribunale per i minorenni ad adottare un provvedimento a tutela del minore.

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