ServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùL’FFETTO COVID

Disastro anziani in Calabria: quattro morti su dieci in due Rsa

Su 86 morti per Covid nella Regione è pesante il bilancio di due residenze per anziani che totalizzano ben 32 vittime. Sul focolaio di Villa Torano, la Procura della Repubblica ha notificato 2 avvisi di garanzia ad amministratore e direttore sanitario

di Rosalba Reggio

default onloading pic

Su 86 morti per Covid nella Regione è pesante il bilancio di due residenze per anziani che totalizzano ben 32 vittime. Sul focolaio di Villa Torano, la Procura della Repubblica ha notificato 2 avvisi di garanzia ad amministratore e direttore sanitario


3' di lettura

Trentadue decessi di anziani, distribuiti in due sole RSA, su un totale regionale di 86 morti per Covid. Succede in Calabria, area “risparmiata” dall’ampia diffusione del virus rispetto ad altre regioni del Nord, ma debole nella tutela dei più fragili. Almeno nelle due strutture in cui si sono verificati i decessi.

La prima, la Domus Aurea di Chiaravalle, in provincia di Catanzaro, racconta una vera e propria strage: 61 positivi su 65 ospiti e 13 operatori contagiati su 42. In tutto 27 pazienti morti. Un focolaio che ha acceso i riflettori sulla residenza, poi chiusa temporaneamente per problemi organizzativi e gestionali.

L’esperienza di Chiaravalle, però, poco è servita a un’altra struttura in provincia di Cosenza, Villa Torano, che, in base a quello che risulta dalla cronologia degli eventi, non avrebbe rispettato le indicazioni dell’ordinanza regionale n.20 del 27 marzo, avendo omesso di sottoporre tempestivamente a test Covid una paziente con sintomi.

Partiamo dai numeri. Nella RSA Villa Torano, su 56 pazienti ne sono risultati positivi 36, mentre tra il personale i positivi sono stati 42 su 85. I morti tra i pazienti sono già 5.

Nei giorni che hanno preceduto il ricovero della prima paziente risultata positiva, avvenuto il 13 aprile, i segnali della malattia in RSA si erano già manifestati. Come risulta dalla sua cartella medica, infatti, il 4 aprile la paziente era stata sottoposta a terapia antibiotica per tosse, ronchi e rantoli alla base polmonare, il 7 aprile poi, una volta comparsa la febbre, era stata trattata con paracetamolo e cortisonici.

Insomma, i sintomi manifestati, in base all’ordinanza avrebbero dovuto far scattare subito l’obbligo del test per l’individuazione del Covid, esami a cura della Direzione Sanitaria della struttura, “previa acquisizione dei necessari kit dalle A.S.P. (Azienda Sanitaria Provinciale)”, da eseguire nei laboratori regionali già individuati nella provincia di Cosenza (la provincia dove si trova la RSA).

Nove giorni importanti, dal 4 al 13 aprile, nei quali, se Villa Torano avesse rispettato il protocollo regionale contattando la A.S.P. di Cosenza, le strutture competenti avrebbero potuto intervenire cercando di limitare il contagio. Il 13 aprile, l’aggravarsi della salute della paziente induce la struttura a deciderne il ricovero, che avviene alle 12,30 all'Annunziata di Cosenza, ospedale che ne rileva la positività e che alle 14,15 dello stesso giorno comunica l’esito a Villa Torano.

Da qui, gli eventi si sviluppano in modo anomalo. L’amministratore della struttura, Massimo Poggi, invece di contattare la A.S.P. di Cosenza, si reca alla Protezione Civile di Catanzaro per chiedere tamponi e materiale di protezione. «Ho pensato di andare direttamente dalla Protezione Civile – spiega - perché è da lì che tutto il materiale viene distribuito alle diverse Aziende Sanitarie e perché non sapevo chi contattare della A.S.P. di Cosenza. Ho agito così per accelerare i tempi data l’urgenza della situazione».

Il direttore generale del Dipartimento Tutela della salute e politiche sanitarie della Regione Calabria, Antonio Belcastro, autorizza la consegna del materiale. Poi contatta il laboratorio di analisi dell’Ospedale Ciaccio Pugliese di Catanzaro per comunicare l’arrivo dei test e allertare i tecnici. Test che arrivano nella notte e vengono analizzati in presenza dell’amministratore della RSA. Procedura anomala che consente però di attenere i risultati dei test all’alba del giorno successivo e che dà la possibilità alla RSA di separare e isolare i covid positivi della struttura.

Solo il 14 aprile, ben 10 giorni dopo i primi sintomi della paziente malata poi deceduta, la A.S.P. di Cosenza viene avvisata del contagio dal direttore Belcastro. Insomma, dai primi sintomi al ricovero, il percorso tardivo e anomalo della Rsa ha evidentemente indotto la Procura di Cosenza a notificare un avviso di Garanzia a Massimo Poggi e Luigi Pansini, rispettivamente amministratore e direttore sanitario di Villa Torano.

I reati contestati dal Procuratore Mario Spagniuolo sono epidemia colposa, omicidio colposo e lesioni in ambito sanitario.

E mentre il governatore della Calabria Santelli, dispone la riapertura di bar, ristoranti e pasticcerie con servizio all’aperto in contrasto con il Governo e diversi comuni, la regione registra un dato incredibile: il 37% dei morti per Covid della Regione è avvenuto in due sole residenze per anziani.

Riproduzione riservata ©
Per saperne di più

loading...

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti