ServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùIl porto distrutto

Disastro al porto di Beirut, mezzo miliardo di danni per la nostra industria petrolifera

Secondo uno studio dell’Ircres-Cnr le regioni italiane più danneggiate sono Sicilia e Sardegna a seguire i distretti industriali. 

di Nino Amadore

default onloading pic
(REUTERS)

Secondo uno studio dell’Ircres-Cnr le regioni italiane più danneggiate sono Sicilia e Sardegna a seguire i distretti industriali. 


2' di lettura

Beirut: "Possiamo trovare persone ancora in vita"

Sicilia e Sardegna sono le regioni italiane più danneggiate dal disastro del porto di Birut in Libano: il settore più colpito è infatti quello della raffinazione petrolifera cui seguono i prodotti tipici del Made in Italy (macchinari, arredamento, chimica). lo sostiene una ricerca condotta dall’Istituto di ricerca sulla crescita economica sostenibile del Consiglio Nazionale delle Ricerche (Ircres-Cnr). Anche se gli scambi del Libano con l’Italia non sono particolarmente intensi, spiegano i ricercatori dell’Ircres, il dramma di Beirut non potrà non avere ripercussioni: a livello aggregato nel 2019 l’Italia ha avuto esportazioni verso il Paese dei cedri per 1,176 miliardi di euro e solo 40 milioni di importazioni.

Gran parte delle merci viaggia via mare

Gran parte delle esportazioni dell’Italia verso il Libano, spiegano gli economisti del Cnr, viaggia su nave: l’anno scorso, secondo le elaborazioni dell’Ircres-Cnr su dati Istat, l’82,6% dell’export pari a 970,962 milioni. Il resto va su traffico diciamo stradale (perché comunque coinvolge probabilmente quantomeno il traffico dei traghetti) che l’anno scorso è stato del 5,5% del totale esportato per un valore di 64,447 milioni. Il traffico aereo assorbe l’11,8% del toatle esportato pari a 139,320 milioni.

Loading...

Scendendo nel dettaglio, spiega Giampaolo Vitali, economista del Cnr e segretario del Gruppo economisti di impresa, «vediamo che i settori più coinvolti nel commercio con il Libano riguardano i prodotti energetici che dalle raffinerie italiane localizzate sulle nostre coste imbarcano il prodotto per la consegna al porto di Beirut. la localizzazione delle raffinerie determina che le regioni più coinvolte siano Sardegna e Sicilia, cui seguono le aree dei distretti industriali».

La raffinazione settore più danneggiato

Circa mezzo miliardo di export del 2019 verso il Libano (489,147 milioni) riguarda la petrolchimica e dunque la raffinazione a seguire il 20% dei 970,962 milioni di prodotti esportati via mare l’anno scorso riguarda meccanica ed elettronica (191,314 milioni), l’8% è invece fatto da chimica e farmaceutica (77,757 milioni). C’è poi un 7% di alimentari e bevande (71,295 milioni) e un altro 7% (68,302 milioni) fatto da carta, mobili e altre industrie manifatturiere. Potrebbe riguardare la Sicilia, che ha un distretto marmifero molto forte e votato all’export nell’area di Custonaci nel trapanese o anche Carrara in Toscana quel 4% di export che riguarda i minerali non metalliferi e le cave (34,559 milioni) visto che il porto di Beirut è un hub anche per alcuni Paesi del Medio Oriente.

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti