discariche illegali

Terra dei fuochi, lo Stato lascia. Via il commissario e stop alla bonifica

Mario De Biase da metà dicembre non è più in carica. Era stato nominato nel 2010 - Tra ministero dell’Ambiente e Regione accuse reciproche per il mancato intervento

di Vera Viola


Metalli pesanti in malati tumore della Terra dei fuochi

4' di lettura

Giunta al termine la gestione commissariale, dal 17 dicembre scorso nessuno più si occupa di bonifiche in Campania: si, proprio nella regione che fu duramente colpita dall’emergenza rifiuti, quella delle numerosissime discariche legali e illegali da bonificare, dei traffici di veleni e della Terra dei fuochi.
Il commissario di governo, Mario De Biase, nominato per la prima volta nel 2010 con una’Ordinanza di Protezione Civile, dopo aver ottenuto numerose proroghe, per lo più per brevi periodi, ma comunque nell’arco di un decennio, da poco meno di un mese ha dovuto abbandonare il campo. Ora Regione Campania e ministero dell’Ambiente si scambiano reciprocamente l’accusa di non aver provveduto a evitare la vacatio. Allo stesso tempo ciascuna delle due istituzioni, inspiegabilmente, si guarda bene dall’intervenire.

Buoni risultati a rischio
Fin qui si potrebbe pensare a una storia di ordinaria malaburocrazia. Ma a guardare bene, si scopre un fatto di straordinario strabismo politico che rischia di compromettere una buona pratica, anzi quello che si può considerare quasi un miracolo. Il commissario De Biase infatti nel 2010 era stato investito di una missione impossibile ma, a dispetto di quanto si poteva prevedere, è riuscito a mettere a segno risultati importanti avendo una dote di 40milioni. Quali risultati?

Il primo: Resit è il nome della discarica più grande e avvelenata dell’area:  60mila metri quadrati, due crateri carichi di un milione di metri cubi di rifiuti, di cui 380mila metri cubi di scarti industriali. Un vulcano di veleni che secondo il Tribunale di Napoli poteva rappresentare causa di disastro ambientale e pertanto doveva essere messo in sicurezza con interventi urgenti. Tra i principali responsabili il proprietario, Cipriano Chianese, re delle ecomafie, condannato in secondo grado per disastro ambientale e avvelenamento delle acque.

Il 15 luglio 2019 i lavori sulla Resit sono stati ultimati: con 6milioni, la discarica è stata messa in sicurezza. Non disperde più percolato, nè biogas, è stata trasformata in un Parco con 500 alberi piantumati, con due grandi murales di Jorit che simboleggiano il ritorno dell’area alla legalità. Il 29 luglio il Parco è stato inaugurato, ma le istituzioni invitate, inspiegabilmente, non hanno partecipato.

«C’è altro da fare – sottolinea l’ex commissario De Biase – è necessario affidare la manutenzione e la gestione degli impianti di estrazione del percolato e del biogas, la manutenzione del verde». Ma al momento non c’è chi possa occuparsene.

La seconda bonifica
Non è tutto. Sempre a Giugliano in Campania è stato realizzato e completato anche un secondo impiortante intervento. Questa volta sul terreno della famiglia Vassallo che vi aveva sversato veleni e liquami provenienti da buona parte d’Italia, sopratutto dalla Toscana. Si tratta di un’area agricola molto fertile per la sua origine vulcanica, denominata San Giuseppiello, su cui Commissariato di governo e Dipartimento di Agraria della Università Federico II hanno applicatoil protocollo “life ecoremed”. In cosa consiste? Nella piantumazione di 20mila pioppi e di un manto erboso e nella inoculazione di batteri per biodeggradare gli idrocarburi. In parole semplici, le piante assorbono l’inquinamento e sono in grado di ritrasformare quello trattato addirittura in un terreno coltivabile. Dove c’erano i liquami, oggi c’è un bosco di pioppi e tra tre anni potrebbe anche essere possibile coltivare parte dell’area. Non è un miracolo? «Con un intervento tradizionale – annota De Biase – avremmo dovuto spendere 20 milioni. Invece ne è bastato uno solo». E il professore Massimo Fagnano, autore del progetto di risanamento: «Si tratta di un progetto di ricerca e di didattica. Primo caso in Italuia di grandi dimensioni. L’Università è stata incaricata dal custode giudiziario di proseguire l’opera fino al completamento».

Infine, nel bilancio del commissario per le bonifiche compaiono gli interventi sulle discariche di Masseria del Pozzo e sull'area exNovambiente, per le quali sono state realizzate le progettazioni esecutive. C’è ancora molto da lavorare.

Lo stop
Ma il 17 dicembre tutto si è fermato. I locali della sede commissariale vandalizzati nell’arco degli ultimi mesi (per il commissario a seguito della notifica delle ingiunzioni di pagamento ai titolari delle discariche Resit e Vassallo) non sono più agibili, la struttura (fatta di soli cinque tecnici distaccati da altri enti) è stata smembrata.

Il valore dell’esperienza però è riconosciuto da cittadini e da associazioni. Michele Buonomo, della segreteria nazionale di Legambiente parla di un «lavoro importante realizzato in condizioni oggettivamente difficili. Una azione di legalità – commenta – portata avanti con abnegazione. Perchè non riconoscerne l'importanza? Buonomo precisa: «l risanamento dei 41 Siti di interesse nazionale in Italia è al palo: a più di vent'anni di distanza dall'approvazione del programma nazionale di bonifica, in 13 Sin lo stato di avanzamento dei lavori è allo 0%, in altri cinque all'1%.».

In questi giorni intanto Regione Campania e Governo si rimpallano sul da fare. Primo a intervenire è stato il vicepresidente Fulvio Bonavitacola: «La Regione ha richiesto al Governo, fin dal novembre 2019, una norma che garantisse il prosieguo delle attività della struttura, istituita con norma statale, almeno fino al 31 dicembre 2020». Ma tira le somme: «La richiesta della Regione è rimasta senza esito per ben tre volte». La giunta di Vincenzo De Luca, in sintesi chiede una ulteriore proroga, almeno fino alla fine del 2020.

A stretto giro è arrivata la risposta del ministero dell’Ambiente affidata a un comunicato stampa. «Fin dall'ordinanza di protezione civile numero 425 del 2016, la Regione Campania è indicata come l’amministrazione competente subentrante al commissario. (...) . Cosa ha fatto la Regione per prepararsi al passaggio di consegne annunciato almeno da quattro anni?», dichiara il ministro Sergio Costa.

Proga del commissariamento o passaggio alla gestione ordinaria? La situazione non lascia dubbi sulla necessità di un’ultima proroga che prepari anche alla fine del commissariamento. Ma la logica del battibecco politico tra gli esponenti di due partiti che a Roma governano insieme e a Napoli litigano prevale. Inspiegabilmente anche laddove ci sarebbero meriti (quasi miracoli) da attribuirsi.

Per approfondire:
Se anche il Nord Italia diventa Terra dei fuochi

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