ServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùil presidente russo

Disciplinato, affidabile: in mostra la «scheda» di Putin al Kgb

Gli Archivi centrali di Pietroburgo hanno reso pubblico l’attestato che attribuisce al leader del Cremlino «stabilità morale e autorevolezza». Come agente dei servizi segreti Putin visse a Dresda dal 1985 al 1990, e dalla Germania Est fu testimone della caduta del Muro di Berlino

di Antonella Scott


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Vladimir Putin a Mosca

2' di lettura

«Il compagno V.V. Putin migliora costantemente i propri standard ideologici e politici. È attivamente coinvolto nella rete educativa del partito. Migliora costantemente le proprie capacità professionali».

Nel profilo di Vladimir Putin come agente del Kgb, l’attuale presidente russo viene promosso a pieni voti, mentre descrive se stesso come efficiente, disciplinato e affidabile. Impegnato nello sport nel tempo libero, judo e sambo. Il suo è uno degli attestati che appaiono in una mostra di documenti declassificati ed esibiti agli Archivi centrali di Stato di San Pietroburgo, città natale di Putin. Insieme alla sua, le “schede” di dirigenti e politici del Paese e della città.

Vladimir Vladimirovich entrò a far parte dei servizi segreti sovietici nel 1975, a 23 anni, per restarvi fino al 1991 anche se, come si dice in Russia, «non esistono ex agenti dei servizi». Dopo aver lavorato per Anatolij Sobchak, sindaco di Leningrado divenuta Pietroburgo con la fine dell’Urss, Putin venne chiamato a Mosca dove arrivò a dirigere l’intelligence, prima di essere scelto da Boris Eltsin come primo ministro, nell’estate 1999, e alla fine dell’anno come suo successore alla presidenza.

«Ora sono sotto i riflettori, ma nella vita di prima cercavo sempre di comportarmi come se fossi costantemente osservato», ha detto tempo fa Putin riferendosi al suo «precedente lavoro». Di lui, all’epoca, i superiori del Kgb sottolineavano la stabilità morale e la meritata autorevolezza di cui il giovane Putin godeva tra i colleghi.

Quel 5 dicembre 1989...
Inviato a Dresda nel 1985,
rimase nel quartier generale del Kgb di Angelikastrasse 4 fino al 1990, salendo al grado di tenente colonnello. E fu da lì, in Germania Est, che il 9 novembre 1989 Putin fu testimone della caduta del Muro di Berlino. Qualche settimana dopo, il 5 dicembre, dopo aver preso d’assalto la sede della Stasi, la polizia segreta della Germania Est, un gruppo di dimostranti si diresse verso la palazzina di due piani che ospitava il Kgb. Fu Putin a fermarli: «Non cercate di entrare con la forza, questo è territorio sovietico - disse -. I miei compagni sono armati e sono autorizzati a usare le proprie armi in caso di emergenza». Li convinse, e si ritirarono. Ma di lì a poco, fu il Kgb a partire.

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