Emergenza Covid

Nuovo protocollo su apertura discoteche a breve al Cts

Incontro tra il sottosegretario Andrea Costa e i gestori delle discoteche. Pressing del centrodestra. Salvini: farle riaprire dall’1 luglio. Il settore conta 100mila posti di lavoro, 3mila locali e un fatturato da 2 miliardi

di Andrea Carli e Andrea Gagliardi

4' di lettura

Un nuovo protocollo di sicurezza per l’apertura delle discoteche arriverà a breve sul tavolo del Cts. Con il passaggio lunedì 7 giugno di Veneto, Liguria, Umbria e Abruzzo in zona bianca sono sette le regioni promosse nella fascia con minori restrizioni. Niente coprifuoco, tutte le attività aperte con mascherine e distanziamento. Ma resta comunque vietato organizzare party in casa o ballare nelle discoteche, che rimangono chiuse almeno per tutto il mese di giugno. Nel rebus delle nuove misure in zona bianca, l’ultima trattativa sul tavolo della politica riguarda proprio la ripartenza del divertimento del popolo della notte. Un settore che conta 100mila posti di lavoro, 3mila locali e un fatturato da 2 miliardi. La richiesta del settore è riaprire il primo luglio, quando non ci sarà più il coprifuoco nazionale.

Nuovo protocollo su apertura discoteche a breve al Cts

Dopo lo slittamento del coprifuoco a mezzanotte (fino alle 5) nelle zona gialle, a dividere adesso è il tema del divertimento nella fascia di rischio più bassa. Dall’incontro che si è tenuto al ministero della Salute tra il sottosegretario Andrea Costa e il Silb, il sindacato dei gestori delle sale da ballo è emersa la soluzione di ripartire a luglio in zona bianca con il green pass, ma con eventuali differenziazioni tra esterno o interno. In quest’ultimo caso con capienza ridotta. L’obiettivo ora è di ripresentare al Cts un protocollo che contenga queste disposizioni, entro un paio di giorni affinché sia valutato a breve dal Comitato tecnico scientifico.

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Costa, discoteche hanno diritto di riaprire, green pass per entrare

Costa ha fatto il punto su quanto emerso dall’incontro di martedì 8 giugno con i gestori. Per le discoteche, ha detto in un intervento a “Un giorno da pecora” su Rai Radio1, «credo si possa trovare una data di apertura. Tra oggi (mercoledì 9 giugno, ndr) e domani i rappresentanti presenteranno un protocollo che poi sottoporremo al Cts: le discoteche hanno il diritto come tutte le attività ad avere prospettive di riapertura. L'idea del Green pass per entrare in discoteca potrebbe essere valida, potrebbe aiutare». Alla domanda se bisognerà ballare distanziati, il sottosegretario ha risposto: «Il criterio del distanziamento in discoteca non può esser considerato, diciamocelo chiaramente». Costa ha ricordato che è «più facile monitorare 300 persone in un locale che situazioni come stiamo vedendo ora, con gente che balla per strada».

Salvini, farle riaprire dall’1 luglio

Il pressing del centrodestra sul ministro della Salute Roberto Speranza per riaprire le discoteche da luglio, oltre quello degli operatori del settore, sale. Al momento Speranza resta cauto. Il leader della Lega Matteo Salvini ha incontrato il presidente della Silb-Fipe Maurizio Pasca. Al centro del colloquio, le esigenze dei locali, a partire dalle discoteche e dalle sale da ballo. Salvini - si legge in una nota del partito - ha sottolineato che «anche gli amministratori locali della Lega, a partire dai governatori, sono allineati e favorevoli. La Conferenza delle Regioni aveva già ipotizzato di togliere i divieti nelle zone bianche grazie al green pass. Il leader della Lega - ha continuato la nota - ha personalmente affrontato l’argomento con il Presidente del Consiglio Mario Draghi, ieri, e in queste ore è al lavoro in stretta collaborazione con il ministro Giancarlo Giorgetti». «Vogliamo garantire il divertimento controllato, sicuro e ragionevole», ha assicurato Salvini. La Silb era anche stata promotrice di un esperimento in due diverse discoteche a giugno, a Gallipoli ed a Milano, per verificare le condizioni sulla riapertura del settore.

Fedriga: auspico ok Ministero su discoteche con green pass

Sulla proposta di utilizzare il “green pass” per le discoteche «mi auguro che ci sia un’apertura da parte del Ministero della Salute, perché il passaggio verso la normalità deve essere affidato ai vaccini» ha detto questa mattina il presidente della Conferenza delle Regioni e del Friuli Venezia Giulia, Massimiliano Fedriga.

Le richieste dei gestori

«Proponiamo di ripartire da luglio - ha spiegato il presidente di Asso Intrattenimento, Luciano Zanchi - ma sia chiaro che la gente viene in discoteca per socializzare perché sono luoghi atti ad accogliere le persone quindi non è possibile tenere la mascherina in pista, dove si balla e si suda. Siamo assolutamente favorevoli all’entrata con green pass e al tracciamento, quindi entrerebbero nei locali solo persone con anticorpi o comunque risultate negative. È per questo che sarebbe impossibile rendere obbligatorio l’utilizzo della mascherina». Linea più prudente quella di Pasca, per il quale si può ripartire in pista anche con l’obbligo della mascherina, per toglierla solo al bancone del bar oppure bevendo o mangiando al tavolo.

Cosa si può fare in zona bianca

In zona bianca resta possibile l’organizzazione di matrimoni, battesimi, cresime, compleanni e banchetti successivi a questo tipo di cerimonie: per ora solo in zona bianca, dal 15 giugno ovunque. E anche in questo caso sarà comunque necessario però avere il green pass. Le feste private in casa, anche nelle sette Regioni ’promosse’, sono vietate dal decreto. In bianco è consentito far visita agli amici restando all’interno della stessa zona, senza limiti di orario o nel numero di persone che si spostano. In zona gialla il limite è invece di quattro persone oltre ai figli minorenni o persone con disabilità. Le regole da ’bianca’ saranno le stesse per tutto il Paese quasi sicuramente dal 21 giugno (ad esclusione della Valle D’Aosta, che aspetterà ancora un’altra settimana) in virtù del trend di miglioramento dei dati nel Paese.

Via distanza 2 metri nelle palestre

Non c’è solo il dossier discoteche. La commissione Affari sociali, che sta esaminando il decreto riaperture, ha approvato un emendamento della relatrice Angela Ianaro (M5s) che elimina il rispetto della distanza di due metri nelle palestre. La norma del decreto riaperture prevede che «dal 24 maggio 2021, in zona gialla, le attività di palestre sono consentite in conformità ai protocolli e alle linee guida adottati dalla Presidenza del Consiglio dei ministri - Dipartimento per lo sport, sentita la Federazione medico sportiva italiana (FMSI), sulla base di criteri definiti dal Comitato tecnico-scientifico». Il decreto riaperture aggiungeva una clausola che è stata eleminata dall’emendamento della relatrice: «a condizione che sia assicurato il rispetto della distanza interpersonale di almeno due metri e che i locali siano dotati di adeguati sistemi di ricambio dell’aria, senza ricircolo».

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