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Discoteche e maxi-concerti, verso la riapertura con il green pass

Milano e Gallipoli, sulla scorta dei test di Liverpool, Amsterdam e Barcellona, saranno le prime città a ospitare serate in discoteca

di Andrea Gagliardi

Il Green Pass arriva 15 giorni dopo la prima dose e dura 9 mesi

2' di lettura

Crescono gli italiani con in tasca il green pass nazionale. Ma a cosa serve davvero il documento (per ora solo cartaceo) che dimostra di essere stati vaccinati (basta la prima dose per ottenerlo) o di essere guariti dal Covid-19 o di essersi sottoposti a tampone con esito negativo? Ancora a poco sul fronte dei viaggi all’estero, fino a quando non diventerà operativo (il primo luglio) il green pass europeo che consentirà di muoversi liberamente nei Paesi Ue. Ma sul fronte interno cominciano a intravedersi le prime applicazioni pratiche.
Tramontato il suo utilizzo per spostarsi nelle regioni arancioni e rosse (l’Italia è tutta gialla e sta virando verso il bianco), il green pass è necessario per visitare gli anziani nelle case di riposo (Rsa). E servirà dal 15 giugno per partecipare alle feste di nozze. Ma è allo studio il ricorso a questo certificato per partecipare ai concerti con capienza maggiore di quella attualmente consentita (fino a un massimo di mille spettatori in impianti all’aperto e fino a 500 al chiuso), ma anche per entrare in discoteca.

La serata covid-free a Gallipoli

Milano e Gallipoli, sulla scorta di quelli già sperimentati a Liverpool, Amsterdam e Barcellona, saranno le due città che ospiteranno i primi due test di serate in discoteca con il green pass. Il 5 giugno al Praja di Gallipoli, grande locale interamente all’aperto della costa salentina, sarà organizzata la prima serata dopo 15 mesi di chiusura di tutti i locali notturni in Italia. Con annessa valutazione delle ricadute in termini di contagi. Duemila persone potranno ballare con la mascherina, abbassandola solo per un drink, ma senza distanziamento. Per accedere servirà il green pass: l’attestazione del ciclo vaccinale, un tampone negativo o un attestato di guarigione. Il biglietto per la serata potrà essere acquistato solo on line in modo da garantire la tracciabilità del pubblico. Ed è prevista una raccolta dati post-evento: dopo cinque giorni tutti dovranno sottoporsi a un nuovo tampone per verificare eventuali contagi.

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A Milano: due serate al chiuso al Fabrique

E mentre la Puglia preme sull’acceleratore, anche Milano lancia una proposta analoga alzando ancora di più l’asticella: a fine maggio (probabilmente il 28 e il 29), il Fabrique, storico club per concerti della città, vuole testare il primo weekend di serate al chiuso a prova di Covid. I gestori del locale hanno già presentato il protocollo al sindaco di Milano Beppe Sala, favorevole all’iniziativa. Le regole saranno analoghe all’esperimento pugliese, solo che questa volta le serate si svolgeranno al chiuso. La capienza del locale – 3.200 persone – sarà ridotta a 2.500 ingressi: ogni partecipante dovrà munirsi di biglietto online prima di arrivare al locale e, per entrare, dovrà presentare il green pass. Anche all'esterno del Fabrique saranno allestiti dei gazebo per effettuare il test rapido appena prima dell’ingresso.

Protocollo estendibile

Se le serate-test del Praja e del Fabrique dovessero rivelarsi sicure, il protocollo «salva-estate» potrebbe diventare definitivo e spalancare così le porte ad una stagione turistica a maglie più larghe rispetto a quella del 2020.


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