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Discount e online mettono a dieta gli iper

I magazzini più grandi stanno rivedendo i propri modelli col taglio degli spazi. Coop Lombardia ha deciso di scendere sotto i 5mila mq

di Enrico Netti

La riduzione. Una delle ultime ristrutturazioni ha coinvolto l'Ipercoop di Cantù con il passaggio da 7mila mq a 4.300 riducendo di oltre la metà l'offerta dei prodotti non alimentari

3' di lettura

Progressivamente cambiano pelle e riducono gli spazi per adattarsi alle nuove modalità di fare la spesa settimanale. Sono gli ipermercati i protagonisti di questa mutazione. Le loro grandi superfici, in Lombardia in alcuni casi si arriva a 15mila metri quadri, oggi sono considerate esagerate, sproporzionate rispetto alla loro produttività misurata in migliaia di euro di fatturato per metro quadro. Negli anni 90 sono stati realizzati ipermercati giant, con un’area di vendita di circa 15mila metri quadri. È il caso, per esempio, di quello Finiper «Iper La grande i» a Oriocenter: inaugurato nel 1998 in origine si sviluppava su due piani collegati tra loro da una scala mobile. Nel 2013 la scelta di dare un taglio degli spazi con la sforbiciata di un piano poi utilizzato dai brand del gruppo Inditex. La via di una drastica cura dimagrante degli spazi di vendita degli iper è stata adottata da tutte le catene della grande distribuzione perché negli ultimi anni il format ”iper” è in profonda crisi segnata dall’arrivo di nuovi player.

«Il mercato dice che le quote di mercato dei discount e dell’online sono state prese quasi interamente agli ipermercati - spiega Daniele Ferrè, presidente di Coop Lombardia -. Si tratta di 12 punti percentuali di vendite a valore che negli ultimi anni si sono spostati dalle grandi superfici despecializzate come gli iper ai discount e l’online. Inoltre le catene specializzate hanno dato una prima spallata». Una somma di eventi che hanno obbligato a rifondare il modello iper con il taglio degli spazi.

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È quanto si sta facendo per i 14 ipermercati di Coop Lombardia dove si scende al di sotto dei 5mila metri quadri di superficie di vendita. «Sette Ipercoop hanno più 5mila metri quadri - continua Ferrè -. Su tre siamo già intervenuti e sui restanti lo faremo in un prossimo futuro considerando il ruolo che hanno nelle gallerie commerciali e il posizionamento degli altri operatori del retail che chiedono meno spazi e magazzini». L’ultima ristrutturazione ha coinvolto l’Ipercoop di Cantù nel centro commerciale Mirabello con il passaggio da 7mila metri quadri a 4.300 riducendo di oltre la metà l’offerta dei prodotti non alimentari. Operazione riconversione per Gallerie Bennet che rimodula gli spazi. Gli ultimi interventi a Lentate sul Seveso, in Brianza, e a Tavernola in provincia di Como. A Lentate, per esempio, l’iper Bennet ha ridotto gli spazi a favore dei nuovi spazi di Ovs (abbigliamento) e Deichmann (calzature). Un iter che verrà replicato per gli altri iper del gruppo. Anche Conad che dopo l’acquisizione di Auchan si è ritrovata a gestire molti iper in Lombardia. La via scelta è stata di trasformarli in Spazio Conad con un’area di vendita di circa 5mila mq. Il primo nella regione è stato quello di Vimodrone. Resta fedele al format delle grandi superfici Carrefour che ha portato in Italia il format iper, con in Lombardia 7 iper oltre i 5mila metri quadri. Anche Iper la grande I, gruppo Finiper fondato da Marco Brunelli, continua a investire sui grandi spazi. A Rozzano, in primavera sono stati aggiunti 2mila metri quadri portando a 10.500 mq quadri lo spazio di vendita al cui interno sono presenti le aree di Unieuro e Blu Kids (Coin). Perché nelle città mercato c’è spazio per tutti.

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