diplomazia

Disgelo Cina-Vaticano: storico incontro tra ministri degli Esteri

Il vertice, nel corso della Conferenza sulla sicurezza di Monaco, consolida il dialogo avviato dopo l’accordo del 2018 sulla nomina dei vescovi cinesi


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AFP

2' di lettura

Nel pieno dell’isolamento internazionale per il contagio del coronavirus, si apre uno spiraglio nel muro tra la Cina e il Vaticano. L’incontro tra i ministro degli Esteri della Santa Sede e della Repubblica popolare cinese rappresenta l’incontro di più alto livello dal 1951, da quando i due Paesi hanno rotto le relazioni diplomatiche, proseguendo il dialogo avviato da qualche anno tra molte difficoltà.

Il vertice tra l’arcivescovo Paul Gallagher e Wang Yi è avvenuto venerdì nell’ambito della Conferenza per la sicurezza di Monaco.

I due capi delle rispettive diplomazie hanno discusso lo storico accordo del 2018 tra Roma e Pechino che concede al Vaticano l’ultima parola nella nomina dei vescovi cattolici in Cina, una questione che è stata a lungo controversa. Stando a quanto affermato in un comunicato della Santa Sede, le due parti hanno concordato di proseguire «il dialogo istituzionale, bilaterale» a beneficio sia della Chiesa cattolica che del popolo cinese.

Le relazioni tra i due Stati sono progressivamente migliorati dall’accordo di due anni e l’incontro tra i ministri degli Esteri consolida il dialogo. I conservatori cattolici hanno contrastato l’accordo voluto da Papa Francesco, accusando il Vaticano di aver ceduto per soddisfare le esigenze del regime di Pechino.

I cattolici cinesi cercano di emergere da settant’anni di divisioni che ha hanno visto la contrapposizione tra una Chiesa “ufficiale” sotto il controllo del regime cinese e una sotterranea “non ufficiale” che rimane fedele a Roma. Entrambe riconoscono il Papa come leader legittimo della Chiesa cattolica.

La voce più critica contro l’accordo è quella del cardinale Joseph Zen, l’ex arcivescovo di Hong Kong, mentre il Vaticano lo ha sempre difeso sostenendo che l’assenza di un’intesa avrebbe portato a uno scisma.

Comunque la si veda, l’accordo del 2018 è sempre stato interpretato come l’anticamera per la ripresa delle relazioni diplomatiche ufficiali tra i due Paesi. Ma rimane la questione di Taiwan: una ripresa delle relazioni comporterebbe la rottura con l’isola che Pechino rivendica come territorio proprio. Il Vaticano è l’unico Paese europeo che riconosce Taiwan.

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