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Disney ancora in perdita, ma lo streaming vola a 73 milioni di abbonati

Resta pesante l’impatto della pandemia sui parchi tematici e gli Studios cinematografici, meglio la pubblicità con le inserzioni elettorali

di Marco Valsania

(REUTERS)

2' di lettura

Disney scivola ancora sulla pandemia, ma la sua scommessa sullo streaming paga. Il colosso mondiale dei mass media ha riportato il secondo trimestre consecutivo in perdita, con un passivo di 710 milioni di dollari accompagnato da un calo del fatturato del 23% a 14,7 miliardi. Entrambe le cifre hanno tuttavia battuto le previsioni. La perdita, escluse alcune voci, è stata di 20 centesimi per azione contro un passivo atteso a 71 centesimi per azione. I ricavi hanno superato i 14,2 miliardi pronosticati. Soprattutto, il servizio streaming Disney+ si è fatto valere: ha annunciato di aver raggiunto, a inizio ottobre, i 73,7 milioni di abbonati a pagamento su scala globale, contro i circa 60 milioni in agosto. Abbastanza da spingere il titolo a guadagnare anche oltre il 6% nel dopo mercato.

Streaming in gran spolvero

“Il direct-to-consumer ha brillato”, ha commentato il chief executive Bob Chapek facendo riferimento alla divisione che comprende l'attività di streaming. Forte è stata anche la performance di Espn+, specializzata nello streaming di eventi sportivi, con 10,3 milioni di utenti. E di Hulu, altro servizio digitale di film e spettacoli, con 36,6 milioni di consumatori paganti . L'intera divisione ha visto il fatturato lievitare del 41% a 4,9 miliardi, anche se è rimasta in rosso di 580 milioni a causa degli elevati costi e investimenti in particolare per lo sviluppo di Disney+.

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I frutti della riorganizzazione

Il gruppo americano ha di recente riorganizzato l'intera struttura corporate per assicurare una inedita priorità proprio allo streaming, dove oggi si danno battaglia il leader Netflix e altri recenti arrivati con grandi aziende alle spalle, da Hbo Max di AT&T a Peacock di Comcast. Chapek ha confermato la trasformazione, che dovrebbe garantire maggiori risorse a queste attività e la loro centralità nelle decisione e nel modello di business per il futuro. E indicato che i dirigenti del gruppo sono “tutti a bordo” quando si tratta della nuova strategia. La domanda di streaming ha conosciuto una significativa accelerazione durante mesi di pandemia che hanno paralizzato cinema, concerti e teatri.

Parchi in crisi

Disney ha continuato invece a risentire della crisi nella grande divisione dei parchi tematici, dove le entrate sono cadute del 61% e ha stimato che il Covid-19 sia costato 2,4 miliardi nel trimestre, 6,9 miliardi nell'intero anno. Disney ha riportato i conti del suo quarto trimestre fiscale e quindi anche annuali. Negli ultimi mesi la società ha eliminato 28.000 posti di lavoro solo nei parchi, bloccati dalla pandemia. Ha effettuato altre centinaia di tagli nelle attività televisive e di produzione cinematografica. Gli Studios hanno sofferto un declino delle entrate del 52% e una flessione del 61% nei profitti. I canali via cavo hanno risentito di un declino del giro d'affari dell'11% e dei profitti del 7 per cento. Le revenue delle reti televisive tradizionali e delle stazioni Tv sono scivolate del 10% con profitti saliti del 47 per cento. Le inserzioni elettorali hanno qui aiutato la pubblicità a rimanere stabile.

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