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Disney +, è sfida streaming a Netlix: quanto costa e come funziona

di Marco Valsania


Le star di 'Avengers: endgame' e Disney insieme per i bambini

3' di lettura

Disney va alla grande guerra dello streaming armata di un servizio, Disney+, che intende battere i rivali sul prezzo e sul contenuto. Il chief executive del gigante dei media Bob Iger, giovedì 11 aprile durante un evento organizzato in pieno stile hollywoodiano negli Studios di Burbank da qualcuno soprannominato «D-Day», ha aperto il sipario su tutti i dettagli della sua nuova strategia di conquista della frontiera hi-tech: il servizio, forte di film e serie originali oltre che di una vasta biblioteca di titoli, costerà soli 6,99 dollari al mese negli Stati Uniti e sarà disponibile dal 12 novembre.

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L’abbonamento annuale
Disney offrirà anche un abbonamento annuale a 69,99 dollari. All’estero, in Europa e Asia, un varo del servizio è previsto l’anno prossimo. L’obiettivo dato da Iger è chiaro e alto: fino a 90 milioni di abbonati entro il 2024, anno in cui Disney+ dovrebbe essere in attivo dopo picchi di perdite tra il 2020 e il 2022. La rivale per eccellenza Netflix, con 139 milioni di abbonati mondiali, costa oggi significativamente di più, quasi il doppio: l’opzione più spartana dell’attuale leader dello streaming richiede 9 dollari al mese e quella standard 13 dollari. Altre concorrenti che Iger vuole sgominare comprendono Amazon, AT&T-Time Warner, Comcast e Apple.

Una libreria che incute rispetto
Quella di Disney, finora cresciuta a colpi di grandi acquisizioni oltre che ereditando una lunga storia, è indubbiamente oggi una delle più grandi e potenzialmente trasformative scommesse compiute da un tradizionale gigante dei media per farsi strada da protagonista assoluto sulla frontiera digitale, nonostante questa sia ormai affollata. Disney+ farà leva anche su un «serbatoio» di content che incute automatico rispetto. Su film e show in particolare targati sia Disney che Pixar, sulle serie di Guerre Stellari, sul National Geographic e forse soprattutto sui super-eroi della Marvel. In aggiunta è arrivato l’archivio dell’appena rilevata Fox. Nel primo anno di attività ha così in programma di offrire in streaming dieci film e 25 serie originali, tra cui tre spin-off degli Avengers della Marvel, su un totale di 7.500 show televisivi accessibili, di cento lungometraggi recenti e di 400 classici. Segno, tutto ciò, che Disney non baderà a spese per imporsi: una delle serie originali, The Mandalorian basata su Star Wars, è costata cento milioni per dieci episodi, quanto le puntate Tv più care del kolossal Game of Thrones di Hbo. Saranno inoltre disponibili in streaming fin dal primo giorno tutte e 30 le stagioni dei popolari Simpsons. Ci sarà ogni capitolo di Star Wars, l’intera produzione di Pixar e programmi e film per famiglie targati Fox quali The Sound of Music e Malcolm in the Middle, Titanic, Avatar.

A casa di Topolino
«Partiamo da una posizione di forza, fiducia e completo ottimismo», ha incalzato un aggressivo Iger che ha mostrato numerosi spezzoni dei programmi durante una esaustiva presentazione durata tre ore e mezza e che ha mostrato anche il funzionamento della app del servizio, che offre da raccomandazioni alla possibilità di essere «impersonati» da un proprio avatar. Ha aggiunto senza remore che «nessuna società tecnologica o di content può rivaleggiare», con la storia e il materiale di Disney. L’evento ha avuto luogo sul Soundstage 2, teatro dell’originale produzione di The Mickey Mouse Club, a simboleggiare la continuità del gruppo nei decenni oltre che il suo futuro.

Disney pronta a usare tutta la sua potenza di fuoco
Gli analisti, invitati all’«Investors’ Day» di Burbank che ha avuto il suo culmine nel lancio del nuovo servizio, sono parsi dar credito all’iniziativa. A volte avevano alzato le raccomandazioni sul titolo Disney già alla vigilia, come nel caso di Cowen. Positivo anche un recente report di JP Morgan che parla della società come di un «eco-sistema senza paralleli». E Disney ai loro occhi ha sicuramente fatto meglio di Apple, che ha invece deluso molti osservatori con la presentazione di prossimi servizi e offerte di streaming svelando scarsi dettagli. Resta adesso da vedere, per Disney, l’efficacia del suo streaming e la sua forza di attrazione per il pubblico: in passato, nonostante le sue dimensioni e ingenti risorse, Disney ha compiuto passi falsi nelle sue scommesse tecnologiche. Questa volta ha però mobilitato una autentica macchina da guerra per il decollo e la promozione della nuova identità digitale: utilizzerà ogni strumento per farsi ascoltare, da una Convention di fan di Guerre Stellari a Chicago questo fine settimana alle sue crociere, dai parchi dei divertimenti ai negozi, da alberghi a reti televisive quali la sportiva Espn e la Abc.

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    Marco ValsaniaGiornalista

    Luogo: New York, Usa

    Lingue parlate: Italiano, Inglese

    Argomenti: Economia, politica americana e internazionale, finanza, lavoro, tecnologia

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