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Disney-Fox: ecco cosa resta dell’impero di Murdoch

di Marco Valsania

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4' di lettura

NEW YORK - E adesso, Rupert? La famiglia Murdoch ha dato formalmente addio a gran parte del suo vecchio impero. La grande fusione nei media e nello spettacolo, americano e globale, è stata completata: Disney ha chiuso l’acquisizione da 71,3 miliardi di dollari degli asset più preziosi della 21st Century Fox. Ma se tutti i riflettori sono puntati sul nuovo, il vecchio potrebbe ancora riservare sorprese: il business e il titolo della ridimensionata Fox Corporation - o New Fox come viene soprannominata, incentrata Tv e sport dopo aver ceduto due terzi delle attività - secondo alcuni analisti ha tuttora il potenziale per tener testa alle sfide, e anche per lievitare significativamente.

La cautela è d’obbligo su scommesse e pronostici. Il titolo oggi scambiato sotto il simbolo Foxa ha ceduto fino al 4% martedì e oltre il 2% nel corso di mercoledì. Ma la flessione iniziale potrebbe non trasformarsi necessariamente in un epitaffio. Murdoch potrebbe non aver detto l’ultima parola - e i resti del suo impero in Borsa potrebbero non essere ancora al tramonto.

Michael Nathanson di MoffettNathanson, società specializzata in media e telecom, apre all’ottimismo su destino dello spinoff che di fatto è Fox Corp. «Manteniamo un rating di buy, di acquisto, su Fox Corporation», ha scritto nel primo rapporto pubblicato sulla nuova azienda.

«Crediamo ci sia troppa attenzione sul breve periodo e su numeri immediati che offuscano la storia di Fox. Sul fronte televisivo, siamo convinti che gli utili operativi nel lungo periodo eccederanno le aspettative». Le reti via cavo resteranno «la spinta decisiva per i profitti». L’analista si aspetta che la nuova Fox generi multipli nella valutazione per segmenti - basati sul rapporto Enterprise value/Ebitda - tra 9,3 e 10 dieci. E che la «somma della parti» sia in grado di sostenere un price target, un prezzo delle azioni a dodici mesi, di 50 dollari. Questa vetta rappresenterebbe un incremento di oltre il 20% dai livelli attuali post-spinoff.

I Murdoch non sono solo Fox Corp. Continueranno anche a controllare le storiche attività nell’editoria attraverso News Corp, dal Wall Street Journal al New York Post e al Times of London. E saranno un influente azionista della potenziata leader del settore Disney, dalla quale riceveranno circa 12 miliardi in contanti e azioni grazie alla fusione. Una Disney che unisce brand popolari quali i Simpsons di Fox a Guerre Stellari ai super-eroi della Marvel. Che nelle nuove vesti intende sfidare rivali quali il leader dello streaming Netflix - Disney ha in programma di fare decollare al più presto un servizio alternativo (Disney+) con molteplici opzioni per i consumatori. Come la neonata combinazione tra AT&T e Time Warner; la Comcast, reduce due anni or sono dalla conquista di DreamWorks Animation; le protagoniste tech in espansione mediatica, da Amazon a Apple, da Google a Facebook.

Ben diverse - e ridimensionate - le ambizioni di quel che rimane della vecchia Fox. Ambizioni che potrebbe tuttavia essere prematuro archiviare. Uno sguardo più in dettaglio alle restanti attività in mano ai Murdoch e confluite nella nuova Fox Corporation è rivelatore: l’azienda potrà far leva anzitutto sul popolare canale premium di informazione FoxNews, che da solo genera oggi oltre un miliardo in profitti annuali. Ha la benedizione dei giganti della pubblicità perché il 90% della sua audience guarda tuttora programmi dal vivo, particolarmente ricercati e sui quali la società intende sempre più puntare. La raccolta pubblicitaria è rimasta non a caso finora solida per il gruppo, nonostante una fase altrimenti difficile per i media tradizionali quando si tratta di advertising. Altri validi asset della Nuova Fox comprendono Fox Business Network; la divisione di programmi sportivi FX Sports e due canali nazionali di sport FS1 e FS 2; il network televisivo Fox Broadcasting e numerose stazioni TV locali spesso in mercati redditizi quali Los Angeles.

Rupert Murdoch sarà co-presidente e il figlio Lachlan presidente e amministratore delegato di quello che rimarrà un colosso, a conti fatti, con oltre dieci miliardi di dollari di entrate annuale e utili netti stimati per 1,5 miliardi. «Fox sarà una società di media d’avanguardia capace di offrire programmi di alta qualità ad una audience fedele e che rimane impegnata a guardarci in tutto il Paese», ha promesso di recente Lachlan Murdoch riassumendo la strategia. Al comando operativo del gruppo sono veterani del settore che dovrebbero garantire efficienza e know-how.

Se però le sfide sono aperte per la nuova Disney, lo sono ancor più per la nuova Fox in un universo mediatico tuttora in rapida trasformazione tecnologia e di abitudini, a intensa concorrenza e in mano a ruppi sempre più dominanti. Un’altra società di analisi, Pivotal Research, seppur non pessimista, è più prudente sulle prospettive: considera Fox Corp un titolo da “hold”, buono da tenere ma non per aumentare le posizioni. La stessa azienda di Murdoch ha previsto nelle ultime ore un rallentamento delle entrate dalle stazioni affiliate e dalle reti via cavo, uno dei pilastri della sua crescita.

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    Marco ValsaniaGiornalista

    Luogo: New York, Usa

    Lingue parlate: Italiano, Inglese

    Argomenti: Economia, politica americana e internazionale, finanza, lavoro, tecnologia

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