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Disney perde 5 miliardi per il Covid, ma cresce nello streaming

Nel terzo trimestre fiscale del gruppo soffrono i parchi tematici e il cinema. Il nuovo blockbuster Mulan sarà distribuito direttamente su Disney+

di Marco Valsania

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(REUTERS)

Nel terzo trimestre fiscale del gruppo soffrono i parchi tematici e il cinema. Il nuovo blockbuster Mulan sarà distribuito direttamente su Disney+


2' di lettura

La pandemia schiaccia i conti di Disney, che nell'ultimo trimestre vede parchi tematici e produzioni cinematografiche paralizzate. Unico riscatto: la scommessa sullo streaming, che ripaga la casa madre di Topolino, di Star Wars e dei supereroi della Marvel degli investimenti effettuati con la crescita di abbonati globali confermando il grande duello ingaggiato con quello che finora è il leader del segmento, Netflix.

Perdite per 5 miliardi

Il colosso americano e mondiale dei media e dell'intrattenimento ha riportato una perdita netta di 4,72 miliardi di dollari nel suo terzo trimestre fiscale, concluso a fine giugno. Il bilancio del gruppo è stato gravato da oneri straordinari per oltre 5 miliardi legati all'impatto della crisi da Covid-19, all'acquisizione di Century 21st Century Fox e ad alcuni costi di ristrutturazione.

Delude il fatturato, ma non gli utili per azione

Il giro d'affari trimestrale ha sua volta risentito della crisi, diminuito del 42% a 11,78 miliardi. Un declino più pronunciato delle attese, che erano pari a 12,37 miliardi. Gli utili per azione, al netto di alcune voci, sono stati però superiori alle previsioni, pari a 0,08 dollari rispetto a perdite di 63 centesimi ipotizzate dagli analisti. Questo è bastato a spingere il titolo a guadagnare terreno nel dopo mercato.

Il coronavirus devasta Disneyland

Disney, guidata dal chief executive Bob Chapek, ha stimato che l'impatto del coronavirus è costato 3,5 miliardi alla sola divisione di parchi tematici, una delle principali del gruppo che ha visto le entrate scivolare dell'85% a 983 milioni. Le perdite delle divisione sono state di quasi due miliardi. I parchi sono rimasti chiusi per gran parte del trimestre. Oggi numerosi hanno riaperto a capacità ridotta, ma non tutti: Hong Kong ha nuovamente chiuso i battenti dopo essere stato aperto un mese, da metà giugno a metà luglio, e resta fermo Disneyland in California.

Brilla lo streaming

Ha brillato invece il nuovo servizio di streaming Tv Disney+, che con 57,5 milioni di abbonati a fine trimestre ha guidato l'insieme delle piattaforme di streaming del gruppo a cento milioni di utenti paganti. Disney si consolida così come grande rivale del pioniere Netflix. La divisione di cui le piattaforme di streaming fanno parte, Direct to Consumer and International, è cresciuta del 2% con ricavi di 3,97 miliardi. Disney, in un segno della crescente rilevanza del servizio per la tenuta del business durante il coronavirus, ha annunciato che il suo film d'azione Mulan, che doveva essere uno degli eventi cinematografici dell'estate, davanti alla continua paralisi delle sale per la pandemia verrà distribuito su Disney+ dal 4 settembre, al costo di download di 29,99 dollari negli Stati Uniti e a prezzi diversificati in Europa occidentale, Canada e Australia. La divisione cinematografica nell'ultimo trimestre ha risentito di cali delle entrate del 55% a 1,74 miliardi. Le reti televisive hanno scontato un declino del fatturato del 2% a 6,56 miliardi.

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    Marco ValsaniaGiornalista

    Luogo: New York, Usa

    Lingue parlate: Italiano, Inglese

    Argomenti: Economia, politica americana e internazionale, finanza, lavoro, tecnologia

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