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Disney raddoppia i profitti e spende in streaming (per la sfida a Netflix)

di Marco Valsania


Le star di 'Avengers: endgame' e Disney insieme per i bambini

3' di lettura

Disney celebra l’acquisizione di 21st Century Fox con un bilancio dai profitti quasi raddoppiati che batte le attese. Il colosso americano e globale dei mass media, con un significativo incremento nelle spese, ha mostrato anche la sua determinazione nell’investire sulla nuova frontiera digitale dello streaming, forte ormai di tre pilastri del calibro dell’imminente nuovo servizio Disney+, di Espn+ e di Hulu. Il titolo ha guadagnato un modesto 0,5% nel dopo mercato, sull’onda dei risultati, ma è in rialzo del 22% da inizio anno e viaggia su livelli record.

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Utili a 5,45 miliardi
Gli utili del secondo trimestre fiscale annunciati dal gruppo guidato da Michael Eisner hanno raggiunto i 5,45 miliardi di dollari dai 2,94 miliardi dell’anno precedente. Escluse voci straordinarie - in parte effetto dell’acquisizione da 71 miliardi di gran parte dell’impero di Rupert Murdoch e di una rivalutazione della quota in Hulu - gli utili per azione sono diminuiti a 1,61 dollari da 1,84 dollari. Hanno tuttavia ugualmente superato le previsione medie degli analisti ferme a 1,54 dollari. Il giro d’affari è lievitato del 3% a 14,92 miliardi, contro i 14,49 miliardi pronosticati.

Disney+ alla battaglia dello streaming
Le spese sono aumentate a passo più veloce del fatturato, del 10% a 11,53 miliardi. Un incremento trainato, come indicato, dall’ambiziosa scommessa sullo streaming, sia in termini di tecnologia che di contenuto. Disney+, il nuovo gioiello digitale, debutterà quest’anno a un costo di 6,99 dollari al mese, con l’obiettivo esplicito di sfidare il leader del segmento, il più caro servizio offerto da Netflix. Stando a indiscrezioni, Disney starebbe anche trattando l’acquisto da Comcast del 40% di Hulu che non possiede. Hulu già vanta 26,8 milioni di clienti oggi in rapido aumento. E l’intero segmento «direct-to-consumer» dove è accasato lo streaming ha evidenziato negli ultimi tre mesi una crescita del 15% a 595 milioni con perdite operative raddoppiate a causa proprio degli investimenti in tutte le proprietà, vecchie e nuove.

Il peso di Simpson e Avatar
Gli asset ereditati da Fox hanno complessivamente portato in dote 373 milioni di fatturato e 25 milioni di utili operativi per gli undici giorni considerati nel bilancio trimestrale dopo la chiusura formale del merger il 20 marzo. L’espansione della società, in prospettiva, può contare sulla combinazione di preziose serie e film grazie al merger. Tra queste si contano i Simpson e Avatar, portate in dote da Fox, e Guerre Stellari e i supereroi della Marvel, già arrivate in Disney grazie a precedenti fusioni.

Aspettando «Avengers: Endgame»
La divisione cinematografica ha tuttavia sofferto per il difficile paragone con l’anno scorso, quando nello stesso trimestre aveva potuto contare su successi quali Black Panther e Star Wars: The Last Jedi. Le revenue sono qui diminuite del 15 per cento. L’ultimo colossale successo sul grande schermo dei lungometraggi Marvel Avengers: Endgame - che ha superato i due miliardi di dollari di incassi in undici giorni facendo segnare un debutto record - verrà contabilizzato solo nella prossima trimestrale. Endgame, inoltre, verra' utilizzatom anche quale trampolino di lancio per Disney+: sara' trasmesso in streaming dall'11 dicembre.

La dismissione dei canali di sport
Disney, nei prossimi mesi, dovrà completare anche alcuni tagli, quali la dismissione di reti sportive regionali, parte delle condizioni per ottenere il via libera dei regulators alla combinazione con 21st Century Fox. Un accordo per cedere 21 canali locali è stato raggiunto nei giorni scorsi per 10 miliardi con il Sinclair Broadcast Group. Lo Yes Network, che trasmette le partite della squadra di baseball degli Yakees di New York, dovrebbe essere venduto separatamente a una cordata che comprende sempre Sincalir accanto a Amazon e agli stessi Yankees.

L’ex impero Murdoch sta ancora in piedi
I resti dell’impero Murdoch hanno intanto riportato i loro conti trimestrali mercoledì 8 maggio, offrendo soddisfazione agli investitori. La nuova Fox Corp, che comprende il canale di pay tv Fox News, la rete Fox network, la sportiva Fox Sports e una serie di stazioni televisive, ha riportato una solida crescita dei profitti grazie alle operazioni via cavo e alle reti Tv, allontanando lo spettro di una condanna all’emarginazione. Gli utili sono stati di 529 milioni, rispetto ai 547 milioni dei medesimi asset un anno fa. Un andamento migliore delle attese, pari a utili per azione di 74 centesimi rispetto ai 67 previsti. Il titolo nel dopo mercato si è impennato del 4 per cento. Le entrate sono salite del 12% a 2,75 miliardi, più dei 2,61 miliardi ipotizzati alla vigilia. Sono aumentati, in particolare, gli introiti pubblicitari, del 9 per cento.

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    Marco ValsaniaGiornalista

    Luogo: New York, Usa

    Lingue parlate: Italiano, Inglese

    Argomenti: Economia, politica americana e internazionale, finanza, lavoro, tecnologia

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