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Dispositivo kids-friendly per facilitare gli esami del sangue

Veinshow agevola i prelievi e riduce gli sprechi sanitari. Ora la startup ha il sostegno della Fondazione Social Venture Gda

di A.Mac.

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Veinshow agevola i prelievi e riduce gli sprechi sanitari. Ora la startup ha il sostegno della Fondazione Social Venture Gda


3' di lettura

L'idea è nata da una coppia di medici palestinesi, i dottori Amal e Raed Selmi, che oggi vivono e lavorano a Milano. Adesso Veinshow è pronta a far ingresso nelle strutture ospedaliere, con l'obiettivo di rendere più semplice il prelievi di sangue attraverso un dispositivo “kids-friendly” che consente contemporaneamente di rilevare i parametri vitali in tempo reale – come livelli di saturazione dell'ossigeno, frequenza cardiaca, pressione arteriosa e temperatura.

Da oggi la startup innovativa Veinshow può contare sul sostegno di Fondazione Social Venture Giordano Dell’Amore – braccio strategico e operativo di Fondazione Cariplo nell’ambito dell'impact investing – che ha supportato lo sviluppo della startup, prima attraverso l'offerta di un percorso di incubazione e mentorship e adesso con un investimento in equity, per un valore complessivo di circa 70mila euro.

“Lavorando come pediatra, mi sono reso conto in prima persona di come il prelievo di sangue nei bambini, oltre a essere un'operazione complessa e poco gradita, producesse ogni giorno un certo spreco di tempo e risorse materiali nelle diverse strutture sanitarie - spiega Raed Selmi, fondatore di Veinshow MedTech - Decidemmo allora di sviluppare una soluzione innovativa che fosse in grado di semplificare e render meno traumatica l'esperienza del prelievo nei bambini”.

Veinshow Med Tech nacque, così, nel 2016 a Milano, da una semplice constatazione sul campo. Per passare dalla fase di ideazione al prototipo sono stati essenziali, oltre al supporto iniziale del Polo tecnologico di Pavia, il percorso di empowerment e l'investimento offerti da Fondazione Social Venture Giordano Dell'Amore.

Come funziona il dispositivo ideato?
Veinshow è un dispositivo medico tecnologico “kids-friendly”. Può essere adeguatamente rivestito con una cover siliconica sterilizzabile e colorata – i cui elementi stilistici possono richiamare ad esempio un orsetto o un drago (come nella foto) - ed è dotato di un sistema di illuminazione retrostante ad ampio spettro, che favorisce una rapida individuazione del reticolo venoso permettendo un prelievo più veloce ed efficiente. Inoltre, mediante un laccio emostatico controllato e un sistema di sensori interni, consente di rilevare i parametri vitali in tempo reale – come livelli di saturazione dell'ossigeno, frequenza cardiaca, pressione arteriosa e temperatura.

Qual è l'impatto generato?
Come emerso da una serie di test effettuati, Veinshow ha un impatto positivo immediato sul benessere psico-fisico dei bambini sottoposti al primo prelievo di sangue: riduce, infatti, i livelli di stress e migliora il rapporto medico-paziente, anche in prospettiva futura. L'apparecchio, peraltro, può rivelarsi particolarmente efficace in situazioni d'emergenza, in cui è necessario intervenire tempestivamente. Inoltre, dai dati raccolti dall'equipe che lavora al dispositivo, è stato constatato come ogni minuto trascorso per l'individuazione del reticolo venoso di un paziente, si traduca in costi aggiuntivi per qualunque Sistema Sanitario Nazionale: generalmente, in un ospedale di medie dimensioni, si sprecano ogni mese 159mila ore di tempo di operatori sanitari che potrebbero essere impiegate altrove e 53mila euro di materiali (aghi, cannule sterili, cerotti, ecc.) che restano inutilizzabili e da smaltire. La startup vuole incidere significativamente sull'ottimizzazione di tali processi, contribuendo alla riduzione dei relativi sprechi.

L’investimento della Fondazione Giordano Dell’Amore
“L'iter di investimento tracciato per Veinshow è emblematico dell'approccio integrato all'impact investing che intendiamo promuovere a livello di sistema - spiega Marco Gerevini, Consigliere di amministrazione della Fondazione Social Venture Gda - Nel caso specifico, infatti, per garantire all'impresa un supporto a 360 gradi è stato necessario equilibrare l'offerta di competenze e capitali, accompagnando inizialmente la startup lungo un percorso di crescita graduale e solo in ultima istanza supportandola con un investimento diretto da parte della nostra fondazione. Adesso, con il nostro investimento, siamo orgogliosi di aver aggiunto un tassello importante nel percorso di accompagnamento all'impresa e auspichiamo di replicare tale modello di intervento anche con altre start-up in grado di offrire soluzioni innovative alle impellenti sfide sociali emerse anche a seguito della diffusione del Covid-19”.

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