fase 2 dell’emergenza

Distanziamento sociale, bando per reclutare 60.000 assistenti civici. M5S e Viminale frenano

In settimana la protezione civile lancerà il bando per reclutare volontari che potranno essere utilizzati dai sindaci per attività sociali e il rispetto delle misure di distanziamento sociale

di Marco Mobili

Detto e contraddetto. Assistenti civici: il bando della discordia

In settimana la protezione civile lancerà il bando per reclutare volontari che potranno essere utilizzati dai sindaci per attività sociali e il rispetto delle misure di distanziamento sociale


2' di lettura

Inoccupati, cassintegrati o percettori del reddito di emergenza o di cittadinanza potranno partecipare al reclutamento di 60mila volontari a cui i sindaci potranno assegnare il patentino di «assistenti civici», Ad annunciare l’arrivo del nuovo bando della protezione civile sono stati il ministro per gli Affari regionali e le Autonomie, Francesco Boccia, e il presidente dell’Anci , Antonio Decaro, sindaco di Bari.

A chi è rivolto bando
Il reclutamento che partirà dopo il 25 maggio 2020 sarà gestito dalla Protezione civile, così come era già accaduto nel pieno dell’emergenza sanitaria con i bandi di reclutamento di medici e infermieri da inviare nelle zone rosse d’Italia. Per il nuovo incarico di «assistente civico» si cercano, sempre su base volontaria, inoccupati, chi non ha vincoli lavorativi, chi percepisce in questo periodo forme di sostegno al reddito , come la Cig o anche il reddito di cittadinanza.

L’utilizzo dell’assistente civico
Una volta reclutati i 60mila volontari sarà la stessa Protezione civile ad indicare alle Regioni le diverse disponibilità sull’intero territorio nazionale. Saranno i sindaci a impiegare i nuovi volontari in attività di sostegno alle categorie più deboli ma soprattutto per collaborare al rispetto del distanziamento sociale. I cittadini stanno tornando via via alla normalità e a ripopolare le città, ha detto Boccia, per questo ora è il momento di reclutare «tutti quei cittadini che hanno voglia di dare una mano al Paese, dando dimostrazione di grande senso civico». Senso civico che in questa Fase 2 dell’emergenza si traduce nel pieno rispetto «di tutte le misure messe in atto per contrastare e contenere il diffondersi del virus», ha aggiunto il ministro Boccia.Al senso di responsabilità fa appello anche il presidente dei sindaci Decaro: «è ai volontari che vogliamo affidare le nostre comunità in questa nuova e complessa fase: quella in cui proviamo a convivere con il virus e impariamo a difenderci, anche tornando a una vita meno compressa dai divieti».

M5S frena
Il M5S tuttavia frena sull’iniziativa del ministro per gli Affari regionali. «La fuga in avanti di Francesco Boccia sui 60mila #assistenticivici non mi convince - scrive in un tweet il sottosegretario ai Rapporti con il Parlamento Gianluca Castaldi - E non convince il #M5S. Per noi i cittadini devono controllare quello che fanno i politici, non quello che fanno altri cittadini: auspico passo indietro del ministro e confronto con tutta la maggioranza».

Viminale: noi non informati
«Le decisioni assunte, senza preventiva consultazione del ministero dell'Interno, per l'istituzione della figura degli 'assistenti civici' in relazione alle misure di contrasto e di contenimento della pandemia Covid-19, non dovranno comportare compiti aggiuntivi per le prefetture e per le forze di polizia già quotidianamente impegnate nei controlli sul territorio», hanno precisato fonti del Viminale all’agenzia Ansa.

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