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Distilli: «Cassa dottori impegnata contro i divari»

Per il presidente le statistiche devono indirizzare le misure per l’inclusività. Aumentano gli aiuti per la conciliazione tra lavoro e famiglia

di Giovanni Parente

(AdobeStock)

3' di lettura

Una professione che parla sempre più al femminile ma su cui c’è ancora da lavorare per ridurre il gender gap. La componente femminile degli iscritti alla Cassa dottori commercialisti è passata dal 29,5% nel 2011 al 33,2% del 2021. Restano, però, i divari anche a livello reddituale. Da un lato, le dottoresse commercialiste hanno visto un incremento da 42.900 euro del 2020 a 43.600 euro nel 2021 (+1,6%) del reddito medio. La tendenza registrata negli ultimi 10 anni è comunque costante: si è partiti dai 36.900 euro del 2011 e si è verificato un aumento del 18,2% fino al 2021, a fronte di un incremento del 10,2% (quindi più contenuto) per i loro colleghi uomini. Dall’altro lato, però, va considerato come le dottoresse commercialiste hanno registrato un reddito medio e un volume d’affari inferiori rispettivamente del 45,6% e del 50,8% rispetto a quelli dei colleghi. Sono i dati che emergono dal Reputational report 2021 di Cassa dottori commercialisti (Cdc) presentato durante il forum «In Previdenza» organizzato dall’ente di previdenza a Roma e incentrato sui temi delle dinamiche demografiche e della sostenibilità del welfare.

Il presidente di Cdc Distilli: «Nuovi equilibri contro i divari»

Come ha spiegato Stefano Distilli, presidente di Cassa dottori commercialisti (Cdc), «stiamo assistendo a un cambiamento in atto della professione del dottore commercialista che negli ultimi anni ha visto crescere in misura costante la componente femminile, pur mantenendo un certo divario sia a livello di presenza che per quanto riguarda i redditi. Proprio per esplorare le diverse dinamiche e ragionare insieme per identificare le giuste misure per venire incontro alle esigenze dei nostri iscritti abbiamo focalizzato il nostro Forum annuale sui nuovi equilibri da instaurare per ridurre tali divari».

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La fotografia del Reputational report 2021 è uno «strumento da cui partire – ha sottolineato ancora Distilli - per sensibilizzare e partecipare al dibattito pubblico sulle tematiche legate alla parità di genere, sviluppare dati e statistiche gender sensitive, peraltro già numerosi nelle precedenti edizioni del report, e sensibilizzare gli stakeholder sull’impegno necessario a promuovere lo sviluppo di inclusività, diversità e giustizia».

Obiettivo parità di genere

Proprio, nell’ottica di supportare la conciliazione tra impegni professionali e di superare i divari interni alla categoria, la Cassa ha ulteriormente potenziato le iniziative. Tra le novità, c’è il bando per i contributi alle mamme e ai papà dottori commercialisti fino a 40 anni di età per l’iscrizione dei figli ad asili nido e scuole dell’infanzia per l’anno educativo dal 1° settembre 2021 al 31 luglio 2022.

Dal dibattito tra gli esperti che sono intervenuti durante il Forum «In Previdenza» è emerso come l’obiettivo della parità di genere sia ormai nell’agenda del Governo e al legislatore ma non si possa raggiungere con una sola misura. Servono piuttosto sforzi sinergici.

Equo compenso

Nel corso della mattinata sono stati affrontati anche altri temi di attualità che riguardano la professione. Prima di tutto l’equo compenso. Il sottosegretario alla Giustizia, Francesco Paolo Sisto, ha ribadito l’importanza del Ddl anche sul fronte della tutela della dignità del professionista e a margine dell’evento ha affermato che il testo approvato dalla commissione Giustizia del Senato il 29 giugno dovrà andare in Aula per il voto «quanto prima, probabilmente già a settembre».La ministra per le Pari opportunità e la famiglia, Elena Bonetti, ha fatto notare come i divari, le disugualianze e la mancanza di opportunità abbiano rappresentato un limite al limite allo sviluppo. Ma ora c’è una «nuova capacità di progettazione politica» di cui l’assegno unico universale è uno degli esempi.

Il presidente del Consiglio nazionale dei commercialisti, Elbano de Nuccio, nel suo intervento ha evidenziato come una delle priorità sia «incrementare e avvicinare i giovani alla nostra professione». Da qui l’invito a Cassa dottori a lavorare insieme anche a un percorso di specializzazione.

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